Nella quotidianità la plastica è presente ovunque, spesso nascosta sotto forme e materiali che utilizziamo abitualmente senza farci caso. Vi siete mai chiesti, indossando un abito, se sia sintetico? E sapete distinguere tra poliestere e poliammide? Quest’ultima, meglio conosciuta come nylon, è solo uno dei tanti volti con cui la plastica entra nelle nostre giornate.

Analogamente, alcuni nomi di materiali sono diventati così familiari da sostituire nell’uso comune il nome stesso dell’oggetto: parliamo di vinile per i dischi, polistirolo per gli imballaggi o teflon per le padelle antiaderenti. Tutti questi oggetti hanno un comune denominatore: derivano direttamente dal petrolio.

Il grande problema: il petrolio diventato plastica non si decompone

In natura, le diverse tipologie di plastica si degradano in tempi estremamente lunghi. Benché l’inquinamento sia diventato così capillare che gli scienziati ormai dedicano il loro tempo a studiare il rapporto tra plastica ed esseri viventi, le conseguenze a lungo termine presentano ancora molti interrogativi inquietanti.

È ormai accertato che animali di ogni dimensione – dai minuscoli organismi fino ai pesci e agli uccelli marini – ingeriscono o vengono colonizzati da microframmenti di plastica. Questo materiale impiega secoli per “scomparire” ai nostri occhi, ossia per frammentarsi in piccolissimi pezzi, poi in microelementi e infine in nanoparticelle che rimangono sepolte nel terreno o nei fondali oceanici.

I dati dell’emergenza

I numeri legati all’invasione della plastica sono allarmanti:

  • 380 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno nel mondo.
  • Il 40% di questa produzione finisce negli imballaggi monouso.
  • Ogni anno finiscono negli oceani tra gli 8 e i 12 milioni di tonnellate di plastica (l’equivalente di un camion della spazzatura pieno ogni minuto).
  • Circa 1,5 milioni di animali muoiono ogni anno dopo aver ingerito vari tipi di plastica.
  • L’impatto riguarda anche la nostra salute: gli ftalati (sostanze usate per ammorbidire la plastica) sono stati trovati nel 99,6% delle donne in gravidanza, aumentando il rischio di malformazioni nei bebè.

“Se l’attuale tendenza prosegue, nel 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesce. […] Ogni anno, la popolazione mondiale getta una quantità di plastica che sarebbe sufficiente a fare quattro volte il giro del mondo. Almeno otto milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, l’equivalente di un camion della spazzatura pieno ogni minuto, causando la morte di un milione di uccelli di mare e centomila mammiferi marini.”

António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite

“Bye Bye Plastica”: la sfida quotidiana di Sophie Noucher

Di fronte a questo scenario, dire “no” alla plastica può sembrare un’impresa difficile, ma un approccio concreto e sostenibile è possibile. Nel suo libro “Bye Bye Plastica”, l’autrice Sophie Noucher ha cercato di capire come ridurre ed eliminare la plastica in modo del tutto realistico nella vita di tutti i giorni.

Con un tono leggero e divertente, l’autrice condivide la sua esperienza personale, affiancando a riflessioni importanti tantissimi consigli “smart” e trucchetti facilmente applicabili da tutta la famiglia. Il libro passa in rassegna tutte le situazioni quotidiane in cui ci ritroviamo ad avere a che fare con la plastica: dalla spesa alla cucina, dai cosmetici all’abbigliamento, fino ai mobili e ai giocattoli dei bambini.

Consigli pratici: come rinunciare alla plastica passo dopo passo

Ecco alcune delle alternative facili e delle soluzioni “zero waste” da mettere subito in pratica:

plastica come imballaggio

1- Al supermercato e per la spesa

  • Borse riutilizzabili: Porta sempre con te borse di tessuto, cesti di vimini o sacchetti di carta anziché acquistare nuove borse in plastica.
  • Banna i super imballaggi: Evita gli alimenti inutilmente impacchettati (come la noce di cocco o le singole verdure avvolte nella pellicola!).
  • Privilegia lo sfuso: Scegli prodotti sfusi o orientati verso confezioni riciclabili in vetro o cartone.

2- In cucina e in tavola

  • Acqua del rubinetto: Sostituisci l’acqua in bottiglie di plastica con l’acqua del rubinetto, conservandola in caraffe o bottiglie di vetro.
  • Padelle sicure: Cambia gradualmente le vecchie padelle antiaderenti in teflon con modelli rivestiti in ceramica o acciaio inox.
  • Addio alla pellicola: Sostituisci la pellicola trasparente di plastica con involucri riutilizzabili e lavabili realizzati in cera d’api (beeswax wrap).

3. Igiene, cosmetici e pulizie di casa

  • Cosmetici naturali fatti in casa: Sperimenta ricette semplici per preparare dentifricio, deodorante e prodotti naturali per la cura del corpo, eliminando flaconi e tubetti di plastica.
  • Pulizie ecologiche: Con aceto, acido citrico e sapone nero, fare le pulizie di casa diventa un gioco da ragazzi e non richiede flaconi detergenti in plastica.

4. Abbigliamento e casa

  • Materiali naturali: Scegli abiti, accessori e giocattoli in tessuti e materiali naturali (cotone, lino, legno) per prenderti cura della tua famiglia ed evitare il rilascio di microplastiche nei lavaggi.

Se desideri esplorare tutte le alternative facili, le nuove proposte e i consigli pratici per liberarvi dall’onnipresenza della plastica, scopri il libro “Bye Bye Plastica” di Sophie Noucher (Edizioni Il Punto d’Incontro): una guida ricca di entusiasmo per guidare la tua famiglia verso uno stile di vita più sano, sostenibile e rispettoso del pianeta.