Avere successo in amore: elogio della vulnerabilità 1
in Psiche ed emozioni

Avere successo in amore: elogio della vulnerabilità

Il linguaggio non verbale dell’amore è universale. I gesti, i movimenti e le espressioni facciali dell’attrazione sono identici in tutte le società e le culture. Tuttavia oggigiorno, circondati da persone sconosciute che navigano sui social e utilizzano siti di incontri online, l’interazione faccia a faccia è ancora sentita come disagevole, imprevedibile e persino non sicura. È sincera questa donna? Mi sta dicendo la verità? Posso fidarmi di quest’uomo? È sicuro o pericoloso? Quali segni devo osservare?

Le risposte a queste domande non stanno nelle parole, che possono essere ingannevoli e manipolative, ma nei segnali spontanei, non mediati, del volto, del corpo e delle mani. Imparare a decifrarli e a usarli a proprio vantaggio può fare davvero la differenza.

Essere vulnerabili

Nel nostro strano tipo di cvulnerabilitàorteggiamento, essere presenti ed essere palesemente maschi o femmine non basta. Prima di avvicinare un uomo o una donna sconosciuti, dobbiamo anche ricevere segnali visibili che indicano che l’altro gradisce il nostro approccio. Dobbiamo sentirci sicuri che il potenziale partner non sarà burbero, scostante o poco gentile. In altre parole, abbiamo bisogno di segnali di non pericolosità.

Nel corteggiamento, i segnali di sottomissione, timidezza e non pericolosità sono quindi essenziali. I segnali di vulnerabilità danno il permesso di avvicinarsi fisicamente. Un maschio imponente con un piede ingessato e un bastone per camminare manda in realtà segnali di accessibilità e di “non intenzione di mordere” che fanno avvicinare le donne senza paura. Ben lontano dall’essere scoraggianti, andatura zoppicante, ingessature, bendaggi, occhiali e altri segni di debolezza sollecitano una risposta empatica tipicamente umana.

La gola

Un buon modo per segnalare non pericolosità nella fase dell’attenzione è sbottonare l’ultimo bottone e lasciare la gola nuda. In questo modo lasciate vedere la “fossetta” tra il colletto e il pomo d’Adamo. Per mascherare questo punto vulnerabile, nel mondo degli affari, della politica e dei militari lo si nasconde sotto il nodo della cravatta o una maglia a collo alto, per comunicare forza e formalismo. Un collo coperto dice: “Rimanete a distanza”. Nel corteggiamento, il collo nudo è un segnale di sottomissione visibile a tutti. La sua fragilità dice: “Non sono un pericolo. Potete avvicinarvi”.

Le spalle

Un altro segnale di intenzioni amichevoli sono i movimenti delle spalle. Notate se il vostro partner solleva una o entrambe le spalle verso le orecchie o se le sposta in avanti. Sono movimenti molto rapidi, perciò bisogna osservare attentamente. Le spalle si piegano in avanti sotto l’azione del muscolo trapezio. Non c’è segno più eloquente del gradimento dell’altra persona rispetto al vostro approccio.

Questi due movimenti delle spalle sono un segnale di resa. Le spalle sollevate in atteggiamento di sottomissione invitano il partner ad avvicinarsi. Comunicano l’intenzione di non girarsi dall’altra parte, di non arretrare e di non rifiutare le avances. È una risposta suscitata dalla tenerezza: un movimento simile a quello del cullare un bambino che teniamo in braccio.

E la timidezza?

L’immobilità del corpo (blocco o congelamento) assomiglia all’assenza di reazione. Ma è la timidezza, non l’indifferenza, a congelare una persona. L’immobilità è un comportamento dei mammiferi che simula la morte (fare il morto). La preda si immobilizza, sperando che il predatore perda interesse e non la assalga. Nel corteggiamento, le persone timide si bloccano e si irrigidiscono alla presenza di una persona che le attrae. Una donna può serrare le mani in grembo, mentre un uomo può bloccare i gomiti contro i lati del corpo. Ognuno dei due rimane “paralizzato” finché l’altro non si allontana. Quello che sembra disinteresse in realtà è paura.

La timidezza è la fobia sociale più diffusa. Uomini e donne ne soffrono allo stesso modo. Deriva da un’eccessiva tendenza alla fuga nella risposta di attacco o fuga. I segni sono difficoltà a guardare negli occhi, bocca secca, timidezzaparlare a voce molto bassa, labbra contratte, mordersi le labbra, sudorazione anomala, gesti trattenuti mentre si parla, toccarsi il corpo, braccia incrociate, rigidità delle braccia attaccate al corpo.

A causa del linguaggio corporeo inibito, potremmo giudicare scortese una persona che in realtà è timida. Invece, spesso è esattamente il contrario. Le persone timide sono molto preoccupate per quello che gli altri pensano di loro e vorrebbero manifestare comportamenti amichevoli, se solo riuscissero a sciogliere il volto e la rigidità degli arti.

Gli adulti timidi sono paradossalmente attratti dalle persone socievoli ed estroverse, perché vengono stimolati dai loro atteggiamenti vitali. Incapaci di mandare messaggi di calore, apprezzano quelli che ci riescono. Nel corteggiamento, non scambiate mai un volto bloccato per un messaggio di inavvicinabilità. Al contrario, avvicinatevi fisicamente, stabilite il contatto visivo, salutate e conversate per qualche minuto. La timidezza si scioglie con il prodursi della familiarità ed emergono segnali di disponibilità e accettazione.

 

 

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Il linguaggio non verbale dell’amore è universale. I gesti, i movimenti e le espressioni facciali dell’attrazione sono identici in tutte le società e le culture. Tuttavia oggigiorno, circondati da persone sconosciute che navigano sui social e utilizzano siti di incontri online, l’interazione faccia a faccia è ancora sentita come disagevole, imprevedibile e persino non sicura.
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