{"id":2472,"date":"2014-02-03T10:47:44","date_gmt":"2014-02-03T09:47:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=2472"},"modified":"2025-03-19T17:06:33","modified_gmt":"2025-03-19T16:06:33","slug":"arte-fusione-con-l-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/arte-fusione-con-l-altro.html","title":{"rendered":"L&#8217;arte della fusione con l&#8217;altro"},"content":{"rendered":"<p>Proviamo a immaginare un contesto piuttosto comune. \u00c8 luned\u00ec mattina, fuori piove, fa freddo, ci siamo alzati di malavoglia e ci prepariamo per andare al lavoro. Il solo pensiero per\u00f2 <strong>ci mette subito di malumore<\/strong>: non bastasse la giornata grigia, l\u2019idea di ritrovarci ad affrontare un\u2019altra settimana magari con quel collega o quel capoufficio con cui non andiamo proprio d\u2019accordo ci deprime ancora di pi\u00f9. E il nostro luned\u00ec mattina non inizia certo nel migliore dei modi.<\/p>\n<p>Ma se \u00e8 vero che sulle condizioni climatiche possiamo ben poco, abbiamo molte frecce al nostro arco per decidere di <strong>cambiare il modo in cui affrontiamo la giornata<\/strong> e le persone che incontriamo. S\u00ec, anche quelle \u201cdifficili\u201d. Come? Sviluppando <strong>tecniche mentali di autodifesa<\/strong> e <strong>persuasione<\/strong> in modo da contrastare in maniera non violenta ed efficace qualsiasi situazione problematica si presenti. Tra queste, una tecnica fondamentale si chiama \u201c<strong>empatia<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fondersi con l\u2019altro<\/strong>, entrare in empatia con lui, comporta innanzitutto imparare a mostrare un\u2019immediata <strong>comprensione verso il comportamento di chi ci sta di fronte<\/strong>. Questo non vuol dire iniziare a dare ragione con aria di sufficienza, bens\u00ec fare nostre le ragioni di chi ci si oppone, fino ad arrivare a <strong>copiarne i movimenti<\/strong>, il <strong>modo di parlare<\/strong> e perfino il <strong>respiro<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 funziona? Essere in <strong>sintonia empatica<\/strong> \u00e8 una delle forme di comunicazione pi\u00f9 importanti, tanto da essere addirittura considerata un <strong>meccanismo inconscio legato alla sopravvivenza<\/strong>. La familiarit\u00e0 che nasce attraverso questa tecnica diventa un <strong>segnale di sicurezza<\/strong> e la sicurezza \u00e8 un valore assoluto per la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Questo <strong>immedesimarci nell\u2019altro<\/strong> non ci d\u00e0 dunque solo la possibilit\u00e0 di pensare come lui, ma crea anche nel nostro oppositore un potentissimo <strong>effetto di auto-riconoscimento<\/strong> che lo spinge a riconoscersi in noi, <strong>riducendone immediatamente il livello di tensione<\/strong>. Mettendo in risalto ci\u00f2 che abbiamo in comune, <strong>le resistenze e l\u2019antagonismo scompaiono<\/strong> e, soprattutto, si dialoga direttamente con la parte pi\u00f9 emozionale, pi\u00f9 vera e istintuale del nostro interlocutore, cosa che lo porter\u00e0 a <strong>cambiare atteggiamento<\/strong> nei nostri confronti. E il luned\u00ec \u00e8 salvo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proviamo a immaginare un contesto piuttosto comune. \u00c8 luned\u00ec mattina, fuori piove, fa freddo, ci siamo alzati di malavoglia e ci prepariamo per andare al lavoro. Il solo pensiero per\u00f2 ci mette subito di malumore: non bastasse la giornata grigia, l\u2019idea di ritrovarci ad affrontare un\u2019altra settimana magari con quel collega o quel capoufficio con cui non andiamo proprio d\u2019accordo ci deprime ancora di pi\u00f9. E il nostro luned\u00ec mattina non inizia certo nel migliore dei modi. 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