{"id":2365,"date":"2014-01-16T09:53:34","date_gmt":"2014-01-16T08:53:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=2365"},"modified":"2025-02-06T15:29:33","modified_gmt":"2025-02-06T14:29:33","slug":"il-debito-pubblico-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/il-debito-pubblico-in-italia.html","title":{"rendered":"Il debito pubblico in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>debito pubblico italiano<\/strong>, ossia il debito che lo Stato italiano accumula nei confronti di banche, stati esteri, imprese e chiunque avanzi credito in genere per aver acquistato titolo di stato, si forma nel tentativo di colmare il <strong>disavanzo tra entrate e uscite<\/strong> (disavanzo = pi\u00f9 uscite che entrate). Nel 2011, il debito pubblico italiano ammontava alla stratosferica cifra di 1.897 miliardi di euro. Per di pi\u00f9, gli strumenti che l\u2019Italia ha in mano per ripagare questo debito non si dimostrano tra i pi\u00f9 efficaci, giacch\u00e9 se da un lato lo Stato <strong>aumenta la pressione fiscale<\/strong> riducendo la spesa pubblica (a danno dei cittadini), dall\u2019altro pu\u00f2 decidere di <strong>contrarre un altro debito<\/strong> per coprire il primo, dando cos\u00ec avvio a un circolo vizioso da cui \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile sfuggire.<\/p>\n<p><em>Ma come si \u00e8 formato il debito pubblico?<\/em><\/p>\n<p>Al tempo del <strong>boom economico<\/strong> degli anni \u201860, il debito pubblico italiano era molto basso. Gi\u00e0 duranti gli anni \u201870 tuttavia inizia a salire, per poi subire un\u2019impennata negli anni \u201880, anni che si profilano come caratterizzati dalla cosiddetta <strong>esplosione del debito pubblico<\/strong>. Ad accendere la miccia \u00e8 nel 1981 la fine dell\u2019intervento della <strong>Banca d\u2019Italia<\/strong> per l\u2019acquisto dei <strong>titoli di Stato rimasti invenduti<\/strong>. A partire da quell\u2019anno dunque la Banca d\u2019Italia smette di acquistare i titoli, i quali passano in mano alla speculazione privata, sia italiana sia estera. La questione di fondo rimane dunque imperniata attorno agli interessi. Interessi che si creano allorch\u00e9 l\u2019Italia si vede costretta a <strong>vendere a banche private i propri titoli di Stato<\/strong>. Chiaramente, c\u2019\u00e8 una grossa differenza tra il pagare interessi a terzi e pagarli alla Banca d\u2019Italia, cio\u00e8 a se stessi. Di fatto l\u201985% del debito pubblico italiano \u00e8 detenuto da istituti finanziari italiani ma soprattutto esteri.<\/p>\n<p>In tempi di crisi, \u00e8 facile e lecito addebitare alla classe politica \u2013 di qualunque schieramento \u2013 il <strong>tracollo del Paese<\/strong>. L\u2019atteggiamento poco coraggioso, arroccato a proteggere i propri interessi, di un certo modo di far politica contribuisce a questa sensazione poco confortante, nella quale una certa parte di verit\u00e0 \u00e8 presente. Non va per\u00f2 dimenticato che oggigiorno <strong>la politica \u00e8 nelle mani dell\u2019economia<\/strong>, cio\u00e8 risponde alle <strong>oligarchie finanziarie<\/strong> che emettono denaro e controllano i settori pi\u00f9 importanti per la vita del cittadino: alimentazione, energia, medicina, istruzione, informazione. Diventare consapevoli di questo fatto e trasformarsi in cittadini informati \u00e8 il primo importante passo per dare un valido contributo alla <strong>risoluzione di qualunque crisi<\/strong>.<\/p>\n<p>Tratto da: <strong>Andrea Bizzocchi, <a title=\"E io non pago!\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/e-io-non-pago-libro.html\" target=\"_blank\">E io non pago!<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il debito pubblico italiano, ossia il debito che lo Stato italiano accumula nei confronti di banche, stati esteri, imprese e chiunque avanzi credito in genere per aver acquistato titolo di stato, si forma nel tentativo di colmare il disavanzo tra entrate e uscite (disavanzo = pi\u00f9 uscite che entrate). Nel 2011, il debito pubblico italiano ammontava alla stratosferica cifra di 1.897 miliardi di euro. 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