Vivere relazioni sane: i segnali di riconoscimento positivi e negativi

Vivere relazioni sane: i segnali di riconoscimento positivi e negativi

Noi siamo esseri sociali. Non possiamo fare a meno degli altri. Al di fuori della relazione, non c’è vita. Se nessuno si occupasse di noi alla nascita, la nostra vita sarebbe di breve durata; è attraverso il rapporto che nutriamo il nostro essere. L’altro è lo specchio che ci permette di prendere coscienza della nostra esistenza. È un dato di fatto: persino uno specchio deformante è meglio di nessuno specchio.
Le nostre relazioni sono utili, perché ci forniscono i segnali di riconoscimento indispensabili alla vita. Senza relazioni, senza segnali di riconoscimento, l’individuo non può sopravvivere. È un dato di fatto: meglio avere rapporti cattivi che non averli affatto, meglio segnali di riconoscimento apportatori di sofferenza che nessun segnale in assoluto.
Le relazioni rappresentano dunque un’occasione per scambiarsi segnali di riconoscimento. Ne esistono di quattro tipi: positivi, negativi, condizionati, incondizionati.

 

Segnali incondizionati positivi, esempi

  • Ti apprezzo.
  • Sei intelligente.
  • Sei una persona affidabile.
  • Sei un’ottima cuoca.

Segnali condizionati positivi, esempi

  • Hai svolto un ottimo lavoro.
  • Il tuo disegno è splendido.
  • Il tuo dolce è squisito.

Segnali incondizionati negativi, esempi

  • Non ti amo.
  • Sei stupido.
  • Non vali niente.
  • Sei un buono a nulla.

Segnali condizionati negativi, esempi

  • Hai svolto male il compito.
  • Il tuo testo è banale e hai fatto otto errori.
  • La conclusione di questo resoconto è priva d’interesse.

 

I segnali di riconoscimento incondizionati negativi sono distruttivi per chi li riceve, per chi li genera e per il rapporto. Il professore che dice all’alunno: “Sei pigro e buono a nulla… rifà questo compito” commette un triplice errore, facendo sentire l’alunno un fallito, condannandosi ad arenarsi nella sua missione d’insegnante, mettendo in pericolo la relazione, perché c’è da scommetterci che l’alunno respingerà in blocco la materia e l’insegnante.

 

Per vivere relazioni sane, applichiamo tre grandi regole d’igiene relazionale:

1. Scambiarsi il positivo
I segnali positivi di riconoscimento che ci scambiamo sono per il rapporto quello che la legna è per il fuoco del camino: fonte di calore e di benessere. I segnali positivi di riconoscimento permettono di costruire la relazione. Scambiarsi il positivo vuol dire offrire con generosità stimoli positivi sinceri e ricevere con semplicità gli stimoli positivi che ci vengono indirizzati, invece di ignorarli o di schermirsi come se non avessero alcuna importanza. Esempio:

  • Stimolo positivo: “Che bel vestito, ti sta benissimo!”.
  • Espressione di diniego: “Oh, l’ho comprato in saldo”.

2. Scambiarsi segnali di riconoscimento negativi ma condizionati
Affinché un rapporto rimanga sano e genuino, è necessario condividere ciò che è insoddisfacente, ciò che viene avvertito come negativo. È importante che l’espressione sia costruttiva nella forma. Ad esempio: “Secondo me, la conclusione del tuo tema è debole. Troppo breve e non aggiunge nulla al lavoro”. Inoltre, questo segnale di riconoscimento negativo condizionato si dimostrerà ancora più costruttivo se accompagnato da un suggerimento: “A mio parere la conclusione risulterebbe più interessante se riassumesse i punti chiave e suggerisse nuove ipotesi per portare avanti questo studio”. Dare e ricevere stimoli negativi condizionati rende autentica una relazione sincera e fidata.

3. Rifiutarsi di scambiare segnali di riconoscimento negativi e incondizionati
Questo significa rifiutare ogni giudizio sul valore della propria persona, stabilire dei limiti, rispettarsi e farsi rispettare. Significa negare a se stessi il diritto di esprimere un giudizio sul valore dell’altra persona. Significa imparare a esprimere ciò che non ci garba e a suggerire delle alternative. Un giudizio severo su un fatto o su un comportamento può rivelarsi corretto, un giudizio sul valore della persona è sempre esecrabile.

 

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Noi siamo esseri sociali. Non possiamo fare a meno degli altri. Al di fuori della relazione, non c’è vita. Se nessuno si occupasse di noi alla nascita, la nostra vita sarebbe di breve durata; è attraverso il rapporto che nutriamo il nostro essere. L’altro è lo specchio che ci permette di prendere ...
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Edizioni il Punto d'Incontro
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