I difetti della vista: guarire si può, con la ginnastica oculare

I difetti della vista: guarire si può, con la ginnastica oculare

La maggior parte della gente è convinta che non si possa fare nulla per contrastare la diminuzione della vista. Sembra inevitabile che, con l’età, gli organi di senso si indeboliscano, e gli occhi cominciano a dare segni di cedimento molto presto.

Gli ottici optometristi sono formati e autorizzati a misurare l’acuità visiva e a prescrivere le lenti correttive adatte. Tutto ciò che hanno imparato ruota intorno alla correzione dei difetti visivi tramite gli occhiali. Ma portare gli occhiali non risolve affatto un problema come per esempio la miopia. Le lenti correggono i difetti di rifrazione, è vero, però voi continuate a essere miopi, con tutto ciò che questo comporta.

Al contrario, la ginnastica oculare considera la vista come processo e vi renderà consapevoli delle trasformazioni che avverranno dentro di voi. Il metodo consiste in esercizi volti a migliorare la capacità visiva. Ma non conta tanto il singolo esercizio, quanto la relazione fra l’esercizio e il sistema visivo, ossia l’aspetto mentale della visione. La ginnastica oculare mira soprattutto a modificare il meccanismo di controllo neurofisiologico attraverso ripetute e specifiche stimolazioni visive. L’efficacia della ginnastica oculare si fonda su un dato di fatto molto semplice: allenarsi con costanza fa bene alla salute.

L’idea che si possano allenare gli occhi con specifici esercizi risale all’oftalmologo newyorkese William H. Bates. Lavorando alla clinica di oftalmologia e otologia della sua città, il dottor Bates visitava migliaia e migliaia di occhi ogni anno. Bates si rese conto che nel meccanismo di accomodazione, il ruolo del cristallino non era fondamentale e inoltre che le condizioni degli occhi cambiano di continuo. Aprì dunque una clinica in cui si praticava la ginnastica oculare insegnò le sue tecniche, oggi note come “metodo Bates”, a moltissime persone.

 

Esercizio per individuare l’occhio dominante

Può essere utile sapere qual è il vostro occhio dominante. Non è sempre lo stesso, quindi per scoprire se in un determinato momento si tratta del destro o del sinistro dovrete rifare l’esercizio.

  1. Osservate qualcosa di facile da ricordare, per esempio una lettera nella tabella per il test della vista. Adesso mettete le mani davanti agli occhi sovrapponendole leggermente, in modo che al centro rimanga un’apertura, una sorta di spioncino. Guardate l’oggetto che avete scelto. Osservatelo con tutti e due gli occhi attraverso lo spioncino. Ora avvicinate lentamente le mani agli occhi, continuando a fissare l’oggetto. Quando le mani sfiorano il viso avrete trovato l’occhio dominante: è quello con cui state guardando. Forse il risultato vi sorprenderà. Molti scoprono che il loro occhio dominante è quello che credevano “peggiore”. Annotate qual è il vostro.
  2. Aprite e chiudete gli occhi più volte, finché non avete una buona immagine interiore dell’oggetto prescelto.
  3. Chiudete gli occhi e guardate l’immagine interiore. Quale occhio utilizzate? L’occhio dominante oppure l’altro?
  4. Adesso osservate l’immagine interiore con l’altro occhio. La qualità cambia?
  5. Prendete l’immagine più chiara e rendete l’altra ugualmente nitida. A volte le immagini sono diverse per grandezza e posizione. Se è così, spostatele e fate in modo che si trovino sullo stesso punto. La più chiara dovrà essere sopra l’altra, come due diapositive della stessa scena sovrapposte.
  6. Una volta che la vostra immagine interiore è diventata ben chiara, aprite gli occhi e guardate l’immagine fisica. Verificate se ci sono differenze. In caso affermativo, cercate di armonizzare le immagini in modo che quella interna e l’esterna siano grandi uguali. L’obiettivo è trovare la configurazione che produce l’immagine più chiara.

 

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