La profondità e bellezza della Ribhu Gita

La profondità e bellezza della Ribhu Gita

Un testo che spicca su tutti gli altri, tra i vari dell’immortale tradizione preservata in India, per la sua profondità e audacia, è la Ribhu Gita. Essa infatti afferma che è possibile, anzi certo, che la liberazione venga conseguita semplicemente immergendosi nel suo studio… afferma di poterla produrre istantaneamente in chi è qualificato. Che formidabile assicurazione! Chi riempie la propria esistenza con questo testo è senza dubbio un essere fortunato poiché è destinato a realizzare la Meta della vita.

Esistono basilarmente due versioni della Ribhu Gita, entrambe in due antiche lingue, una in sanscrito e una in tamil. La Ribhu Gita è considerata l’essenza di una scrittura più vasta, lo Shiva Rahasya, di cui forma il sesto capitolo. La versione tamil, pur seguendo la forma del sanscrito originale, appare in una metrica di otto versi e con l’intenzione di rendere più chiaro il contenuto. Inoltre, alla fine di ogni capitolo tende a riassumere in un verso il significato del capitolo stesso lodando Shiva nella forma di Nataraja, Shiva che esegue la danza cosmica.
Di Bhikshu Shastri, il grande e ispirato traduttore e compositore che ha prodotto la versione tamil nel 1880, si narra un interessante episodio. Profondamente colpito dal puro insegnamento advaita della Ribhu Gita, vi si attenne così strettamente da negare la realtà di ogni fenomeno, considerandolo un’allucinazione o un miraggio, inclusi gli Dei. Gli Dei, a questo, lo misero alla prova, facendogli perdere la vista, che recuperò soltanto quando scrisse i versi finali di ogni capitolo in lode di Nataraja, la Forma del Senza forma!

Ecco un piccolo estratto da “L’essenza della Ribhu Gita“:

Rinunciare a tutto significa rinunciare alla mente, significa rinunciare all’ego.
La totale rinuncia è la suprema felicità.
La totale rinuncia è la grande liberazione. E tale è la rinuncia della mente.
Il mondo è sempre e soltanto la mente. La mente soltanto è il ciclo di nascite e morti.

La mente soltanto è la grande illusione. La mente soltanto è il corpo.
La mente soltanto è la paura. La mente soltanto è il pensiero.
La mente soltanto è ciò che è chiamato mondo.
La mente soltanto è il difetto, la mente soltanto è insenzienza.
La mente soltanto è i sensi. La mente soltanto è il peccato, la mente soltanto è il concetto.
È la mente che è detta essere il tutto. Sempre, conquista la mente.

Quando il pensiero non è presente non c’è il mondo, né i vari esseri.
Quando appare, essi appaiono. Perciò, figlio, l’individuo, il mondo e il Supremo
sono soltanto pensiero e questo è ciò che è la mente.
Come conquistarla? La mente non è mai esistita!
Esiste soltanto Brahman, la Coscienza.
Questa stabile certezza è il mezzo infallibile, figlio mio.
Da questo viene la distruzione della mente e con questo tutto risplenderà come Coscienza.

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Un testo che spicca su tutti gli altri, tra i vari dell’immortale tradizione preservata in India, per la sua profondità e audacia, è la Ribhu Gita.
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Edizioni Il Punto d'Incontro
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