Cellulite addio: un occhio all’alimentazione

Cellulite addio: un occhio all’alimentazione

Estremamente diffusa, la cellulite è una patologia che non solo crea fastidiosi problemi estetici, ma in realtà compromette anche alcune funzioni essenziali al buon funzionamento dell’organismo.

La cellulite è un problema molto diffuso, che colpisce un gran numero di donne giovani o mature, in condizioni di sovrappeso o anche in condizioni di peso normale. Troppo spesso, però, viene trattata come semplice problema estetico; altrettanto frequentemente le cure adottate (estetiche e chirurgiche) non agiscono sulle cause di origine e di sviluppo della patologia. Gli interventi, quali mesoterapia, microterapia, cromoterapia, talassoterapia, ozonoterapia e altri, non risolvono il problema della sua formazione, che dipende da fattori genetici, metabolici, di comportamento alimentare e da altre cause sulle quali le terapie locali possono agire limitatamente.

Per ottenere risultati correttivi permanenti vanno messe in atto più soluzioni, ma in primo luogo deve essere presa in considerazione un’adeguata alimentazione. Infatti, pur avendo cause diverse, la formazione della cellulite può essere accelerata e aggravata da un comportamento errato o disordinato nell’alimentazione e dai conseguenti squilibri del metabolismo.

Per esempio, l’introduzione eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale favorisce l’accumulo di adipe localizzato e la ritenzione dei liquidi. In generale, un’alimentazione scorretta crea condizioni di intossicazione dell’organismo e un aumento ponderale, con conseguente alterazione del microcircolo e la formazione della cellulite.

 

Quali sono i cibi da evitare o ridurre?

Occorre evitare gli alimenti che sovraccaricano il fegato, che è l’organo deputato al metabolismo delle varie sostanze nutrienti e che svolge un’importante attività “depuratrice”:

  • I cibi ad alto contenuto di grassi di origine animale, come alcuni salumi (salame, pancetta, mortadella), lo strutto, il lardo, alcuni latticini e derivati quali il burro o i formaggi stagionati.
  • I cibi ad alto contenuto di grassi vegetali idrogenati, in particolare le margarine  e gli alimenti che li contengono come alcuni crackers, grissini e biscotti, in quanto il processo di idrogenazione comporta una variazione della struttura molecolare degli acidi grassi; in questa nuova configurazione gli acidi grassi non sono più ben utilizzati dal nostro organismo, anzi risultano potenziali sostanze estranee a esso e quindi capaci di sovraccaricarlo.
  • Lo zucchero bianco raffinato (saccarosio), in quanto privo di principi nutritivi importanti e definito anche “ladro di nutrienti”, perché per essere assorbito e metabolizzato dall’organismo utilizza vitamine e sali minerali importanti per le reazioni cellulari e induce l’organismo alla lipogenesi (formazione del grasso). Vanno quindi evitati tutti i cibi ricchi di zuccheri semplici come i dolci, i gelati, le brioches, i biscotti, la cioccolata e le bibite zuccherate.
  • Il caffè e i “classici” tè ricchi di sostanze eccitanti e di tannino vanno assunti con moderazione.
  • Gli alcolici e i superalcolici, in quanto incidono con un sovraccarico sull’attività epatica (il vino può essere utilizzato per la cottura dei cibi, in quanto la componente alcolica evapora).
  • I prodotti alimentari confezionati contenenti sostanze chimiche quali coloranti, conservanti, additivi ecc., in particolare se assunti con frequenza, per l’effetto “cumulo” di sostanze non utili all’organismo, con possibile attività tossica.
  • Poiché il problema della cellulite e della ritenzione idrica (cioè dell’accumulo di liquidi tra i tessuti dell’organismo) sono strettamente connessi tra loro, la dieta per risolvere questi due disturbi è analoga: va evitata quindi, con scrupolo, l’assunzione di alimenti che favoriscono la ritenzione idrica quali il sodio, assunto comunemente sottoforma di cloruro di sodio (il comune sale da cucina). Di conseguenza vanno evitati tutti i cibi ricchi di sodio, come gli insaccati, gli alimenti in scatola, i dadi da brodo arricchiti con glutammato, salse, conserve ecc., in quanto possono favorire la stasi idrica.

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