Uomini ir(resistibili)

Uomini ir(resistibili)

di Manuela Celli

 

Nel mare delle relazioni dovremmo essere come pesci che sguazzano felici in un oceano di armonia e invece spesso finiamo per rimanere attaccate a un amo agonizzando tra un dentro che ci dà speranza e un fuori che ci fa boccheggiare disperate.

Siamo cresciute ascoltando favole di fanciulle salvate dai principi azzurri e portate a vivere in castelli meravigliosi dove i problemi non entrano. Diventiamo adulte, continuando a sognare quel “vissero per sempre felici e contenti” che conclude ogni favola. I principi che ci hanno raccontato sono sempre ricchi, potenti e privi di difetti. Le principesse sono tutte bellissime, buone, pazienti e continuano a essere gentili anche quando sono maltrattate, contro ogni comune buon senso che suggerirebbe una sana ribellione. Ma così funziona e la ricompensa finale è la felicità.

Con due modelli del genere, scrivere la nostra favola presenta non poche difficoltà. E, infatti, ci accorgeremo presto che il modello uno non si trova e il modello due è alquanto difficile da emulare. Ma noi faremo di tutto per diventare belle, ci sforzeremo di essere buone e cercheremo di sviluppare un’infinita pazienza, perché dentro di noi siamo convinte che alla fine saremo premiate. Più tardi, scopriremo che il principe azzurro non arriverà mai e che nella vita reale non c’è nessun premio finale per chi si sacrifica sempre.

Ma ancora è troppo presto. Dobbiamo ancora crescere.

Nel frattempo le favole sono sostituite da letteratura, film e musica dove si continua a parlare d’amore.

L’amore è il motore del mondo, è comprensibile che se ne parli tanto. Tutti desideriamo e cerchiamo l’amore, perché non c’è sensazione al mondo capace di emozionarci, appassionarci e renderci felici come l’innamoramento. Peccato che non si parli mai di amori facili.

L’amore disperato sembra sempre il più romantico e tutte le grandi passioni narrate sono dense di sofferenza, tormenti e ostacoli. I romanzi più avvincenti ci raccontano di sentimenti travolgenti e burrascosi, passioni intense, totalizzanti e a volte ossessive, dove le protagoniste si immolano stoicamente sull’altare dell’amore. Sembra che l’amore senza sofferenza non sia degno di tale nome.

C’è poco da stupirsi se molte donne, nel loro immaginario, si siano create una visione distorta delle relazioni sentimentali e nonostante siano belle e intelligenti si ritrovino a tormentarsi per un uomo.

Col cuore che batte più forte, entriamo nella dimensione dei sogni e nessuno di loro ci sembra troppo grande per essere realizzato. Ci tuffiamo con entusiasmo in una storia e ci ritroviamo a boccheggiare per non soccombere. C’è chi soffre perché si sente presa in giro, chi si è data tanto da fare in una relazione e poi è stata mollata per un’altra, chi sogna di sposarsi ma incontra solo uomini allergici al matrimonio, chi ha creduto di andare a dormire col principe azzurro e si è svegliata con l’uomo invisibile, chi viene lasciata con un messaggio, chi si sente perennemente inadeguata. Le situazioni sono tante, il filo comune è la sofferenza che giorno dopo giorno si trasforma in una corda dalla quale diventa sempre più difficile liberarsi.

In quanto donne, siamo dotate di intuito femminile e se imparassimo a fidarci più spesso di questo meraviglioso sistema sensorio, ci risparmieremmo molti problemi. Peccato che, invece di valutare a colpo d’occhio chi non va bene per noi, spesso ci facciamo fregare dal colpo di fulmine. Sogniamo così tanto la favola che vediamo potenziali principi in ogni rospo che incontriamo e vogliamo credere che col nostro amore la trasformazione avverrà.

Perché quando si tratta d’amore pensiamo in modo saggio ma ci comportiamo stupidamente?

Lo sappiamo bene che se non arriva il principe azzurro non possiamo prendere un tizio a caso e verniciarlo, eppure è proprio quello che facciamo: ci innamoriamo dell’uomo sbagliato perché pensiamo di poterlo cambiare. Chiudiamo gli occhi sui suoi difetti e li spalanchiamo sui suoi pregi come se non ci fosse un domani.

Il problema è che il domani arriva e dobbiamo farci i conti.

Nelle fiabe, il principe compare sempre alla fine, ammalia la principessa di turno e lì si chiude la storia. Nessuno ci ha mai raccontato cosa accade in seguito.

Nella vita reale, dove non si può congelare il tempo in quell’attimo in cui si assapora l’apoteosi della felicità, le donne spesso si trovano a fare i conti con l’insoddisfazione, col telefono che non suona, con un uomo che dice tante belle parole quando ha un bisogno da soddisfare ma poi concede solo briciole del suo tempo.

Spesso per girare una situazione a nostro vantaggio è sufficiente cambiare punto di vista. Formulare nuovi pensieri significa dare il via a nuove azioni.

Quando troviamo irresistibile un tipo che ci fa penare, dobbiamo osservare meglio e allora ci accorgeremo che in realtà non c’è niente d’interessante in un uomo che non si interessa a noi. Da irresistibile a resistibile è un attimo. L’effetto collaterale è che appena si rende conto di essere stato declassato, comincia a darsi da fare per riconquistare le posizioni perse.

 

Manuela Celli è autrice di:

 

 

 

Image credits: Evarin20/Shutterstock.com

 

 

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Uomini irresistibili, di Manuela Celli
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Uomini irresistibili, di Manuela Celli
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Siamo cresciute ascoltando favole di fanciulle salvate dai principi azzurri e portate a vivere in castelli meravigliosi dove i problemi non entrano. Diventiamo adulte, continuando a sognare quel “vissero per sempre felici e contenti” che conclude ogni favola.
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Edizioni Il Punto d'Incontro
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