{"id":279,"date":"2011-10-25T12:22:38","date_gmt":"2011-10-25T10:22:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=279"},"modified":"2025-04-25T14:10:33","modified_gmt":"2025-04-25T12:10:33","slug":"intervista-a-pierre-pellizzari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/intervista-a-pierre-pellizzari.html","title":{"rendered":"Intervista a Pierre Pellizzari"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a <strong>Pierre Pellizzari<\/strong>, che ci parla del suo libro <em><strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/consigli-di-benessere-alimentare-libro.html\" rel=\"noopener\" title=\"Consigli di benessere alimentare libro\">Consigli di benessere alimentare<\/a><\/strong><\/em>, un manuale utile e originale per analizzare le nostre abitudini alimentari, trovare le incoerenze e porvi rimedio senza drastici sconvolgimenti.<\/p>\n<p><strong>Cosa possiamo fare per renderci conto degli errori che facciamo mangiando, anche in relazione al fatto che molte abitudini sono ormai fortemente radicate nella nostra dieta?<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo rendercene conto dai disturbi fisici che possiamo osservare nel sistema digerente, come flatulenza o acidit\u00e0 di stomaco, o dalla sonnolenza, dal mal di testa, ecc. Si diventa pi\u00f9 consapevoli cominciando con piccoli esercizi di auto-osservazione: come mi sento? Ho caldo? Ho freddo? Il cibo che mangio quale sapore ha? Mi fa bene o mi fa male? Continuando cos\u00ec si arriva presto ad essere consapevoli del proprio corpo.<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro lei dice che dovremmo \u201cimparare ad ascoltare il nostro corpo\u201d, una cosa apparentemente semplice, ma in realt\u00e0 spesso trascurata\u2026.<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo devo dire che ha ragione. Nel mondo moderno ci abituano e ci insegnano a ricevere la pappa pronta e a riflettere poco di fronte agli stimoli del consumismo. Se c\u2019\u00e8 un filo conduttore nel mio lavoro e nei miei libri, \u00e8 proprio quello di voler provocare la gente, farla prendere coscienza di alcune assurdit\u00e0 del loro comportamento o delle notizie che ci vengono propinate e aiutarli a diventare pi\u00f9 consapevoli. Si osserva spesso, a proposito dei maschi, che questi sono capaci di rendersi conto immediatamente se c\u2019\u00e8 qualcosa che non quadra nel funzionamento del motore della loro macchina, o se hanno una gomma sgonfia, ecc\u2026 Bisognerebbe trasporre questa abilit\u00e0 anche nell\u2019osservazione del proprio corpo. Non \u00e8 difficile, solo che non ci siamo abituati e nessuno ci ha mai detto di farlo.<\/p>\n<p><strong>Molto spesso, una volta individuati i comportamenti da evitare, \u00e8 difficile seguirli sempre: spesso i nostri ritmi di vita ci impongono magari pasti veloci e \u201cmalsani\u201d. Cosa consiglia in questi casi?<\/strong><\/p>\n<p>Prima di tutto, \u00e8 necessario renderci conto delle assurdit\u00e0 del nostro comportamento: vietiamo che si diano degli zuccherini ai cani o ai cavalli e poi regaliamo lecca-lecca ai nostri bambini\u2026 Quindi cominciamo con piccole cose, tra cui, per esempio evitare il consumo di zucchero bianco. Per quanto riguarda i pasti veloci e malsani, con un po\u2019di consapevolezza possiamo legare la sonnolenza o l\u2019acidit\u00e0 di stomaco ad una di queste abitudini o, piuttosto, a uno di questi \u2018conformismi\u2019. Una volta che abbiamo fatto il collegamento, possiamo decidere quale via prendere; almeno possiamo decidere di provare a mangiare una minore quantit\u00e0 di cibo o meno velocemente.<\/p>\n<p><strong>In relazione a questo, secondo lei quanto nella nostra dieta \u00e8 frutto dell\u2019abitudine e quanto invece ci \u00e8 effettivamente necessario?<\/strong><\/p>\n<p>Nella nostra dieta la maggior parte dei comportamenti \u00e8 frutto delle abitudini e delle convenzioni sociali. Per esempio, nessuno di noi mangia e beve quando sente veramente di avere fame o sete. Mangiamo perch\u00e9 \u00e8 ora di mangiare e quando per caso abbiamo digiunato, entriamo in crisi proprio nel momento in cui riflettiamo sul fatto che \u2018abbiamo saltato un pasto\u2019\u2026!<\/p>\n<p><strong>Nella nostra societ\u00e0 l\u2019abuso di alcol \u00e8 un problema reale, in particolare anche in relazione alle abitudini dei giovani, che ne fanno un uso sempre pi\u00f9 largo\u2026 che problemi comporta questo?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che l\u2019alcol, in qualsiasi quantit\u00e0, sia nocivo, o almeno un elemento di disturbo. Ubriaca infatti un certo numero di cellule e perci\u00f2 ne inibisce il sano comportamento. Per esempio, io sono quasi astemio, anche se il gusto del vino mi piace abbastanza, e mi basta bere un fondo di bicchiere di vino e me lo sento subito montare alla testa, mi sento un po\u2019 disturbato. Certamente, se mi si misurassero i parametri di riflesso o velocit\u00e0 mentale, avrei un leggero calo. Questo mi fa pensare che le persone che possono assimilare maggiori quantitativi di alcol ci riescono solo perch\u00e9 il loro corpo \u00e8 abituato. Non per questo comunque le loro cellule non sono disturbate. E se, quando le nostre cellule sono ubriache, subiamo uno stimolo pericoloso dall\u2019esterno, questo riesce a fare del male all\u2019organismo proprio approfittando di un sistema di difesa un po\u2019 disorganizzato, o almeno rilassato. E, come dico sempre, se l\u2019alcol facesse bene, perch\u00e9 non ci consigliano di darne un po\u2019 ai neonati? Perch\u00e9 i veterinari non consigliano di darne anche ai nostri animali domestici (che, detto tra noi, non lo vorrebbero mai bere\u2026)?<\/p>\n<p><strong>Un aspetto su cui lei insiste molto \u00e8 l\u2019importanza di usare prodotti biologici, ma in modo \u201ccritico\u201d, cio\u00e8 accertandosi sempre della loro effettiva provenienza e composizione.<\/strong><\/p>\n<p>Generalmente mi accontento della certificazione di \u2018biologico\u2019, perch\u00e9, come scrivo anche nel mio libro, il biologico \u00e8 affidabile e sicuro al 95%. Riprendendo le sue parole, direi che non sono molto \u201ccritico\u201d: quello che dico \u00e8 che i prodotti biologici elaborati (come polpette, dolci o creme) hanno un costo molto elevato, anche a causa dei processi a cui sono sottoposti, mentre i prodotti grezzi (cereali, tofu) hanno un costo basso; visto che si associa il biologico all\u2019idea di un mangiare caro, mostro che il prezzo dipende dai cibi che si scelgono. Per quanto riguarda la frutta e la verdura sono pi\u00f9 critico, perch\u00e9 purtroppo, dal momento che non c\u2019\u00e8 un grande \u2018giro\u2019 di merce nei negozi e che questi per comodit\u00e0 gestionale ordinano, per esempio, l\u2019insalata solo una o due volte alla settimana, non mi va di mangiare insalata vecchia di 3-4 giorni, anche se biologica, preferisco farne a meno o al limite mangiarla surgelata o al limite ancora non biologica. Poi, visto che il biologico \u00e8 diventato un business, anche qui c\u2019\u00e8 gente poco onesta che, sfruttando quello che la legge consente, chiama \u2018integrale\u2019 per esempio uno zucchero di canna quasi bianco, che per me ormai non ha pi\u00f9 niente di integrale\u2026 Oppure scrive biologico su un prodotto che ha parecchi componenti non biologici\u2026 Quindi in questo senso faccio attenzione e sono pi\u00f9 che \u201ccritico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro lei presenta anche una sezione di consigli pratici, piccole cose da cui per\u00f2 possiamo ricavare effetti benefici. Un esempio \u00e8 il riuso dell\u2019acqua di cottura delle verdure: perch\u00e9 riutilizzarla e come?<\/strong><\/p>\n<div align=\"justify\">E\u2019 vero. Mi piace condividere le mie scoperte. Mi piace evitare i comportamenti assurdi. Il pi\u00f9 evidente \u00e8 l\u2019uso del miele per zuccherare le tisane: mettendo miele nel liquido bollente il risultato sar\u00e0 quello di aver ucciso gran parte delle vitamine e tutti gli enzimi del miele, che sono proprio quelli che fanno del miele un prodotto utile per la salute\u2026 Per quanto riguarda l\u2019acqua di cottura delle verdure, \u00e8 la stessa cosa: cucinando le verdure, l\u2019acqua si carica di vitamine e di sali minerali. Non ha senso buttarla: si pu\u00f2 benissimo usare quest\u2019acqua come base per un brodo vegetale o addirittura come acqua di cottura della pasta\u2026 Se andate in Africa e vedete come si comporta la gente, vedrete che non buttano niente di quello che pu\u00f2 essere riutilizzato\u2026 \u00e8 questione di buonsenso.<\/div>\n<p><strong>Migliorare la propria alimentazione pu\u00f2 anche essere divertente: lei ci parla ad esempio della \u201cproduzione\u201d di germogli a partire dai semi pi\u00f9 svariati: cosa sono e come possono essere usati?<\/strong><\/p>\n<p>I germogli sono delle piantine che nascono da semi. Quando un seme germoglia, non \u00e8 chiaro il perch\u00e8, ma il suo contenuto di vitamine si alza di 10 volte! Quindi diventa un cibo ipersalutare, che inoltre \u00e8 possibile mangiare crudo, perch\u00e9 si \u00e8 ammorbidito. I germogli ci permettono di assaporare tanti diversi semi, generalmente di cereali, ma anche di verdure o fiori (per esempio semi di ravanello, di zucca o di papavero). Si mangiano generalmente nell\u2019insalata, oppure anche cos\u00ec come sono, a cucchiaiate. Hanno tutti un sapore leggermente amaro, dovuto proprio alla presenza delle vitamine.<\/p>\n<p><strong>I suoi consigli fanno scoprire al lettore che anche piante come il trifoglio o il tarassaco, \u201cerbacce\u201d da giardino, sono un prezioso contributo alla nostra salute. assieme a questi, quali altri vegetali che crescono spontaneamente nei nostri giardini possiamo utilizzare?<\/strong><\/p>\n<p>Quasi tutte le \u201cerbacce\u201d hanno delle propriet\u00e0 curative, per questo si pu\u00f2 far riferimento al libro di Maria Treben <em>La farmacia del Signore<\/em>. Per quanto riguarda il cibo vero e proprio, da mangiare in quantit\u00e0, uso solo il tarassaco, con poca piantaggine e poco trifoglio; le altre erbe (salvia, origano, rabarbaro, basilico, ecc.) le ho piantate io e non sono \u201cerbacce\u201d. In questo ambito ci sarebbe molto da sperimentare, studiare e scoprire, ma purtroppo non posso dedicarmi anche a questo, almeno per il momento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Pierre Pellizzari, che ci parla del suo libro Consigli di benessere alimentare, un manuale utile e originale per analizzare le nostre abitudini alimentari, trovare le incoerenze e porvi rimedio senza drastici sconvolgimenti. Cosa possiamo fare per renderci conto degli errori che facciamo mangiando, anche in relazione al fatto che molte abitudini sono ormai fortemente radicate nella nostra dieta? 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