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Nisargadatta Maharaj: la verità per chi vuole conoscere

Nisargadatta Maharaj: la verità per chi vuole conoscere

Maharaj: come conoscere l’IO

Prima della coscienza. Ultime conversazioni con Sri Nisargadatta MaharajNisargadatta Maharaj nasce a Bombay. Inizialmente impiegato e poi proprietario di otto negozietti, Maharaj sembra non essere pienamente appagato della sua vita materiale.

Si sposa e ha quattro figli, ma dopo essere entrato in contatto con il guru Siddharameshwar Maharaj e aver raggiunto la realizzazione, decide di abbandonare la famiglia e la sua attività per vagabondare. Ben presto, però, capirà che vagabondare non ha nessun significato, piuttosto bisogna vivere una vita attiva di azione distaccata. Così torna a Bombay e dopo essersi occupato del suo negozietto per un po’, si ritira nel suo ashram, che in realtà è un soppalco realizzato nella sua umile casa.

Il maestro Nisargadatta Maharaj

Il suo ashram accoglierà numerosi seguaci, interessati ad ascoltare il maestro, che riceveva due volte al giorno. Egli afferma di non essere una persona erudita e si permette di parlare soltanto attraverso la sua conoscenza o esperienza personale.

Nisargadatta Maharaj parlava solo in marathi e ad ogni incontro era presente un interprete, non sempre lo stesso, che traduceva ai suoi numerosi seguaci il messaggio. Era molto schietto e acuto e insegnava solo la più alta verità. Intratteneva discorsi con i suoi fedeli, rispondendo alle loro domande mediante risposte che non erano mai quelle che ci si potevano aspettare.

Cosa ci insegna Nisargadatta Maharaj

Nisargadatta MaharajIl punto centrale del pensiero di Nisargadatta Maharaj ha a che fare con la verità. Finché l’uomo non si libererà dalle false identificazioni, dalle illusioni e dalle presunzioni di vario genere, egli non potrà trovarsi faccia a faccia con la verità eterna latente nel suo stesso sé.

Le sue parole sono state: “Ciò che la mente inventa, la mente distrugge. Ma il reale non è inventato e non può essere distrutto”.

Tuttavia, abbiamo anche bisogno del corpo. Infatti, la coscienza può essere consapevole di se stessa solo quando si manifesta in forma fisica. La coscienza è latente in tutti i cinque elementi; essa è universale, impersonale e onnipervasiva. Tutto è coscienza e questo è ciò che siamo attualmente.

La coscienza agisce attraverso la combinazione dei tre guna, sattva (essere-luce-purezza), tamas (inerzia-passività-oscurità), rajas (attività-passione-energia).

Cosa accade quando una di queste forme “muore”? La risposta a questa domanda la trovi nel libro Prima della coscienza. Ultime conversazioni con Nisargadatta Maharaj a cura di Jeann Dunn, sua stretta seguace. Il libro contiene la raccolta dei dialoghi intercorsi tra il maestro e suoi seguaci dal 1980 al 1981, anno della morte di Nisargadatta Maharaj.

Prima della coscienza. Ultime conversazioni con Sri Nisargadatta Maharaj

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