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in Psiche ed emozioni

Anche l’occhio vuole la sua parte

Quanto pensate occorra, in media, per valutare il richiamo estetico di qualcosa come un sito web? Forse sarete sorpresi dall’apprendere che impieghiamo appena cinquanta millisecondi! E quando si tratta di volti, ci basta un decimo di secondo per formulare un giudizio sul fascino di una persona. Ma c’è un fatto ancor più incredibile: oltre a decidere in una frazione di secondo se qualcuno è attraente, nello stesso spazio di tempo traiamo anche conclusioni riguardo ad altre caratteristiche, come simpatia, affidabilità, competenza e aggressività.

Molto bene, direte, ma dove si inserisce la scelta del partner in questa equazione? Secondo un detto buddhista, occorrono sei mesi per conoscere una persona, e non bisognerebbe esprimere giudizi sul suo carattere prima che questo periodo sia trascorso. Dal momento che non sembra esserci alcuna particolare fretta che ci spinga a scegliere un compagno nel giro di cinquanta millisecondi dopo averlo conosciuto, qual è lo stimolo naturale che ci induce a prendere decisioni che ci cambieranno la vita in un tempo di gran lunga inferiore a quello necessario a strizzare l’occhio a qualcuno?

In sostanza, la cosa si riduce a questo: quando si tratta di attrazione e scelta del partner, è tutta questione di trovare un compagno di buon livello, e il nostro sistema biologico è programmato per far sì che ci connettiamo con il migliore possibile. L’aspetto è il collegamento iniziale più immediato e diretto a tale informazione. Per gli animali l’apparenza fisica è talmente cruciale nella valutazione di un partner che quasi mai inganna.

La maggior parte delle femmine preferisce certe caratteristiche nel partner, il che a sua volta influisce sull’aspetto dei maschi. Questo fatto è perfettamente illustrato nei pavoni. Se guardiamo un maschio e una femmina l’uno accanto all’altra, è lui il più vistoso, mentre al confronto lei, la pavonessa, appare scialba.

Ma ahimè, non tutti i pavoni sono creati uguali, e la moderna ricerca ha rivelato quanto siano esigenti le pavonesse. L’elaborata e decorativa coda del maschio piace a tutti noi quando la apre a ventaglio, cercando di impressionare chiunque, dalle femmine agli altri maschi. Sulla coda vi sono ocelli iridescenti che ornano più di duecento penne. Quando il pavone non cammina impettito facendo la ruota, si tira dietro il lungo strascico sul terreno. Come se questo non fosse già di per sé abbastanza fastidioso, c’è un prezzo più alto che i maschi pagano per indossare tutte quelle penne: l’effetto che il peso della coda ha sulla loro capacità di alzarsi in volo, aumentando il rischio di essere attaccati dai predatori. Un altro svantaggio è l’energia necessaria a produrre un piumaggio tanto elaborato e variopinto. Dopo molte ricerche e perplessità sul perché di un simile splendido ornamento, gli scienziati hanno scoperto che la ragione è nel fatto che piace alle pavonesse. Ah! Dunque, è solo perché piace alle ragazze.

In particolare, le femmine preferiscono un maschio con molti ocelli sulla coda. Esse si accoppiano meno spesso con maschi che in precedenza trovavano attraenti, ma ai quali sono stati tolti gli ocelli. La cosa interessante è che le pavonesse non si affrettano ad accoppiarsi con il primo maschio ben fornito di “occhi” che incontrano, ma fanno la loro scelta dopo averne esaminati almeno tre. Quindi, le pavonesse se ne vanno in giro contando ocelli? È qui che le cose si fanno davvero incredibili. Le femmine considerano supersexy i maschi con oltre 150 macchie, ma invece di contarle guardano alla loro simmetria sui due lati della coda, e si dà il caso che i maschi che hanno più ocelli siano anche i più simmetrici!

Pertanto la simmetria, o la similarità tra il lato destro e il sinistro, ha la sua importanza nel valutare la bellezza. Ma questa predilezione per l’omogeneità è limitata ai pavoni? Certamente no. Che si tratti di una faccia reale o generata al computer, o anche di quella di un macaco, in genere anche noi umani consideriamo più attraenti i volti simmetrici. La cosa interessante è che quando le donne hanno maggiore probabilità di rimanere incinte, a seconda del momento del loro periodo mestruale, hanno una preferenza più accentuata per la simmetria facciale, oltre che per le voci e i volti più “virili”.

E gli uomini? Danno importanza alla simmetria? Naturalmente sì. E come le loro controparti, non badano soltanto a questo, ma anche a quanto il viso di una donna sia “femminilmente” simmetrico.

Perché, allora, tanta agitazione riguardo alla similarità tra i lati destro e sinistro di ogni cosa? Benché sia ancora oggetto di discussione, l’omogeneità tra i lati destro e sinistro del volto, delle ali, delle setole o degli ocelli può essere legata allo stato di salute. Mentre guardiamo il viso di qualcuno pensando “Accidenti, è proprio bello”, quel bel volto simmetrico ci dice che anche il corpo lo è, e che i geni che lo hanno formato sono maledettamente buoni. Per la natura non è facile riprodurre la simmetria assoluta, in quanto richiede la combinazione di molti fattori biologici e ambientali. Ciò significa che quanto più perfetta è la simmetria di un individuo, tanto meno egli è imperfetto, almeno a livello biologico.

Cosa significa tutto questo? Significa che la simmetria facciale, e secondariamente l’attrattiva, è una vera e propria indicazione della salute e della fertilità di un potenziale partner. Ed ecco perché vi prestiamo attenzione.

 

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Image credits: Kanea/Shutterstock.com

 

 

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