Il controllo dell’umanità (e cosa possiamo fare) – parte 1

Il controllo dell’umanità (e cosa possiamo fare) – parte 1

Negli ultimi anni abbiamo visto una straordinaria erosione delle libertà e uno speculare accentramento di potere e ricchezza salire verso l’alto. L’unica cosa che possiamo fare per difenderci da questo attacco alla Vita è ripartire in silenzio, unendoci tra di noi, che stiamo in basso, anziché farsi quella “guerra tra poveri” che è l’obiettivo di quelli che stanno in alto.

Da quando esiste la storia esistono dominio, controllo e guerra. Nella preistoria no, ma nella storia sì. Se noi guardiamo alla storia con discernimento vediamo che questa non è altro che una sequela infinita di atti di aggressione contro il pianeta, contro i viventi in generale e di conseguenza anche contro gli umani (che sono a tutti gli effetti dei viventi come tutti gli altri, né più né meno).

Ciò che è cambiato, dunque, non sono gli effetti finali della storia (che è sempre stata dominio, controllo, guerra) quanto le modalità con cui questa viene portata avanti. In questa ottica è fuori di dubbio che all’immenso avanzamento delle tecnologie siano corrisposte forme di dominio, controllo, guerra all’umanità (oltre che a tutto il resto) sempre più avanzate e di fronte alle quali siamo ovviamente sempre più indifesi.

L’avanzata politico-economica che sta prendendo piede sempre più fattivamente in questi anni è di tipo accentrante. In altre parole è una guerra che quei pochi che stanno in alto portano avanti nei confronti di chi sta in basso (cioè sotto). Tutto il resto sono unicamente corollari utili alla realizzazione del piano. Il destino dell’umanità, a meno di un cambio di prospettiva enorme e di cui francamente si vedono ben pochi segnali, almeno per i decenni a venire, è molto chiaramente segnato. E non è un bel destino.

L’avanzata tecnologica, concentrando in un unico punto, quello del dominio e controllo (guerra), tutte le sue armi (biometria, ingegneria genetica, farmaceutica, medicina, alimentazione, energia, ma anche (dis)informazione, istruzione, intrattenimento (imbonimento), e ancora “democrazia”, politica in generale, leggi, burocrazia, istituzioni nazionali e sovranazionali, l’invenzione del terrorismo come nemico globale, l’indebitamento globale (Stati, aziende, famiglie, individui ecc.), ha reso le masse sempre più docili, belanti e impaurite, rendendo questi controllo e dominio di facile realizzazione, il tutto in tempi e modi impensabili fino a solo poco anni addietro.

Se vogliamo andare alla sostanza, come umani abbiamo ben pochi margini di manovra per vivere in maniera libera e dignitosa o comunque questi margini sono in costante riduzione. Io credo che i nodi verranno al pettine definitivamente e drammaticamente nel momento in cui il degrado socio/ambientale arriverà ad un punto di rottura, congiuntamente alla definitiva eliminazione del denaro contante (che già oggi si attesta indicativamente ad un ben misero 7% dell’intera massa circolante) e alla totale mercificazione dell’esistente portata avanti sempre più serratamente (vedi l’ormai famoso TTIP).

Sarà allora che con qualche scusa di sicurezza globale o forse anche solamente con l’imbonimento, verrà a tutti installato un bel microchip (la cosa del resto non deve sorprenderci. Non chippiamo il cane e anche tutti gli altri che ci fa comodo chippare? Che cambia? Perché il cane sì e noi no? La logica non è sempre la stessa?). Così il controllo dell’umanità sarà globale, totale, definitivo, il tutto alla faccia di quel “mondo libero” in cui ancora molti sono convinti di vivere.

In una situazione simile, cioè una situazione in cui la sopravvivenza sarà estremamente difficile, è evidente che ci sarà un’escalation di violenza generalizzata. Questo è ciò che sta accadendo oggi in sempre più numerose aree del mondo.

Molti sostengono che tutte queste manovre che abbiamo cercato succintamente di indicare nelle righe precedenti, hanno lo scopo di far diventare le multinazionali e chi le governa (cioè il potere economico) ancora più ricche di ciò che già sono ma non è così. Non è affatto così. L’economia non è più, almeno per i controllori, un mezzo di arricchimento ma semplicemente uno strumento di controllo sociale (cioè di tutti noi che siamo costretti a lavorare per andare avanti). Siamo noi che dobbiamo lavorare per campare, non loro per arricchirsi.

A che servono un profitto e una ricchezza derivanti dall’economia quando questa ricchezza viene letteralmente creata dal nulla dal potere bancario-finanziario, quello stesso potere bancario-finanziario che controlla in toto l’economia? Che ci fanno con altra ricchezza se quella già esistente (creata dal nulla come abbiamo detto) è sufficiente per comprarsi tutti i pianeti, gli universi, le galassie?

La logica dunque è un’altra. Molto banalmente è una logica di dominio e di controllo ed è la stessa logica che l’umanità in generale applica da diecimila anni (cioè dall’inizio della storia) all’intero pianeta ed ai suoi abitanti. E’ la prospettiva antropocentrica poi trasformatasi in egocentrica ad averci ridotto così. Proviamo a pensare a quell’orribile fabbrica di morte che sono i moderni allevamenti industriali di animali e capiremo che la logica che vi sta dietro è la stessa. Come noi ci consideriamo di un’altra categoria rispetto agli animali, i dominatori dell’universo si considerano di un’altra categoria rispetto a noi. E, bisogna dirlo, secondo questa (per me inaccettabile) logica, lo sono.

Ce ne accorgiamo solo adesso per due motivi: il primo è perché sta cominciando a toccare anche a noi occidentali in prima persona (agli africani, tanto per dirne una, è già toccato da un pezzo), e il secondo è perché gli strumenti tecnologici di controllo sono diventati talmente avanzati (ed utilizzati sempre più esplicitamente) che finalmente qualcuno sta cominciando ad aprire gli occhi (ancora un po’ pochini per la verità).

Questo dominio sociale sempre più esasperato e esasperante si è esplicato in maniera molto evidente negli ultimi anni attraverso la progressiva destabilizzazione di sempre più aree del mondo (basta pensare al medio oriente e ora all’Ucraina), attraverso crisi economiche indotte, migrazioni forzate di milioni e milioni di uomini, donne e bambini (e ci sono dementi, lasciatemeli chiamare per ciò che sono, che ce l’hanno con gli emigranti e che dicono che “devono tornare a casa loro”) e tanto altro ancora.

Tutto ciò genera in ultima analisi paura e insicurezza, oltre ad una progressiva scarsità di beni essenziali alla vita, che rendono l’umanità sempre più docile, piegata ed incline ad accettare qualunque sopruso; come difatti sta accadendo.

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