Parlare “gattese”: impariamo a conoscere i segnali del gatto 0
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Parlare “gattese”: impariamo a conoscere i segnali del gatto

Circa cinquemila anni or sono, molto tempo prima dell’invenzione della lettiera, i gatti hanno accettato di essere addomesticati. Dopo che lo era stato il cane, tanto per essere sicuri che ne valesse la pena.

I gatti, con furbizia, hanno imparato dagli errori dei cani. Non avrebbero mai e poi mai obbedito automaticamente a comandi come: “Vieni!”, “A cuccia!” o “Al passo!”. Tirare una slitta nella neve? Neanche per idea. Sopportare il bagnetto settimanale? Bella battuta!

Eppure,come per magia, i gatti ci hanno ammaliati e la loro popolarità è in continua crescita. Ci viviamo assieme, ci inteneriamo davanti a una loro immagine, ma a volte il nostro rapporto con loro è costellato di incomprensioni. Ecco quindi una breve guida per imparare a capire il linguaggio dei nostri amici baffuti, che comunicano con noi molto più di quanto pensiamo.

 

 I segnali del gatto
  • La coda viene usata per l’equilibrio, ma funge anche da barometro dell’umore. Se il gatto cammina e la tiene morbidamente in alto, significa che ha fiducia. Una coda che si muove leggermente verso di voi vuol dire: “Ciao, amico”. Se la coda batte da parte a parte o sul pavimento, ciò indica agitazione, mentre se si muove lievemente sta a significare rilassata attenzione. Quando la coda si gonfia, il gatto è in preda al panico.
  • Il naso per i gatti è un organo importante, giacché essi odorano in continuazione sostanze chimiche dette feromoni, prodotte dalle ghiandole nelle guance, tra le dita delle zampe, nelle sacche anali e nell’urina. Ogni volta che un gatto percepisce l’odore di un altro felino, ne legge la biografia: il sesso dell’animale, il fatto che sia o meno sterilizzato, l’età e lo stato di salute.
  • Anche gli occhi sono importanti. I gatti non riescono a vedere nel buio totale, ma in penombra la loro vista è assai migliore della nostra. Possiedono inoltre un ulteriore paio di palpebre che entra in funzione qualora ci sia bisogno di protezione. Se il vostro gatto presenta pupille dilatate, lasciatelo tranquillo: è nervoso.
  • Le orecchie contengono più di quarantamila fasci nervosi che permettono al gatto di percepire frequenze molto alte o molto basse. Solo il cavallo e il delfino ne percepiscono una gamma più ampia. Non avvicinatevi a un gatto che ha le orecchie abbassate: è sulla difensiva o si prepara alla lotta. Le orecchie che puntano in avanti e leggermente verso l’esterno indicano rilassamento.
  • Le vibrisse vengono impiegate per percepire lo spazio. I gatti possiedono ventiquattro vibrisse disposte in quattro file su ciascun lato del muso. Si tratta di organi sensibili usati per proteggere gli occhi e per misurare l’ampiezza di un varco. Se passano le vibrisse, il resto del corpo s’intrufolerà senza problemi.
  • Contatto fisico. Perché il gatto strofina le guance contro le vostre gambe? Vi sta marcando. È il suo modo di dichiarare agli altri: “Occhio, è mio”. Non preoccupatevi: non è lo stesso segnale che alcuni gatti lasciano con spruzzi di urina. Solo gli altri animali riescono a coglierne l’odore. Quando due gatti si strofinano il corpo a vicenda, significa: “L’unione fa la forza; creiamo un gruppo da identificare in base all’odore”.
  • Suoni vocali. I gatti sono in grado di emettere parecchi suoni diversi e ognuno di essi trasmette un messaggio distinto: suoni brevi e delicati come quelli emessi dai gattini alla ricerca di cibo o di calore, trilli gioiosi nel vederci rientrare in casa, miagolii insistenti per richiedere attenzione e… soffi che ci avvertono di “tenerci alla larga”!
  • Le fusa. Alcuni gatti modulano suoni che ricordano un temporale in lontananza. Altri fanno fusa che sembrano il motore di un camion su di giri. Nessuno sa con precisione come avvenga il meccanismo, eppure i gatti hanno la capacità di inspirare ed espirare, facendo nel contempo le fusa con la bocca chiusa. È curioso: essi fanno le fusa quando sono felici ma anche, di tanto in tanto, quando affrontano una situazione stressante, per esempio una visita dal veterinario.

 

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