L’arte della fusione con l’altro

L’arte della fusione con l’altro

Proviamo a immaginare un contesto piuttosto comune. È lunedì mattina, fuori piove, fa freddo, ci siamo alzati di malavoglia e ci prepariamo per andare al lavoro. Il solo pensiero però ci mette subito di malumore: non bastasse la giornata grigia, l’idea di ritrovarci ad affrontare un’altra settimana magari con quel collega o quel capoufficio con cui non andiamo proprio d’accordo ci deprime ancora di più. E il nostro lunedì mattina non inizia certo nel migliore dei modi.

Ma se è vero che sulle condizioni climatiche possiamo ben poco, abbiamo molte frecce al nostro arco per decidere di cambiare il modo in cui affrontiamo la giornata e le persone che incontriamo. Sì, anche quelle “difficili”. Come? Sviluppando tecniche mentali di autodifesa e persuasione in modo da contrastare in maniera non violenta ed efficace qualsiasi situazione problematica si presenti. Tra queste, una tecnica fondamentale si chiama “empatia”.

Fondersi con l’altro, entrare in empatia con lui, comporta innanzitutto imparare a mostrare un’immediata comprensione verso il comportamento di chi ci sta di fronte. Questo non vuol dire iniziare a dare ragione con aria di sufficienza, bensì fare nostre le ragioni di chi ci si oppone, fino ad arrivare a copiarne i movimenti, il modo di parlare e perfino il respiro.

Perché funziona? Essere in sintonia empatica è una delle forme di comunicazione più importanti, tanto da essere addirittura considerata un meccanismo inconscio legato alla sopravvivenza. La familiarità che nasce attraverso questa tecnica diventa un segnale di sicurezza e la sicurezza è un valore assoluto per la sopravvivenza.

Questo immedesimarci nell’altro non ci dà dunque solo la possibilità di pensare come lui, ma crea anche nel nostro oppositore un potentissimo effetto di auto-riconoscimento che lo spinge a riconoscersi in noi, riducendone immediatamente il livello di tensione. Mettendo in risalto ciò che abbiamo in comune, le resistenze e l’antagonismo scompaiono e, soprattutto, si dialoga direttamente con la parte più emozionale, più vera e istintuale del nostro interlocutore, cosa che lo porterà a cambiare atteggiamento nei nostri confronti. E il lunedì è salvo!

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