La stretta di mano: un biglietto da visita non verbale 0
in Coaching, PNL ed EFT

La stretta di mano: un biglietto da visita non verbale

La stretta di mano, un rito quasi universalmente diffuso, è il nostro biglietto da visita, perché nasce da un impulso inconscio a rivelare un nostro bisogno, una nostra pulsione interna nel momento in cui incontriamo l’altra persona. Quando ci presentiamo per la prima volta a qualcuno, tuttavia, spesso non prestiamo nessuna attenzione a questo atto. Essendo un gesto che fornisce molte utili informazioni, il consiglio è quello di raccogliere i dati e assecondare il tipo di stretta dell’altro: può decisamente aiutarvi nel costruire una relazione conoscere in anticipo ciò che l’altro desidera e utilizzare questo dato di fatto per rendere più semplice il vostro rapporto.

Da ricordare: la stretta degli altri ci fornisce ottime informazioni sul tipo di relazione che l’altro intende instaurare. Ricordate che anche l’altro si formerà parte della sua prima impressione su di voi valutando la vostra stretta. Esercitatevi dunque a stringere la mano ai vostri amici e fatevi dare un feedback. È un ottimo investimento di tempo per presentarvi nel miglior modo possibile. Ecco alcuni dei bisogni che possono rivelarci i diversi modi di stringere la mano.

Stretta alla pari


È quella data con la mano in posizione perpendicolare al pavimento. Si usa tra due persone che si stimano e in cui nessuna delle parti vuole essere sottomessa o sottomettere l’altra. Esse si percepiscono allo stesso livello. Presentandovi in tal modo a una persona andrete sul sicuro.

Bisogno di essere guidati

La “stretta del mendicante”, effettuata con il palmo all’insù, è indicativa di una posizione di sottomissione e di un atteggiamento di debolezza. Stringendo in tal modo, l’altro rivela una buona predisposizione a eseguire ordini senza obiettare.
La “stretta a buccia di banana”: chi stringe la mano in questo modo trasmette un messaggio di insicurezza. Chi vi sta davanti potrebbe avere un carattere timido, sfuggente e introverso.
Piegare il braccio e portare il busto verso l’altra persona: compiendo una sorta di inchino, si manifesta inconsciamente disponibilità e, a volte, sottomissione.

Quando raccogliete tali indicazioni, il consiglio è quello di mostrarvi disponibili e rassicuranti: la persona con cui state parlando preferirà che siate voi a fare proposte e a dare indicazioni. Evitate toni troppo imperativi e rispettate le sue distanze psicologiche.

Voglia di comandare

Colui che vuole guidare e imporre la sua volontà agli altri adotterà i seguenti tipi di stretta: stretta a palmo all’ingiù, che vi costringe a rispondere dando il palmo rivolto verso l’alto (usata da chi è abituato a comandare o da chi vorrebbe farlo); stretta con forza eccessiva (usata da chi possiede un carattere competitivo); stretta con mano sulla spalla, dove la mano che spinge verso il basso indica che siete di fronte a una personalità dominatrice.

In base a questo tipo di informazioni, sappiate che alla persona che avete di fronte piace comandare il gioco e avere il pieno controllo della situazione.

Preferenza per il non coinvolgimento emotivo

Chi desidera mantenere un certo distacco attua solitamente uno dei seguenti gesti: stretta a buccia di banana o stretta con il braccio teso. Il fine è quello di tenere l’altro a distanza, sta così comunicando che non vuole essere avvicinato troppo.

Preferenza per i rapporti familiari

Stretta con doppio contatto: chi stringe la mano e con la sinistra tocca l’avambraccio o il braccio dell’altro gli dimostra affetto, stima, ammirazione, o stretta con mano sulla spalla: se il contatto con la spalla è più laterale, come per dare una pacca, questa stretta è amichevole e cordiale, indice di una ricerca di rapporti di tipo meno formale.

Tratto da Relazioni vincenti con il nuovo linguaggio del corpo

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1 Commenti

  1. Articolo molto interessante, imparare a riconoscere le strette di mano è un esercizio di PNL facile e immediato. 😉

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