Avete mai osservato una coppia (o una futura coppia...) in un locale pubblico, in tram, per strada... A volte sembra proprio che i due innamorati giochino a imitare i gesti dell'altro. Questo processo, del tutto inconsapevole, è definito isopraxismo. Vediamo ora a cosa serve e come funziona.
L'altro imita, copia, rispecchia un vostro comportamento? Incrocia le caviglie quando le incrociate voi, si appoggia all’indietro quando lo fate voi, si liscia i capelli quando ve li lisciate? Se è così, potete essere sicuri che sta dimostrando un interesse molto più che superficiale per la vostra presenza. Per verificare la presenza o meno dell’isopraxismo, togliete la mano dalla guancia e assumete un’altra posizione, ad esempio appoggiandovi allo schienale della sedia. Se l’altro fa la stessa cosa (può esserci un ritardo di cinque-dieci secondi) potete essere sicuri che il rispecchiamento non era casuale, ma un chiaro segnale di riconoscimento.
Studi antropologici, psicologici e psichiatrici concordano sul fatto che l’isopraxismo (chiamato anche mimica, sincronia, paralleling, rispecchiamento, eco posturale o effetto camaleonte) rivela l’attrazione reciproca. La propensione per l’altro è evidente quando fate gli stessi gesti, vi muovete all’unisono, assumete le stesse posizioni e lo stesso tono di voce.
L’isopraxismo è un comportamento naturale nel corteggiamento dei rettili, dei mammiferi e degli uccelli. Mangiare la stessa cosa rassicura la mente animale. Anche l’oca del Canada riconosce il compagno rispecchiandone i movimenti. Lo lusinga attraverso l’imitazione, perché nel corteggiamento la stessa gestualità è psicologicamente rassicurante. Per la mente animale, somiglianza significa sicurezza. Uguale è sicuro e sicuro equivale a uguale.
Il termine isopraxismo, nome scientifico della risposta imitativa, fu coniato dal neuroanatomista Paul MacLean nel 1975. Il termine viene dal greco isos, ‘uguale’, e praxis, ‘comportamento’. L’isopraxismo si basa su un principio primordiale di mimesi del cervello rettiliano che ci spinge a copiare, emulare e ripetere le azioni di persone da cui siamo attratti. MacLeod colloca la risposta imitativa in un centro motorio primitivo del proencefalo: i gangli basali.
L’isopraxismo spiega perché ci vestiamo come i nostri colleghi e perché adottiamo le opinioni, i modi di fare e persino il tono di voce delle persone che ammiriamo. Indossare lo stesso tipo di giacca o di cappello per assomigliarci suggerisce anche che pensiamo e sentiamo allo stesso modo. Un numero sempre più ampio di ricerche dimostra che imitare le posture, i gesti e l’abbigliamento di altri facilita l’interazione e aumenta il reciproco gradimento (Chartrand e Bargh, 1999). È come se non potessimo non gradire le persone che sono simili a noi. Lo psicologo Albert Mehrabian ha osservato che quando le persone imitano il modo di fare e il tono di voce di altre, comunicano un desiderio implicito di approccio.
Negli animali, l’isopraxismo è evidente nel simultaneo movimento su e giù con la testa delle lucertole, nel verso emesso in gruppo dai tacchini, nel sincrono lisciarsi le penne degli uccelli. Nel corteggiamento dei germani reali, le coppie si formano per isopraxismo mediante il movimento sincopato delle teste, il pulirsi simultaneo sotto le ali e il tuffare all’unisono il becco nell’acqua per bere. Nel corteggiamento umano, i partner annuiscono in tandem parlando, togliendosi all’unisono i capelli dalla fronte o portandosi contemporaneamente alla bocca il bicchiere di champagne per brindare.
L’isopraxismo è attivo anche tra sconosciuti. A un party, uomini e donne possono sollevare il bicchiere in silenziosa sincronia, del tutto inconsciamente, e bere nello stesso momento, come se fossero una coppia. Possiamo capire chi piace a chi osservando chi imita chi. Copiare la posizione, gli atteggiamenti e i gesti di un altro vi fa sembrare più simili e subliminalmente ‘preferibili’. Nella seconda fase del corteggiamento, fare la stessa cosa apre la strada a più romantiche ‘stesse cose’ in futuro.
Cosa porta la fine di una relazione? Tristezza, sconforto, dubbi, ma anche rabbia. Una donna lasciata non può fare a meno di provare rabbia. Ci sarà quella che prima entrerà in uno stato di apatia e solo dopo un po’ ne uscirà per iniziare a provare rabbia. Ci sarà, invece, quella che partirà subito con la rabbia, senza passare prima dall’apatia.
Le scarpe… le donne non ne hanno mai abbastanza, gli uomini ne hanno sempre troppe! Moda e passione per lo shopping a parte, tuttavia, nel corteggiamento e nella seduzione tra tutte le cose che indossiamo niente è più espressivo delle scarpe.
Per stare meglio con il partner bisogna imparare a… stare meglio da soli! Questo è sicuramente un elemento chiave alla base di una relazione equilibrata che spesso viene sottovalutato.
L’umorista Dave Barry una volta scrisse: “Di tutti i sensi umani – la vista, l’udito, il tatto, il gusto e la sensazione che un omaccione con un forchettone da barbecue si sia nascosto nell’armadio – forse il più sottovalutato, ma anche il più importante, è l’olfatto”.
Uomini e donne, mariti, mogli, padri di famglia e angeli del focolare… Che significato ha oggi la “divisione dei ruoli” all’interno della coppia? E soprattutto… ha ancora senso parlare di ruoli? Ai tempi delle nostre nonne le “regole del gioco” erano fisse. Perlomeno all’esterno, per “la gente”, i ruoli erano direttive sociali che venivano rispettate e seguite in maniera abbastanza coerente.
Voglio raccontarvi una storia molto antica su un uomo che non credeva nell’amore. Si trattava di un uomo comune, proprio come voi e me, ma ciò che lo rendeva speciale era il suo modo di pensare: era convinto che l’amore non esistesse. Naturalmente l’aveva cercato a lungo, solo per scoprire che l’amore non esisteva.
È l’amore che ci fa soffrire o siamo noi che soffriamo per l’amore? Se ci fidiamo di quello che la gente dice, possiamo fare una lunga lista di situazioni dolorose apparentemente legate all’amore.In realtà, quando soffriamo per amore, l’amore non è mai la causa delle nostre sofferenze. In effetti, è impossibile soffrire a causa dell’amore. Nonostante questo, la maggioranza delle persone pretende il contrario.
Da molti anni mi dedico alla psicoterapia della coppia perché ritengo che, se una persona è appagata affettivamente e sessualmente, è più positiva, solare e disponibile verso gli altri. Viceversa, una persona infelice è negativa, prevaricatrice e acida e, oltre a rovinare la vita a se stessa, crea problemi anche agli altri.
Il linguaggio non verbale dell'amore, che ha preceduto di milioni di anni l'uso delle parole, è universale. Quando si tratta di emozioni, è il corpo che parla... Ma come fare a decifrarle? Spesso non sappiamo riconoscere il significato dei gesti di chi ci sta davanti, o non siamo consapevoli dei messaggi che sta mandando il nostro corpo agli altri.
Ecco alcuni consigli tratti dal libro Segnali d'amore per imparare il silenzioso linguaggio corporeo della seduzione.
Il vero cemento di una coppia è la comunicazione. È ciò che permette il funzionamento della relazione, la sua buona conservazione e, all’occorrenza, la riparazione. Tuttavia, a volte, comunicare in modo proficuo col proprio partner sembra una vera impresa.