Come prepararsi al digiuno

Come prepararsi al digiuno

Ci sono mille e una ottime ragioni per digiunare. La prima e più evidente è quella di regalare al nostro apparato digerente una pausa ben meritata, per sentirsi bene, per sbarazzarsi di una parte di peso superfluo, per cambiare un po’ il nostro stile di vita, per ritrovare la vitalità perduta.

Meglio ci si prepara al digiuno, più quest’ultimo sarà “facile”. I giorni di preparazione saranno tanti quanti i giorni di digiuno. Se scegliete di seguire una settimana di digiuno (sempre accompagnato da un terapeuta), allora una settimana prima della partenza cominciate a ridurre il consumo di sostanze eccitanti – caffè, tabacco, alcol – facendo in modo di sospenderle del tutto almeno un giorno o due prima che inizi il digiuno.

cereali, frutta e verduraAl tempo stesso, si raccomanda di ridurre gradualmente le quantità di alimenti di origine animale: carne, pesce e derivati del latte. Fate in modo di consumare solo cereali, frutta e verdura a partire dal terzo giorno che precede il digiuno, e alla vigilia limitatevi a frutta e verdura.

Parallelamente, cominciate a bere più acqua tra un pasto e l’altro.

Occorre poi purgare l’apparato digerente. Infatti, tra il momento in cui mangiamo e quello in cui tutti gli alimenti sono trasformati dall’apparato digerente per essere assimilati (e gli scarti eliminati), passano dai due ai tre giorni. Se non ci svuotiamo, dunque, restiamo in uno stato di “semidigiuno” che durerà tra le 48 e le 72 ore e l’intestino continuerà ad assimilare i nutrienti.

Per questo motivo, se programmate un digiuno è nel vostro interesse accelerare questa fase. Va ricordato che nel momento in cui si digiuna i movimenti dell’intestino tendono a cessare e alcuni alimenti non ancora completamente assimilati resteranno “in attesa”. Questi “residui” rischiano di fermentare (e provocare mal di pancia).

Esistono diversi metodi, più o meno moderati e più o meno gradevoli.

Forte e radicale, ma difficile da ingerire: una tazza di nigari, di solfato o cloruro di magnesio o di solfato di sodio. Attenzione, spesso l’effetto è quasi istantaneo e irrefrenabile.
succo di prugna
Più dolce, ma meno efficace: l’idrossido di magnesio. Il vantaggio consiste nel sapore, del tutto sopportabile e neutro. L’effetto, inoltre, è meno “radicale”: in genere occorre attendere qualche ora affinché abbia inizio lo svuotamento. Ma non sempre funziona.

Molto dolce e progressivo: i succhi di prugna o di crauti. Bevetene una bottiglia 24 ore prima del digiuno, poi, continuate con succhi di frutta o verdura, escludendo ogni alimento solido, fino all’inizio del digiuno.

La gradualità con cui ci avviciniamo al digiuno vero e proprio andrà rispettata anche nel momento della ripresa della normale alimentazione. La ripresa infatti dovrà durare almeno quanto il numero di giorni dell’astinenza dal cibo, durante i quali consumerete pasti leggeri a base di alimenti vegetali.

 

 

 

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Meglio ci si prepara al digiuno, più quest’ultimo sarà “facile”. I giorni di preparazione saranno tanti quanti i giorni di digiuno. Se scegliete di seguire una settimana di digiuno (sempre accompagnato da un terapeuta), allora una settimana prima della partenza cominciate a ridurre il consumo di sostanze eccitanti - caffè, tabacco, alcol - facendo in modo di sospenderle del tutto almeno un giorno o due prima che inizi il digiuno.
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