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Riflessioni per lo spirito

Intervista a Tiziana Mattera


Intervista a Tiziana Mattera, autrice di "Le carte degli Elfi", "La terra sacra" e "Le carte delle driadi".

Dopo quasi 10 anni arriva il tuo nuovo progetto, anzi, addirittura due: Le carte delle driadi e La terra sacra (aprile 2008). Come mai la gestazione è durata così tanto?

In effetti avevo in mente i due progetti da almeno 4 anni, però io ho bisogno di una particolare ispirazione per scrivere. Per quanto mi riguarda, c’è un momento nel quale scatta qualcosa e lo scopo diventa chiaro. Ho un grande amore per la natura, l’armonia, il senso del sacro, Dio. Mi sento parte di tutto questo e quando arriva il momento giusto è come quando matura un frutto. Non si può forzare. Ci deve essere una connessione, un collegamento. Solo così lo scrivere può scorrere.

Qual è il tuo rapporto con gli alberi? Come hai scelto quelli per le tue carte?

Non ho un albero che non amo, li amo tutti. Quelli che ho scelto sono quelli che “si sono presentati”. Tra questi ci sono degli alberi che erano considerati sacri già in tempi molto antichi, come la quercia o la betulla. Ho anche voluto inserire alcuni alberi che sono in via estinzione. Noi disboschiamo, prendiamo il terreno per coltivare e costruire e molti di loro, come il sorbo e il corbezzolo, sono ormai diventati rari allo stato selvatico.

In che senso “si sono presentati”?

Si sono presentati interiormente. Quando mi sono seduta per scrivere una lista degli alberi, sono arrivati, semplicemente, con quel tipo di connessione che non è mentale, ma piuttosto interiore. E lo stesso è accaduto con la loro qualità, la loro caratteristica, il loro messaggio. Mi sono collegata con lo spirito dell’albero e ho chiesto semplicemente di indicarmi che tipo di qualità voleva esprimere. Non è una canalizzazione, sono intuizioni, collegamenti, ispirazioni. È quello stato che si prova quando si è in comunione con tutto e diventa difficile distinguere quello che è l’“io” e quello che è il “noi”.

Chi sono le entità degli alberi?

Le chiamo entità angeliche, deva. Sono quelle entità che in qualche modo sembrano vivere nell’albero, farne parte, ma che in realtà sono la controparte sottile dell’albero. In base alla mia esperienza esse sono un’intelligenza superiore che ha la forma, la vibrazione, di un deva, di un angelo. Le entità degli alberi si manifestano con una polarizzazione femminile.

Come mai?

Noi indichiamo l’essenza della terra come “madre terra” e le attribuiamo un’espressione, una polarità, femminile, in quanto madre creatrice. Io sento che avviene lo stesso per quanto riguarda gli alberi. Un albero rappresenta l’eternità: da ogni seme nascono altri alberi. Ha questa continuità e per noi è un simbolo di nascita, rinascita, di gestazione continua. L’albero è tra le creature vegetali quello che ha più contatto con la madre terra, ne è una sorta di prolungamento. È come se la madre terra si esprimesse attraverso queste entità materne, che donano continuamente, che promuovono la vita, manifestandosi attraverso il femminile.

Parlavi di disboscamento. È possibile che gli alberi e le foreste ci stiano in realtà inviando una richiesta di aiuto?

Credo di avere la mia parte in tutto questo, anche grazie alla sensibilizzazione che questo libro potrebbe portare. Ho seguito il mio intuito e ho cercato di fluire: due anni fa il primo disegno e poi ho aspettato. Quando è arrivato il momento giusto ho avvertito che da questa parte sottile del mondo arrivava la richiesta di promuovere una sensibilità diversa, una comunione, qualcosa di più profondo, un contatto che abbiamo dimenticato. In tempi passati ci scandalizzavamo di meno ad avere contatti di questo tipo, scendendo più in profondità, toccando l’anima delle cose. Adesso siamo molto più mentali, e ci sentiamo sciocchi a considerare le cose in questo modo. Io invece ho percepito che arrivava una precisa richiesta di ritrovare un contatto più profondo.

Può quindi diventare una specie di sentiero spirituale?

In effetti, io sento che per gli spiriti degli alberi non c’è il senso di separazione che avvertiamo noi. Noi ci sentiamo separati da tutte le cose. Questo può essere un sentiero di sensibilizzazione a sentire questa unità, a cominciare a viverla, più che pensarla. Se gli alberi rimangono attaccati alle loro radici e posso crescere, noi ne avremo un grande beneficio.

Qual è il loro compito?

Noi dimentichiamo troppo spesso che respiriamo grazie agli alberi, e a mio avviso questo ha anche un effetto energetico a un livello molto più sottile, perché determina anche la qualità dell’aria che inaliamo. Noi siamo collegati a più reti energetiche, e ogni grado di coscienza è collegato a livello energetico ai suoi livelli affini. Gli alberi in questo senso sono una sorta di antenne in grado di percepire l’energia e di trasmettere le vibrazioni della coscienza del pianeta, a cui noi siamo collegati attraverso il chakra del cuore.
Alcune recenti ricerche hanno studiato proprio questi fenomeni. Alcune persone si sono messe in cerchio attorno a un albero a meditare, era una meditazione volta a trasmettere amore per la terra. È stato poi collegato al suolo ai piedi dell’albero un sensore, un apparecchio che registra la frequenze. Dopo circa 20 minuti il sensore ha registrato un aumento di frequenze: quelle della terra corrispondeva alle frequenze del cuore.
Un’altra volta, io ero presente, è stato collegato a un rametto un apparecchio che registrava la frequenza dell’albero, traducendola poi sotto forma di rumori. I suoni che emanava erano meravigliosi e, come ho potuto notare, cambiavano a seconda di chi si avvicinava all’albero. A un certo punto l’emissione sonora si è bloccata, proprio quanto si avvicinava una persona che il giorno prima aveva tagliato una pianta, come se l’albero ne avesse avuto paura. Al tramonto il suono è diminuito, è diventato un sussurro e pian piano si è spento quando l’albero si è “addormentato”.

Quali sono gli alberi che più ti rappresentano?

La quercia e la betulla. Rappresentano la forza e la flessibilità, la stabilità e la delicatezza, la serietà e l’allegria, e incarnano in qualche maniera il mio modo mutevole di essere.

Quando una persona pesca una delle Carte delle driadi che cosa deve fare?

Secondo me è importante osservare bene il disegno della carta, perché può dare dei messaggi a livello intuitivo. Ogni albero rappresenta una qualità, una caratteristica, rivolta direttamente a chi legge, e dà un’indicazione per chiarirla, a livello di lavoro interiore, fornendo delle chiavi di lavoro per crescere verso quella qualità. Dopo ogni messaggio c’è un esercizio che ho chiamato “rituale” per esaltare la sacralità.
Pubblicato: venerdì 14 novembre, 2008.

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