La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza 0
in Spirito Spiritualità

La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza

Comunemente, con questa parola si intende la capacità cosciente di cogliere il senso profondo di quanto avviene al nostro interno. Meditare non significa dunque semplicemente ‘pensare’, ma essere presenti all’evento del pensiero. Questa presenza si può paragonare a un riflettore, a un fascio luminoso che illumina un particolare aspetto del tema che vogliamo trattare, considerandolo ed elaborandolo.
Questa attenzione al pensiero come evento interiore, alla scoperta dei grandi temi dell’uomo, ci permette di riconoscere una parte di qualcosa che va al di là della nostra volontà. Se per la pratica della concentrazione è necessaria e a volte sufficiente la volontà per poter essere presenti e concentrati sull’oggetto, nella pratica della meditazione viene richiesto un maggiore rilassamento di questa volontà e quindi una maggiore capacità di accoglienza.
Nella pratica meditativa avviene qualcosa di molto grande: una vera liberazione interiore. Infatti, ogni volta che diamo spazio al pensiero, ogni volta che notiamo la coscienza nel suo molteplice manifestarsi, ecco che portiamo all’unità quell’interiorità nascosta che cerca la luce, che vuole essere illuminata, che necessita di essere compresa all’interno dell’uno.
Abbiamo tutti bisogno di molta umiltà per accogliere i nostri eventi interiori e il nostro pensiero, perché nella misura in cui permettiamo ai pensieri di fluire siamo effettivamente in grado di esserne liberi. Ma se non permettiamo questo fluire, nella sua alternanza di positivo-negativo, bene-male, finiamo per demonizzare persone e oggetti e creiamo al nostro interno un vero conflitto tra bene e male.
La meditazione è un valido strumento per la conoscenza profonda di se stessi, ma le pratiche meditative fanno parte di un corpo molto più vasto di insegnamenti, senza i quali possono rimanere inefficaci. La meditazione non deve ridursi a semplice tecnica, perché riflette uno stato di coscienza pregno delle conoscenze dei grandi maestri di tutti i tempi, appartenenti alle vere tradizioni di ricerca spirituale.
Potremmo dire che la meditazione è il corretto atteggiamento nei confronti della vita stessa, e non è quindi riducibile a una tecnica o a una postura fisica, perché se così fosse escluderemmo gran parte delle esperienze che costituiscono il nostro vivere quotidiano. Se abbiamo chiaro questo punto, possiamo avvicinarci alle pratiche meditative con una impostazione corretta, riconoscendole come un apporto valido, e per molti aspetti indispensabile, al fine di correggere la nostra percezione degli eventi.
Possiamo avvicinarci alla pratica meditativa considerando il nostro corpo come un apparecchio radiofonico. Nel corso della giornata il nostro apparecchio psicofisico, proprio come una radio, è in grado di ricevere diverse esperienze, di sintonizzarsi su diversi programmi. Queste esperienze vengono vissute come sensazioni, emozioni, stati mentali. Sintonizzarsi correttamente su di esse significa essenzialmente prendere coscienza di quello che ci sta accadendo, essere pienamente consapevoli dell’oggetto osservato. In altre parole, la nostra capacità di ascolto oggettivo del programma che stiamo percependo ci permette di conoscere la natura degli eventi così come si manifestano, secondo le cause e le condizioni che li determinano. Ciò che avviene nella nostra vita è determinato e al tempo stesso determinabile. Questa comprensione ci permette di liberarci dalla convinzione assai diffusa che le cose siano predeterminate, dalla credenza che siamo vincolati a un destino.
La corretta comprensione della sequenzialità, della relazione di causa ed effetto, ci permette di riconoscere una possibilità che sta a noi cogliere momento per momento: la possibilità di essere liberi. Non possiamo relegare questa possibilità nel futuro, e non possiamo nemmeno compiangerci per non essere ancora illuminati. Dobbiamo assumerci la responsabilità di convogliare tutte le nostre forze perché nel momento presente si attui una vera rivoluzione della coscienza, realizzando pienamente ciò che siamo: esseri di luce in grado di ricevere luce e di trasmetterla. Anche se esistono parole diverse per descrivere questo stato di coscienza (libertà, verità, amore), indicano tutte un’unica capacità: la capacità di vedere chiaramente, di conoscere chiaramente e di esprimere chiaramente. Vedere, sentire, conoscere, esprimere sono proprietà della coscienza, ed è sui principi della visione profonda che possiamo esprimerci pienamente. La pratica meditativa è lo strumento per far sì che questa visione profonda non venga mai meno e perché si manifesti la chiarezza necessaria a essere nella vita al di là del dualismo che la caratterizza a livello sensoriale.
Il nostro percorso si svolge all’interno della nostra esperienza psicofisica, ma ci porta allo sviluppo delle nostre potenzialità per passare da uno stato di semplice sensorialità allo stato di multi-sensorialità, ampliando le nostre percezioni ed esprimendoci pienamente secondo coscienza, secondo l’amore. In che modo? Prima di tutto, portando l’attenzione al corpo, in quanto esso costituisce il primo ricettacolo della vita. Questa accensione di vita avviene quando i due gameti si incontrano e vanno a costituire la prima cellula, che dividendosi dà inizio a un processo in cui scorre una verità profonda. È la verità dell’intrinseca unità presente in ogni cosa, che, pur trascendendo la materia, si esprime in ogni piano della materia. Sul piano dell’evoluzione fisica c’è dunque una continua ricerca per ristabilire l’unità apparentemente perduta. Sul piano dell’introspezione, ognuno di noi cerca di riportare la mente a uno stato di unità, di pace, di integrazione profonda di tutti gli elementi che costituiscono la persona. Ecco allora che corpo, energia e mente, qualora armonizzati e vissuti in piena consapevolezza, diventano i canali dello spirito. Il lavoro meditativo vuole essere essenzialmente questo: fare del nostro corpo e della sua espressione cosciente un canale puro che consente la vera ricettività. Ciò significa attingere direttamente alla conoscenza senza le distorsioni tipiche del mentale, da cui molto spesso siamo afflitti perché è proprio nella stratificazione dei pensieri che si gioca il gioco dell’esistenza.
Il pensiero “Sono perché penso” è una trappola mortale. L’immortalità dell’essere si manifesta come realtà esperibile ogni volta che siamo in grado di lasciar andare il pensiero. Ma questa capacità di lasciar andare il pensiero richiede una verifica esperienziale, e all’interno della pratica meditativa tale verifica è possibile perché portiamo una maggiore attenzione al flusso degli eventi e riconosciamo nella caratteristica della transitorietà e dell’impermanenza una legge universale. Tutto è instabile, tutto è transitorio, tutto è impermanente, tutto è effimero, caduco. Questa capacità di visione del costante fluire dell’esperienza ci pone quasi magicamente al di fuori della stessa esperienza. In questa percezione diretta la coscienza diventa più vasta, non più preoccupata ma tranquilla e profonda, serena, amorevole, aperta al continuo cambiamento, al continuo scorrere.
Più consapevolezza, più coscienza, più vita. Più vita nella conoscenza della non-morte, quindi dell’immortale. La meditazione si presenta come la via all’immortalità, e il superamento della paura della morte è uno degli effetti di una pratica meditativa attenta e rigorosa. Andare oltre la paura significa andare oltre i limiti di una coscienza limitata da preconcetti. La stessa idea di essere nati nel tal giorno e alla tale ora è un preconcetto che trova la sua giustificazione solo nello sviluppo biologico di una cellula. È di fondamentale importanza andare oltre l’identificazione con qualsiasi processo, perché i processi avvengono all’interno di una dimensione spazio-temporale e sono quindi determinati da un inizio, una crescita e una fine. Inizio, crescita e fine sono le coordinate di qualsiasi viaggio, di qualsiasi esperienza, di qualsiasi esistenza. Inizio, sviluppo e fine sono all’interno di un quadro spazio-temporale. Fare salti di coscienza significa ampliare questo quadro, uscire dalle costrizioni di questo spazio limitato. Ecco perché si parla di libertà, e il richiamo alla libertà è in fondo al nostro cuore, in fondo alla nostra anima. Il richiamo alla libertà è anche il richiamo alla conoscenza della nostra interdipendenza e del riconoscimento che non si può essere liberi se non nel rispetto della libertà altrui, e dunque nell’amore. Tutto ciò inizia da un semplice passo, da una semplice consapevolezza: la consapevolezza del respiro, la consapevolezza di essere qui e ora.
Autore: Thanavaro
Summary
La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza
Article Name
La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza
Description
Comunemente, con questa parola si intende la capacità cosciente di cogliere il senso profondo di quanto avviene al nostro interno. Meditare non significa dunque semplicemente ‘pensare’, ma essere presenti all'evento del pensiero. Questa presenza si può paragonare a un riflettore, a un fascio lumino...
Author
Publisher Name
Edizioni il Punto d'Incontro
Publisher Logo

Ti potrebbero interessare anche questi:

Scienza e meditazione

Lo Zodiaco: la Vergine

L’amore in 10 frasi

La profondità e bellezza della Ribhu Gita

Il libro della vita di Jiddu Krishnamurti

Il sesso illuminato: respirare l’energia sessuale in un cerchio completo

I poteri dell’Arcangelo Gabriel e la sua invocazione

Esiste la vita dopo la morte?

Koan zen: la cultura interiore di Ta-t’zu

Il significato del Solstizio d’Inverno

Tantra yoga: sessualità e liberazione

La nostra destinazione è qui e ora

Prima della coscienza, Nisargadatta Maharaji | 30 anni con Edizioni Il Punto d’Incontro

La mia vita con i maestri himalayani, di Swami Rama

Storia zen: nessun attaccamento alla polvere

Tiziano Terzani e “il trucco della candela”: la meditazione come via di conoscenza e di vera libertà

I sette veli: unità e separazione nella visione degli Indiani d’America

Lo Zodiaco: il Capricorno

Meditare con i Mandala

L’amore incondizionato per noi stessi | don Miguel Ruiz Jr.

Esercizio di meditazione per superare un lutto

Vajrapradama mudra: sicurezza di sé

Trova il tuo sorriso interiore

Tao Te Ching: il libro della Via

Perché si festeggia la Pasqua?

Cos’è la meditazione trascendentale?

Preghiera per l’Amore di don Miguel Ruiz

Camminare verso la Pace

Karma e reincarnazione

Sai che gli alberi parlano? 1992 | 30 anni di Edizioni il Punto d’Incontro

Lo Zodiaco: il Cancro

Le esperienze di premorte

Meditazione camminata: presentazione e incontro con Volker Winkler

Il ritorno del guerriero di pace di Dan Millman

Ebooklife.it: l’energia che fluisce libera porta armonia

La Grazia del Guru 1986-2016 | 30 anni di Edizioni Il Punto d’Incontro

Insonnia e meditazione

Conosci te stesso con i segreti dei tarocchi

Lo Zodiaco: la Bilancia

Meditare con i Mandala 2

I chakra e i tre livelli di guarigione dell’uomo

Che cos’è la felicità?

Il saggio e la morte

Il cuore dell’universo – meditazione

I defunti, anime amorevoli che non ci lasciano mai

Mudra, la danza delle mani

Meditare con i Mandala 3

Se il fallimento fosse una possibilità? | Pema Chödrön

Tecniche di visualizzazione: proteggersi dalle energie negative

Messaggio per tutto il mondo…

Lo Zodiaco: l’Ariete

Numerologia: i numeri come chiavi del Codice dell’Anima

Meditazione e risveglio spirituale

Il sesto senso

Lo Zodiaco: l’Acquario

Il sentiero dell’amore, il sentiero della paura

Lo Zodiaco: il Leone

Coloring book, gli album anti-stress da colorare

Lo Zodiaco: il Toro

Videointervista a Gloria Germani, autrice di Tiziano Terzani: la forza della verità

Lo Zodiaco: i Pesci

Ananda Moyi Ma

Parole magiche per isolare e fermare la negatività

Fantasmi

Tao Te Ching – capitolo I

Lo Zodiaco: i Gemelli

Lo Zodiaco: lo Scorpione

Come l’ape ebbe il suo pungiglione (leggenda Cherokee)

La Bhagavad Gita: un tesoro che trascende il tempo e lo spazio

Non siamo nati per soffrire

Il potere vibratorio della voce

La meditazione camminata, un esercizio di mindfulness da praticare ovunque

Quando i defunti si manifestano

Shakti, album antistress da colorare

Lo sciamano: guida e guaritore | Nicolás Pauccar Calcina

Come attrarre la fortuna: la numerologia e il numero dell’Io

Capodanno cinese 2017: l’anno del Gallo

Conversazioni con Ramana Maharshi, dal diario di Annamalai Swami

Trasformare le esperienze in saggezza | La via del guerriero di pace

Meditazione: nuovi studi scientifici ne dimostrano l’efficacia

Apri il tuo scrigno

Aiutare le anime ad andare verso la luce

Sii ciò che sei, Ramana Maharshi – 1988 | 30 anni di Edizioni Il Punto d’Incontro

La meditazione – Racconto indiano

Tiziano Terzani, un saggio dei nostri tempi

Lo Zodiaco: il Sagittario

Doris Lessing: testimonianze da un’anima forte

Canto della Notte dei Navajo

Felicità – Racconto sufi

Meditare con i Mandala 4

Il viaggio di Maui sulla Terra

Storia di Pasqua

Capo Molti Trofei

Annamalai Swami: tutta la felicità viene dal Sé

Sai Baba, il santo di Shirdi

I tarocchi: significato psicologico dell’Amante, arcano VI

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi i numeri rappresentati nel campo * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.