La risata divina Ingrandisci

La risata divina

L'umorismo di Sri Aurobindo.

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1 voto(i) - 1 recensione cliente

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Libro

ISBN 9788880931959
Pagine 160 pp.
Tipologia Brossura
Formato 11 x 17

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Nato nel 1872 e scomparso nel 1950, Sri Aurobindo inizia soltanto ora, seppure in maniera inadeguata, a essere conosciuto in Italia. Se ne parla come di un saggio, di un filosofo, di uno yogi, di un rivoluzionario, di un poeta. Circondato da un'aureola di santità che gli sta decisamente stretta, Sri Aurobindo incarna il mistero di un'essenza la cui comprensione ancora ci sfugge. Il suo umorismo può fornirci la chiave che ci manca e magari aiutarci a sollevare il velo dell'Enigma.

In Sri Aurobindo il senso dell'umorismo è una qualità innata, che non lo abbandona mai nemmeno nei momenti più difficili. Anzi, in quelli è maggiormente presente. Da esso trapela la sensazione di una sovranità assoluta sugli eventi e sulle circostanze, come solo un bambino o un re dei mondi possono avere. Ma questo umorismo è, al tempo stesso, un rifiuto profondo e totale dell'inveterata abitudine umana a drammatizzare tutto, a rendere tutto dannatamente serio.

Gli esseri umani vedono Dio come una sorta di uomo magnificato, un Demiurgo moralista e irreprensibile che punisce i peccatori. Ma questo Dio, ci dice Sri Aurobindo attraverso il suo umorismo, è soltanto il prodotto della nostra immaginazione, della nostra abitudine ad attribuire alla Divinità incongruenze umane. La realtà è ben diversa e il presente libro ne è una divertente e "seria" testimonianza.

 

"L'umorismo? È il sale dell'esistenza. Senza umorismo il mondo avrebbe perso totalmente suo equilibrio (ne ha già poco) e da un pezzo sarebbe andato al diavolo".

- Sri Aurobindo

Da (Vicenza, Italy) il 13 Mag. 2013 (La risata divina) :
(5/5

La mia recensione

Sono stato molto colpito da questo piccolo grande libro che ho letteralmente "divorato" in due giorni. Sinceramente mi ha dato una visione delle religioni e dei suoi seguaci (me compreso) che mi portavo dentro ma non riuscivo mai a somatizzare. E cioè: Dio è un cammino personale che noi tutti dobbiamo intraprendere e sostenere con il nostro Amore e la nostra volontà e la strada migliore da seguire è la Meditazione. Perché essa (la meditazione)ci libera dalle convenzioni,dai nomi e da tutto ciò che Dio non è mai stato. Ed una volta liberi si comprende che egli non è mai stato lontano da noi, ma dentro di noi, soltanto che noi non l'abbiamo mai cercato nel modo corretto: cercando, cercando, scavando dentro di noi senza sosta ne tregua sino a che la sua luce non scaturirà dal nostro cuore. Grazie Aurobindo e grazie anche a voi che l'avete pubblicato...

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