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Intervista a Fabrizio Bucciarelli


Fabrizio Bucciarelli ha raccolto le sue ricerche dedicate ai segreti e ai misteri del nazionalsocialismo nel suo libro "I signori di Thule". Ecco il suo punto di vista.


Il Nazionalsocialismo ha segnato un periodo oscuro nella storia del XX secolo, ma più si entra nel profondo dell’ideologia nazista e più diventa chiaro che lo sterminio degli ebrei e la conquista del mondo non furono un fine, ma un mezzo. Può chiarire questo punto fondamentale per la comprensione della dottrina esoterica nazista?


Del Nazionalsocialismo si valutano gli aspetti “essoterici”, come le informazioni contenute nel Mein Kampf, gli aspetti geopolitici, le tecniche militari e le strategie. Al massimo, gli storici addebitano il tutto alla “pazzia” personale del Führer e a quella collettiva dei tedeschi. È ovvio che il Nazionalsocialismo attecchì a livello popolare per una serie di circostanze, ma nessuno o quasi, fino ad ora, ha cercato di analizzare le reali motivazioni dei centri di potere interni del Nazionalsocialismo, che nulla avevano a che fare con gli aspetti sciorinati alle masse, quali il presunto arianesimo e la sua superiorità razziale.

Quanto ha influito l’esoterismo sulla vita politica dei grandi imperi del passato?

Dalla notte dei tempi la gestione del potere era sì delegata a una o più figure che in apparenza lo controllavano, ma non erano solamente queste a prendere le decisioni, bensì gruppi occulti e nascosti che manovravano alle loro spalle a seconda della filosofia ermetica che le permeava.

La creazione di un nuovo mondo e il ritorno alle origini sono stati alcuni dei cardini dell’ideologia di Hitler. Come si inserisce in questo il simbolo della mitica Thule?


I simbolismi legati a Thule utilizzati da Hitler e dai suoi seguaci non rappresentavano il concetto classico leggendario della stessa, ma la summa dei propri intenti. Essi credevano nella possibilità di riportare in vita culti remoti con una struttura gerarchica e rituale di uomini iniziati a livelli diversificati, a seconda delle proprie mansioni, di cui Hitler era ovviamente il Medium, il tramite per il contatto con la divinità. Inoltre li affascinava, ed era un po’ la moda di quel periodo, l’idea che questa misteriosa terra fosse esistita in tempi remoti all’estremo Nord dell’Europa e che potesse essere paragonata alla mitica Shangri-la: un ponte di raccordo tra l’Iniziato germano psichicamente e spiritualmente evoluto e la cultura segreta himalayana, patria originaria degli Ariani.

Cosa ha rappresentato quindi Thule per il nazismo?


La Dottrina Segreta, un culto misterico, una base spirituale malsana da cui trarre l’azione politica da destinare alle masse, che non si accorsero, ma in realtà nemmeno potevano immaginarlo, che anche la Germania era sulla possibile lista dei popoli “sacrificabili”. E così fu.

I rituali iniziatici voluti da Himmler e officiati nel castello di Wewelsburg come si inseriscono nel progetto di Hitler?


Il Führer apprezzava Himmler per le sue doti poliziesche e la sua assoluta mancanza di empatia, ma ne ridicolizzava continuamente gli atteggiamenti pseudo iniziatici dedicati alle sue SS, infatti egli non venne mai avvicinato dalla Società Thule. Solamente in alcuni casi, come l’addestramento psichico di reparti come la Totenkopfstandarte SS, Hitler stesso forse offrì le proprie istruzioni, ma a livelli di iniziazione inferiori. In effetti la figura di Himmler era esattamente quella che Hitler voleva: un burocrate invasato e fanatico a cui, a patto di una cieca ubbidienza, venivano concesse alcune stravaganze come il “Matrimonio SS”, il “Progetto Lebensborn”, le festività ariane, ma in pratica un Iniziato a livello inferiore.

Nel suo libro, I signori di Thule, ha definito il nazismo “un’ideologia vampira”, possiamo approfondire l’argomento?

Con questo termine intendo che per Hitler e i suoi accoliti era possibile stabilire un patto con divinità, o Potenze, che risvegliate potevano arrivare nella nostra dimensione e governare il mondo. La chiave di volta di questo patto e il relativo passaggio di queste divinità nella nostra realtà erano sacrifici umani veri e propri a migliaia e poi milioni. In ogni caso, nulla di nuovo, visto che fino a pochi secoli fa i sacrifici umani erano normale prassi in quasi tutte le religioni del mondo antico.

Come si attua secondo Lei il “risveglio iniziatico” per Hiltler?


A partire dagli anni viennesi, quando inizia a prendere contatto con i circoli esoterici spesso fortemente antisemiti, per arrivare alla fine del Primo Conflitto Mondiale, quando inizia a frequentare, come spia, il neonato movimento di Anton Drexler, che poi divenne il Partito Nazionalsocialista tedesco dei lavoratori e che lo vide entrare nella Società Thule. Da qui le sue capacità psichiche, nel binomio Mago-Medium, si esaltano sempre di più al punto che, tanto per citare una testimonianza, la moglie del Feldmaresciallo Rimmel dichiarò: “Hitler aveva un fascino straordinario, proprio qualcosa come l’ipnotismo, una forza alla quale non si resiste”. Una “forza” che seduce e manipola milioni di tedeschi, ma anche di ungheresi, rumeni, belgi, francesi. E questo è solo uno dei tanti aspetti. È lui il “tramite” ed è lui che “percepisce” quegli esseri che lo spaventano e seducono: gli altri semplicemente conoscono le chiavi di un sapere che lo portano ad attivare le sue capacità.

Secondo Lei qual è stato il rapporto di Hitler con la divinità?


Di superiore sudditanza. Mi spiego meglio: Hitler e Thule erano, secondo il loro modo di vedere, coloro che avrebbero permesso la creazione di un uomo nuovo che avrebbe servito, ampiamente ripagato, antiche divinità retaggio dei miti nordici del passato, ma anche delle culture himalayane, ovviamente rivedute e corrette. Nella scala iniziatica prima c’era il tramite, Hitler, poi i membri gregari e cioè i maghi di Thule, poi alcuni membri dell’Ordine Nero, poi la massa ariana e infine milioni e milioni di schiavi ampiamente sacrificabili.

Nella stesura del suo libro ci sono ancora punti oscuri che non è riuscito a chiarire per mancanza di informazioni affidabili?


Punti oscuri? Il mio libro “è” un punto oscuro, nel senso che fornisce semplicemente ulteriori dati per ennesime domande e ricerche, ma non si permette di dare risposte assolute su una realtà parallela così complessa e distante nel tempo, pur nella sua contemporaneità. È stato, questo, un mio modesto contributo per controbilanciare una “devianza” storica che divide semplicemente e semplifica tutto con la formula “Buoni – Cattivi”. Questo vale anche per le testimonianze che, per ragioni della citata segretezza o età, non possono essere assolutamente considerate certe, pur se giurate.
Pubblicato: martedì 28 giugno, 2011.

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