Don Miguel Ruiz: la mia vita è una preghiera continua

Don Miguel Ruiz: la mia vita è una preghiera continua

Don Miguel Ruiz trascorse la sua infanzia nel Messico rurale, allevato dalla madre e dal nonno, entrambi guaritori nella tradizione dei suoi antenati, i Toltechi – una stirpe di indigeni che dominarono il Messico dal X al XII secolo d. C. Durante l’ultimo anno degli studi in medicina, Ruiz ebbe un incidente d’auto. L’esperienza fuori dal corpo che ebbe in quel momento lo proiettò in una dimensione spirituale che gli fece rivedere la sua vita. Si vide trasportato negli insegnamenti mistici che gli erano stati impartiti da bambino e si lasciò alle spalle la carriera medica. Il libro I quattro accordi è basato sul su retaggio tolteco.

Parlaci del tuo percorso spirituale.
Attualmente non seguo nessuna religione. Ma amo e rispetto tutte le filosofie e tutte le religioni. Vedo come sono nate, come si sono sviluppate, e quanto sono potenti. Ma non fa per me credere in una specifica divinità. Quello in cui credo, infatti, è che l’infinito, l’assoluto, sia un essere vivente, l’unico essere vivente che esista veramente. E noi siamo tutti parte di quell’essere vivente. In base a questo punto di vista, il modo in cui io vedo l’universo, il modo in cui vedo Dio è la perfezione, come se esistesse solo la perfezione, e questo non è difficile da capire. La vita è molto, molto facile da capire, ma la complichiamo con le convinzioni e le idee che creiamo.
C’è un contrasto tra le due cose importanti che esistono veramente, cioè verità e bugie. Questa è una cosa che mi ha insegnato mio nonno nella mia adolescenza. Mi disse: “Miguel, sai che tutte le religioni e tutte le filosofie credono che ci sia un conflitto tra il bene e il male”. Questo, mi disse, non è esatto, perché il bene e il male sono solo il risultato di un contrasto che esiste solo nella mente umana. Non esiste per gli animali o per nient’altro. E mi disse che il conflitto è tra la verità e le bugie. Se credi nella verità vivi nel bene, e tutto è gioia e felicità. Ma se credi nelle bugie, succederà l’esatto opposto.

Puoi darci un esempio di una di queste bugie?
Noi pensiamo: “Non sono abbastanza bravo. Non posso farcela. Non posso essere felice. Sono nato per soffrire. La vita è una valle di lacrime e siamo qui per soffrire, e se soffriamo con pazienza, quando moriamo andiamo in paradiso”. Tutte queste non sono che bugie, e noi ci crediamo.
Il modo in cui ci esprimiamo nella vita è con molta paura. E ci giustifichiamo dicendo: “Oh, sono timido. Oh, non sono un bravo cantante. Non riesco a parlare in pubblico. Non sono un bravo artista”. Usiamo tutte queste convinzioni per limitarci nell’espressione di noi stessi. Siamo molto spaventati di vivere la vita.

Cosa intendi dire quando scrivi: “Siamo tutti artisti dello spirito”?
Ogni essere umano è un artista. E l’arte principale che abbiamo è la creazione della nostra storia. Creiamo storie in cui viviamo, e questo è un po’ difficile da capire per gli essere umani ordinari, ma è una cosa estremamente bella quando abbiamo questa consapevolezza e ancor di più quando la cambiamo. E non è poi così difficile.

Tu dici che è la nostra storia a interferire tra noi e Dio.
È solo una creazione, ma noi ci crediamo, dimentichiamo ciò che siamo veramente. Quando recuperiamo la consapevolezza, scopriamo che le nostre relazioni migliorano, le relazioni con le persone che amiamo, con i nostri bambini, con i nostri genitori, con tutti coloro che ci circondano diventano molto, molto migliori.
Finalmente siamo abbastanza forti per guardare tutte quelle bugie in faccia e non crederci più. E il miracolo di questo è che ti fidi completamente di te stesso, non hai bisogno di confidare più in un guru, in un Dio esterno. Capisci Dio perché fai esperienza di Dio, e vedi Dio ovunque, perché vedi semplicemente la vita in azione continuamente.

Hai detto che è impossibile esprimere la verità in parole.
Esatto, è impossibile. Bisogna sperimentarla. Quando apri i tuoi occhi spirituali, ciò che stai facendo è sperimentare la verità. E ancora tu cerchi di spiegare la verità agli altri.
Supponiamo che tu voglia scrivere un libro su un singolo albero. Puoi impiegare migliaia di pagine per descriverlo. Non importa quanto ti avvicini alla descrizione di quell’albero, non lo descriverai mai com’è veramente. Ma questo non significa che tu non capisca, perché hai avuto quell’esperienza e questo è proprio è ciò che fa la differenza. E sapremo la verità, e la verità ci renderà liberi. Liberi da tutte quelle bugie.
Il cristianesimo e il buddismo sono meravigliosi, poiché tutti questi maestri hanno sperimentato la verità. Cristo l’ha chiamata Paradiso, Buddha Nirvana. Ma entrambi intendevano la stessa cosa e ciò che hanno cercato di spiegare è l’esperienza che hanno avuto quando hanno sperimentato la verità. E chiunque abbia sperimentato la verità, la spiegherà a modo suo, ma chiunque ascolta, chiunque stia spiegando la verità, capirà.

Hai detto che la nostra unica missione nella vita è essere felici, che apparentemente sembra un’affermazione molto centrata sul sé. Come si inquadra questo in altri sistemi di pensiero che orientano le persone a qualcosa di più grande di se stessi?
Ogni cosa ti guida a cercare la tua felicità. Non puoi fare felice nessun altro eccetto te. Non puoi fare felici i tuoi figli, non puoi far felice tuo marito, non puoi far felici i tuoi genitori. Devono essere loro a far felici loro stessi. L’unica persona che puoi far felice sei tu.

Credi che abbiamo qualche obbligo verso un creatore o verso gli altri?
Vedi, questa è la parte migliore. Non abbiamo obblighi nei confronti di nessuno. È una scelta. Quando hai la consapevolezza non scegli di vivere nella tragedia. Scegli di essere felice. Questa sarà la tua scelta. E anche se il tuo corpo è in preda al dolore, puoi essere felice in ogni caso.
Ad esempio, un bimbo di uno o due anni ha mal di testa o prova dolore in una qualsiasi parte del corpo. Se qualcosa cattura la sua attenzione, vedrai un sorriso sul suo viso, finché non torna a concentrarsi su ciò che sta causando il dolore. Allora piangerà di nuovo.
Ma la nostra tendenza è di essere felici, e non è una cosa che riguardi il fatto di essere centrato sul sé. Se tu sei felice, infatti, la tua felicità si estenderà tutto intorno a te. Tutti sentiranno la tua presenza. Possono paragonarsi a te e scegliere di essere felici anche loro.

Hai avuto un’esperienza che ti ha cambiato la vita dopo un incidente d’auto, ma dici che un’esperienza così drammatica non è necessaria, che tutti possono coltivare questa consapevolezza.
Sì, e questo è ciò che la rende così bella. Sapere che è disponibile per tutti, che non tutti devono avere un incidente d’auto per raggiungerla. E, nella storia dell’umanità, l’abbiamo visto succedere molte, molte volte a differenti persone in tutto il mondo, e non perché una filosofia sia meglio di un’altra o una religione sia meglio dell’altra, perché non è vero, non è vero affatto. Sai che la vita è molto molto semplice, e che possiamo renderla così facile. E sta a noi renderla facile.
Ciò che io consiglio è consapevolezza, consapevolezza e ancora consapevolezza. E per questo, qualsiasi religione voglia una persona va bene. È meraviglioso avere ogni genere di religione. Non è realmente questo che importa. Essere felici. È questo l’importante, essere felici.

Tu preghi?
Non è necessario. Potrei dire che la mia vita è una preghiera continua senza che io preghi. Come artista – e ogni essere umano è un artista – io contemplo ogni cosa. Mi godo le mie percezioni, assaporo i cambiamenti nel mio corpo fisico e il semplice fatto di essere vivo e provare gratitudine è la migliore preghiera che possiamo fare. Ti assicuro che io vedo Dio ovunque, vedo le azioni di Dio, percepisco la sua espressione in ogni cosa che vedo. Vivo in un costante stato di estasi.

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Don Miguel Ruiz trascorse la sua infanzia nel Messico rurale, allevato dalla madre e dal nonno, entrambi guaritori nella tradizione dei suoi antenati, i Toltechi – una stirpe di indigeni che dominarono il Messico dal X al XII secolo d. C. Durante l'ultimo anno degli studi in medicina, Ruiz ebbe un...
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