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Vita di coppia
La comunicazione, il cemento della coppia

La comunicazione, il cemento della coppia


Il vero cemento di una coppia è la comunicazione. È ciò che permette il funzionamento della relazione, la sua buona conservazione e, all’occorrenza, la riparazione. Tuttavia, a volte, comunicare in modo proficuo col proprio partner sembra una vera impresa.


Il vero cemento di una coppia è la comunicazione. È ciò che permette il funzionamento della relazione, la sua buona conservazione e, all’occorrenza, la riparazione. Tuttavia, a volte, comunicare in modo proficuo col proprio partner sembra una vera impresa. Le cause possono essere ascritte a una presunta o accertata diversità tra uomini e donne, che li rendono sotto vari aspetti incompatibili e che li condannano a una frequente serie di incomprensioni.

Qualche esempio? Gli uomini sono universalmente ritenuti dal mondo femminile insensibili, disattenti, unicamente motivati dalla conquista e dal piacere sessuale e generalmente disinteressati ad approfondire una relazione di vera intimità. Gli uomini accusano a loro volta le donne di essere manipolatrici, di non essere sincere e dirette e di manovrare il rapporto o addirittura la sessualità con l’unico obbiettivo di accalappiare un marito. Di fronte alla comunicazione in sé, poi, le differenze rischiano di manifestarsi  in maniera evidente e a volte compromettono seriamente il funzionamento di un rapporto.

È risaputo ormai che quando le donne hanno un problema, cercano nel dialogo non tanto le possibili soluzioni pratiche, ma un modo di elaborare ed esternare le proprie emozioni, in cerca di comprensione e appoggio. Gli uomini invece tendono a un approccio più pratico: non è nel loro interesse scandagliare le ripercussioni emotive di una data situazione, ma piuttosto dare una soluzione efficace e concreta al problema. Accade quindi che, quando una donna si sfoga con il proprio partner, il compagno tenti di sottoporle una serie di soluzioni concrete, tentando in assoluta buona fede di esserle d’aiuto; la donna, invece, di fronte a questa serie di soluzioni oggettive e impersonali, pensa che il suo compagno non sia effettivamente interessato al suo disagio e si sente incompresa. Manifestando poi la sua insoddisfazione, induce l’uomo a sentirsi impotente e inutile, riducendo la sua disponibilità all’ascolto. Viceversa, un uomo è poco incline a chiedere consiglio e aiuto, perché teme di essere giudicato debole se non sa affrontare i problemi da solo. È difficile però che riesca a nascondere il suo turbamento alla compagna; quando lei avverte tale turbamento, inizia una sorta di inquisizione, che pure fa nel tentativo di essere d’aiuto, per indagare le cause del problema e le ripercussioni sul suo compagno. Operazione inutile, perché l’uomo è poco interessato ad esprimere il suo disagio e la serie di domande della compagna rischiano solo di farlo sentire giudicato e svalutato, inducendolo a chiudersi ancor più in se stesso. Dopo questo comportamento, la donna tende a sentirsi inutile e rifiutata, dimostrando conseguentemente un mal celato risentimento che innervosisce ancor più il compagno, creando in definitiva un circolo di malumori e incomprensioni da cui è difficile uscire.

Ammesse queste diversità , è però poco proficuo cedervi senza cercare di porre rimedio. Le diversità  di cui abbiamo accennato rientrano nel campo di quelli che vengono definiti stereotipi sessuali: si prende per assodato che tutti gli uomini siano in un modo e tutte le donne in un altro. Recenti e attenti studi hanno però dimostrato che non è così. Pensate ancora che gli uomini abbiano più desiderio sessuale delle donne? Che le donne cerchino la tenerezza in misura maggiore degli uomini? Che siano più dolci, più brave nel dialogo, meno violente? Vi sbagliate. Le differenze che si riscontrano tra uomo e donna, si riscontrano anche tra uomo e uomo e donna e donna. Insomma, non è tanto il sesso della persona a determinarne le inclinazioni, ma la sua personale sensibilità. Come scrive Yves-Alexandre Thalmann in Amore a prima svista, gli uomini non vengono da Marte, né le donne da Venere: veniamo tutti dalla Terra. Arrivare a questa consapevolezza, rifiutare di adeguarci a uno stereotipo o di incasellarci il nostro partner, aiuta ad avere una vita amorosa più appagante. Traducendo questo concetto nella vita pratica, quando parlate con il vostro compagno o la vostra compagna, non ponetevi come se parlaste con uno totalmente diverso da voi con la sensazione che non vi capirà mai. Pensate invece che probabilmente provate le stesse cose e avete desideri ed esigenze simili, solo con modi diversi di comunicarli: quando avrete capito come l’altro comunica i suoi desideri e i suoi malumori, potrete arrivare a comprendervi meglio.

Quando avrete assimilato questa verità, il maggior ostacolo è superato. Ma ecco comunque qualche consiglio che può aiutarvi a migliorare la qualità della vostra comunicazione. Per gli uomini, questo suggerimento: se la vostra compagna vi racconta delle sue difficoltà, cercate di comprendere che non viene da voi perché vuole che le risolviate il problema, ma perché ha bisogno di sfogarsi. Cercate di condividere il suo punto di vista e concentratevi sulle emozioni e i sentimenti che lei può aver provato in quella situazione, datele conforto affettivo più che soluzioni concrete. Per le donne: non preoccupatevi di farvi dire a tutti i costi dal vostro compagno cosa, perché, come si è sentito; lui non è interessato a comunicarvelo. Sforzatevi di mettere da parte le vostre preoccupazioni emotive e concentratevi sulla soluzione pratica: consigliatelo senza giudicarlo, senza inquisirlo, senza svalutarlo. Vi sarà riconoscente e sarà più probabile che voglia confrontarsi con voi in futuro: arginerete così la sua inclinazione alla chiusura. Per tutti, poi, valgono due principi fondamentali: ascoltate con comprensione ed esprimetevi senza aggressività. Siate attivi nell’ascolto e sottolineate sempre che ciò che dite è un vostro pensiero, non una verità universale: eviterete di sminuirlo.

Per chi è in difficoltà nella comunicazione, esiste un metodo per allenarsi a dialogare con l’altro senza giudicarlo e condividendo il suo punto di vista. Si chiama “riformulazione” e la spiega ancora Thalmann in L’amore dopo un bebè. La riformulazione, come suggerisce il nome, consiste nel ripetere il concetto espresso dall’altro con parole proprie. Apparentemente sembra una cosa inutile ripetere e basta, invece ha tre funzioni molto utili: innanzitutto, ripetere il concetto espresso dall’altro ci aiuta a verificare se abbiamo ben capito cosa ci voleva trasmettere; in secondo luogo, ripetere il concetto che l’altro ci ha espresso ci aiuta ad assimilare il suo punto di vista; infine, ci impedisce di esprimere un parere, un giudizio o un qualunque trattamento dell’informazione ricevuta, evitando di giudicare il partner.

Qualche esempio pratico:

 

Lui: “Non credo che riuscirò a terminare questo lavoro entro la scadenza!”

Lei: “Temi di non avere tempo a sufficienza.”

Non: “Ma sì che ce la farai. Ti conosco, ti preoccupi tanto e ti lamenti, ma poi ce la fai sempre.”

 

Lei: “Io le sono sempre stata vicina e ho fatto sacrifici per la nostra amicizia e, cosa ho ottenuto? Alla prima occasione, mi ha voltato le spalle!”

Lui: “Ti sei sentita tradita.”

                Non: “Beh vai a parlarle e diglielo, è così che si risolvono i problemi!”

 

Il vantaggio della riformulazione, si noterà in questi esempi, è che spinge l’altro a continuare la conversazione approfondendo la sua posizione, cosa che le altre risposte non farebbero certo.  Naturalmente, la riformulazione non deve diventare una prassi: è sempre importante esprimere i propri pareri in sincerità al proprio compagno o compagna. La riformulazione serve da allenamento: ci deve insegnare sia a comprendere la posizione dell’altro, sia a portare avanti un dialogo senza giudicare. Quando si avranno ben assimilate queste due operazioni, sarà più facile esprimere le proprie opinioni, anche in netto contrasto con quelle dell’altro, senza minimizzare le sue e senza ferirlo.

Infine, ricordatevi che una buona comunicazione rende migliore il vostro rapporto e, conseguentemente, rende più felice la vostra vita amorosa. Non considerate il dialogo una funzione secondaria della vostra relazione perché è grazie ad esso che riuscirete a risolvere i problemi e a confrontare i vostri pensieri, ma anche perché è una delle cose più piacevoli da fare insieme. Non per nulla, un vecchio detto dice “Sposa una persona con cui ti piace parlare. Quando sarete vecchi e la passione si sarà affievolita, sarà comunque bello chiacchierare insieme” .

 

 

Fonti:

 Y.A. Thalmann, Amore a prima svista e L’amore dopo un bebè.

 Vignali, Muraro, Mantovani, I quattro passi.

Pubblicato: giovedì 28 ottobre, 2010.
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Pubblicato: martedì 13 settembre, 2011.
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Pubblicato: mercoledì 20 luglio, 2011.
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Pubblicato: giovedì 28 ottobre, 2010.
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L’uomo che non credeva nell’amore, di don Miguel Ruiz

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Pubblicato: giovedì 28 ottobre, 2010.
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È l’amore che ci fa soffrire o siamo noi che soffriamo per l’amore? Se ci fidiamo di quello che la gente dice, possiamo fare una lunga lista di situazioni dolorose apparentemente legate all’amore.In realtà, quando soffriamo per amore, l’amore non è mai la causa delle nostre sofferenze. In effetti, è impossibile soffrire a causa dell’amore. Nonostante questo, la maggioranza delle persone pretende il contrario.


Pubblicato: giovedì 28 ottobre, 2010.
La coppia che scoppia
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Pubblicato: giovedì 28 ottobre, 2010.
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Pubblicato: giovedì 28 ottobre, 2010.