Chi non si è mai sentito in colpa per qualcosa più del dovuto? A tutti è capitato di tormentarci per un nostro errore vero o presunto, per la nostra inadeguatezza vera o presunta in qualcosa… Il senso di colpa può essere un sentimento salutare: ci permette di prendere coscienza dei nostri errori, di renderci conto di aver sbagliato e di affrontare le conseguenze delle nostre azioni, e ci stimola a migliorare e a rimediare. Ma quando si protrae troppo a lungo cosa diventa? Quali sono le conseguenze del credere di dover rispondere di persona di tutto e a tutti?
La principale problematica relativa a un senso di colpa eccessivo è la chiusura in se stessi: l’eccessiva autoflagellazione nasce proprio da questo movimento dell’individuo verso l’interno, in una chiusura, appunto, sterile e deleteria.
Da cosa nascono i sensi di colpa: principalmente dall’incapacità di determinare da soli ciò che si vuole e ciò che non si vuole, e di capire quali siano realmente i nostri limiti. Un altro terreno fertile su cui si sviluppano rigogliosi è la scarsa stima di sé. Suggerimenti per migliorare? Come riuscire a superare il senso di colpa? Ecco alcuni suggerimenti tratti dal libro Basta sensi di colpa di Alain Marillac.
Innanzi tutto eliminiamo ovviamente la causa del senso di colpa, nel caso in cui questo sia nato da un motivo evidente e manifesto! E soprattutto non attendiamo che il nostro senso di colpa assuma proporzioni imbarazzanti per sbarazzarci delle cause evidenti
In secondo luogo non dimentichiamo che il concetto di colpa in sé non è fisso, ma determinato dall’epoca storica, dalla cultura e da molti altri fattori. Il nostro senso di colpa, quindi, è totalmente soggettivo e determinato dalla nostra educazione e dalle nostre idee… non un assoluto! Un passo importante, quindi, è renderci conto che spesso ci stiamo punendo per qualcosa che siamo gli unici a provare, e quindi non abbiamo alcun motivo per farlo!
In terzo luogo… già il fatto di aver deciso di non sentirsi più in colpa inutilmente è un grande passo avanti, qualcosa che già ci permette di staccarci dal passato e avanzare.
Infine, passaggio fondamentale: come abbiamo detto che il senso di colpa nasce da un movimento di chiusura verso l’interno, così il superamento non può che avere luogo attraverso un movimento in senso opposto, cioè esternando, parlando e comunicando.
Esistono vari strumenti che ci possono aiutare in questo percorso, rendendoci più facile far uscire ciò che ci tormenta. Eccoli elencati da Alain Marillac:
- Avere l’atteggiamento giusto
- Ritrovare la propria autostima
- Ritrovare il proprio potere d’azione
- Risolvere i problemi
- Modificare il dialogo interiore
- Avere cura di quanto è stato acquisito
Ogni senso di colpa, in fondo, può essere considerato come una prova da superare. Dobbiamo accettare l’idea di essere esseri umani, con i difetti che questo implica: dire basta ai sensi di colpa significa anche trovare un progetto di vita che vada oltre le nostre personali lamentele.
Vediamo infine il significato simbolico della nascita e della morte, l’inizio e la fine della vita:
Morte
In ogni morte, umana, animale o vegetale, esiste sempre un lato nascosto, se non altro nei sogni, un collegamento a un altro genere di esistenza, o un genere di vita da analizzare da un’altra angolazione. Nella vita onirica, talvolta accade di morire fisicamente: tale morte raffigura un allontanamento da un modo di pensare, di vivere, d’amare o di lavorare. Questo sogno segnala che è necessario prendere le distanze da un sentimento o da uno stile di vita che è diventato intollerabile per la psiche.
In alcuni sogni il corpo fisico viene ad assumere un ruolo predominante, al punto da farci chiedere se non nasconda qualche significato che non sia la sola rappresentazione della persona…
La testa
La testa è simbolicamente la sede dei pensieri, della nascita e della creazione di idee e progetti. Quindi se in sogno viene posto l’accento su questa parte del corpo ed essa appare in salute e bellezza possiamo prospettarci buoni risultati e grande fortuna, mentre se è ferita o dolente indica preoccupazioni e rischi.
Vedere se stessi con una testa diversa invita a prendere in considerazione un punto di vista differente. Tenere tra le mani la propria testa è un indice di padronanza di sé.
Il simbolismo animale è antichissimo e si fonda sulle caratteristiche istintuali e caratteriali delle diverse specie, come l’aggressività, la mitezza, l’astuzia, la velocità, ecc. Va precisato che gli animali domestici sono più frequenti, nei sogni, perché fanno parte del vissuto quotidiano, mentre è più occasionale la presenza di animali selvaggi o esotici. I casi più interessanti sono quelli in cui uno stesso animale compare più volte, oppure lo stesso ci parla, ci mostra qualcosa o fornisce insegnamenti.
Fuoco
Il Fuoco è un principio maschile, simbolo di creazione e purificazione, di amore e di passione. Il fuoco che illumina, scalda, purifica e trasforma è il Fuoco spirituale; contrapposto al Fuoco distruttore. Ricordiamo tuttavia che vi sono circostanze in cui distruggere è indispensabile per poter riedificare qualcosa di buono. Il Fuoco è collegato all’ardore, all’entusiasmo, si identifica l’estate, il mezzogiorno.
La psicologia moderna accetta i sogni come manifestazioni dell’inconscio, inconscio che Carl Gustav Jung definiva la grande guida del conscio. I sogni sono vere attività psichiche, canali di comunicazione gestiti dall’inconscio, che parla attraverso un linguaggio fatto di simboli e rappresentazioni. Sognare è un’attività indispensabile: la vita onirica riveste un ruolo della massima importanza per la conoscenza profonda di noi stessi e del mondo che ci circonda.
Il mare
Il mare rappresenta l’inconscio fecondo, ossia quella parte di noi in grado di concepire idee, ma anche creature mostruose e terrificanti. Nel mare onirico ci si immerge per sentire appieno le proprie emozioni, per comprenderle e portarle allo scoperto. Se il mare si mostra burrascoso e dagli abissi vediamo emergere esseri deformi, aggressivi o crudeli, allora il contesto onirico rispecchia paure profonde che bisogna portare allo scoperto e affrontare. Il mare è femminile, materno, ed è collegato all’energia vitale, alla nascita, alla purificazione e alla rinascita.
La paura di commettere errori, spesso, ci blocca: temiamo così tanto di sbagliare che non c’è da stupirsi se agire diventa tanto difficoltoso. In questo modo, però, commettiamo l’errore più grave: ci immobilizziamo. Un suggerimento per uscire da questo schema di pensiero è chiederci questo: e se non fosse poi così tremendo fare un errore?
“Faccio un’incredibile fatica a dire di no, ho sempre l’impressione che deluderò gli altri, che non mi ameranno più o, peggio, che mi porteranno rancore”.
Le nostre relazioni sono utili, perché ci forniscono i segnali di riconoscimento indispensabili alla vita. Senza relazioni, senza segnali di riconoscimento, l’individuo non può sopravvivere. È un dato di fatto: meglio avere rapporti cattivi che non averli affatto! Le relazioni, tuttavia, per noi sono come uno specchio: relazioni sane ci aiutano a vivere bene.
Un altro autosabotatore purtroppo molto diffuso è il rifiuto di esprimersi, ripiegandosi sul silenzio a tutti i costi. Cosa perdiamo evitando di condividere con gli altri i nostri pensieri? Come possiamo riuscire ad aprirci?