L’intuizione è una facoltà della nostra mente che si manifesta senza preavviso, permettendoci spesso di arrivare a conclusioni sorprendenti, senza partire da punti di riferimento oggettivi. Conoscere e controllare l’intuizione racchiude una delle chiavi del successo personale e professionale.
L'espressione “sesto senso” racchiude un grande mistero, per alcuni allude addirittura a qualcosa di ‘strano’, soprannaturale. Che si scelga di chiamarlo sesto senso, fiuto, occhio clinico, abilità…, l’intuizione è invece un processo intellettuale normale. È una facoltà della nostra mente che si manifesta senza preavviso e la caratteristica più importante è che ci permette di arrivare a conclusioni sorprendenti, senza partire da punti di riferimento visibili.
La capacità d’intuizione e la conoscenza intuitiva sono in genere considerate qualità innate della mente: funzioni cerebrali, seppur non basate sulla razionalità.
Comunque la si definisca, quale medico o studente di medicina non darebbe qualunque cosa per avere ‘un buon occhio clinico’? Quale uomo d’affari non darebbe tutto, pur di avere un ‘buon fiuto’? Le agenzie pubblicitarie pagano cifre altissime ai creativi dotati di questo ‘dono’ così speciale. Anche negli sport, soprattutto in quelli che richiedono strategia, molte volte è più utile la capacità di indovinare, di presumere, piuttosto che il possesso di eccellenti riflessi o di buone gambe.
Tutti noi viviamo almeno un momento intuitivo per eccellenza nella vita: l’infanzia. In questo periodo l’essere umano è assolutamente intuitivo. Quando i bambini ricevono diversi stimoli uditivi, luminosi, percettivi o sensoriali, li associano a idee differenti e adottano istintivamente di fronte a essi un determinato atteggiamento.
L’intuizione è una facoltà psicologica ‘sintetica’, attraverso la quale si assorbe la totalità di una determinata situazione. Ci aiuta a sintetizzare aspetti isolati delle informazioni e delle esperienze all’interno dello stesso quadro, della stessa fotografia: consiste in una percezione globale della realtà, che supera le vie razionali della conoscenza.
Il processo intuitivo è molto rapido e aiuta l’individuo a riconoscere, quasi istantaneamente, la via migliore da seguire. La sintesi intuitiva raggruppa una grande quantità di lavoro e di dettagli al tempo stesso. L’intuizione è presente in tutte le decisioni che dobbiamo prendere. È un elemento vitale in ogni decisione, perfino in quelle basate sui fatti più concreti. I metodi analitici razionali possono soltanto calcolare o misurare quello che conoscono, i dati di fatto. Intuire significa osservare e tener conto dell’ignoto, dell’imponderabile.
È possibile ‘risvegliare’ la propria intuizione? Sì, anche se non la ascoltiamo è dentro di noi, allo stato latente. È importante svolgere attività che stimolino la creatività, sollecitare e acuire i sensi, mantenendoci più coscienti del nostro stato d’allerta. La pratica di uno sport o un mini-corso di pittura sono molto utili per chi vuole rinforzare questa facoltà.
Perché scompare nelle persone? Per mancanza di esercizio e soprattutto per mancanza di fiducia in se stessi, per comodità, per pigrizia… e anche perché ‘sulla realtà non si scherza’.
Tutti possediamo una facoltà mentale chiamata intuizione. Dobbiamo solo metterla in moto.
“L’intuizione è la somma delle conoscenze logiche che si manifestano: è come un momento di autoaffermazione”.
|