Quando il dolore e la pace sono una cosa sola | Dialogo con Mooji

Quando il dolore e la pace sono una cosa sola | Dialogo con Mooji

Il messaggio principale di Mooji è che tu sei il Sé e lo sei sempre stato, anche se esso è ancora in attesa che tu ne prenda coscienza.
Ovviamente Mooji usa i concetti per guidarti al tuo Sé, che è al di là di tutti i concetti. E questa potrebbe sembrare una contraddizione. Termini come ‘assoluto’, ‘consapevolezza’, ‘coscienza’, ‘esistenza’, ‘Sé’ e ‘verità’ sono impiegati di frequente per indicare Casa.
C’è una facoltà viva dentro di noi che sa utilizzare i concetti di Mooji. Col tempo la coscienza ne fornirà sempre più il vero significato grazie alla tua scoperta di te stesso, sebbene, siamo costretti a ripetere, questa non sia una condizione necessaria affinché la conoscenza del Sé emerga nella sua completezza.


Voglio tornare all’esperienza in cui “Io sono Quello”. C’era soltanto pace, mentre adesso provo un’enorme tensione.

La tensione vuol dire solo che c’è tensione, niente di più. Che etichette dai alla tensione, per renderla un fenomeno così importante e sgradevole? Non per forza deve rappresentare un disturbo. È assolutamente possibile essere molto tesi e allo stesso tempo stare in pace al cento per cento.

Mooji - Il respiro dell'assolutoMa stamattina durante la meditazione c’era un dolore così intenso che non mi riuscivo a concentrare sulla domanda: “Chi sono io?”.

Forse in quel momento questa domanda non era necessaria. A volte bisogna soltanto lasciar accadere quel che accade, senza giudicarlo, senza scacciarlo né aggrapparvici, e senza trasformarlo in un evento. Senti dolore: e con questo?

Vorrei che finisse, vorrei sentirmi bene!

È proprio il desiderio che il dolore finisca a costituire il problema! Lascia che ci sia dolore, e osservalo! Questa sì che è un’indagine. Quando il dolore si ingigantisce fino a raggiungere la massima intensità (si esprima esso al livello fisico o emotivo), hai l’opportunità più grande di capire ciò che non sei. Non vuol dire che scegli il martirio o che non ti curi della salute del corpo. Se bisogna chiamare il dottore, va benissimo: fai quello che occorre; ma allo stesso tempo non perdere occasione di osservare e vedere. E se poi non c’è nulla da fare, è essenziale arrendersi al dolore. Combatterci contro non fa che amplificare il disagio. È assolutamente chiaro che tu interpreti la tua esperienza rendendola ancora più rumorosa, fastidiosa e sgradevole.

Grazie alla santa energia di questa montagna sacra, Arunachala, o al fuoco del satsang, alcune reazioni fisiche ed emotive avvengono con più forza del solito. I disturbi fisici sono ancora più noiosi e debilitanti, e le emozioni rimbombano più sonore. Questa amplificazione fa sì che per la mente sia difficile distrarsi dal suo disagio, è costretta ad affrontare ciò che preferirebbe reprimere o evitare. Ti si offre l’occasione perfetta di rimanere in silenzio e notare il fatto che questi sintomi passeranno, come tutti gli altri fenomeni. È la grazia!
Lascia che le reazioni avvengano: rimetti la tua esistenza all’esistenza. Io ti dico: torna a Casa. Tutto ciò che hai paura di perdere ti tiene immerso in questo dolore.

Tu sei ciò che non muore. Perché pensi alla morte?
Lascia morire ciò che può morire e lascia che l’Eterno sia.

Libro "Il respiro dell'assoluto" - dialoghi con Mooji

 

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