{"id":2995,"date":"2014-05-02T11:54:28","date_gmt":"2014-05-02T09:54:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=2995"},"modified":"2021-08-03T17:39:02","modified_gmt":"2021-08-03T15:39:02","slug":"se-leconomia-reale-cioe-la-gente-perde-e-sempre-perche-la-finanza-vince","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/se-leconomia-reale-cioe-la-gente-perde-e-sempre-perche-la-finanza-vince.html","title":{"rendered":"Se l\u2019economia reale (cio\u00e8 la gente) perde, \u00e8 sempre perch\u00e9 la finanza vince"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>finanza<\/strong> e l\u2019<strong>economia reale<\/strong> sono due mondi a parte, lontanissimi tra loro anche se vengono fatti passare per attigui, quasi complementari, addirittura indispensabili l\u2019uno all\u2019altro. La finanza, di riffa o di raffa, non \u00e8 altro che <strong>speculazione<\/strong>, mentre l\u2019economia reale, almeno nella sua accezione pi\u00f9 pura e idealistica, pu\u00f2 fornire alcuni benefici agli esseri umani (in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec, ma user\u00f2 questa linea di pensiero per portare avanti il discorso). Come chiunque in questi ultimi anni ha potuto osservare, l\u2019una, cio\u00e8 l\u2019economia reale, paga per gli \u201cerrori\u201d dell\u2019altra, cio\u00e8 la <strong>speculazione finanziaria<\/strong>. Cio\u00e8 chi ha subito il danno deve provvedere a pagare per chi il danno lo ha causato, cos\u00ec che chi lo ha causato pu\u00f2 continuare indisturbato a causarne altri.<\/p>\n<p>Si pone per\u00f2 una domanda da un milione di dollari. Fatto 1 il valore dell\u2019economia quello della finanza \u00e8 pari circa a 20. Come pu\u00f2 dunque l\u2019economia reale (la gente) a pagare per gli \u201cerrori\u201d della finanza? Non pu\u00f2. Questo \u201cpagamento\u201d \u00e8 matematicamente impossibile visto che 1 non pu\u00f2 pagare 20. \u201c1\u201d pu\u00f2 rifinanziarsi attraverso gli interessi e cos\u00ec il <strong>debito globale<\/strong> (il debito di Stati, aziende, popolazioni) cresce. In qualche modo per\u00f2 l\u2019economia reale (sempre la gente) \u201cpaga\u201d. Paga infatti attraverso l\u2019<strong>aumento di tasse<\/strong>, imposte, <strong>privatizzazioni<\/strong>, <strong>tagli sociali<\/strong> e via dicendo, cio\u00e8 l\u2019economia reale (sempre la stessa gente di cui sopra) si impoverisce progressivamente sempre pi\u00f9 cedendo beni e\u00a0 risorse alla finanza. Nei fatti la finanza domina dunque l\u2019economia reale sovrapponendoglisi, condizionandola, dirigendola. Per farla breve, se andiamo alla radice della questione senza perderci in discorsi demagogici e alla fin fine fuorvianti, la finanza non \u00e8 altro che uno strumento (tra i tanti) che le <strong>oligarchie finanziarie<\/strong> utilizzano per controllare risorse e popolazioni. La finanza, quando si arriva alla resa dei conti, non pu\u00f2 che avvantaggiare pochi (pochi che sono sempre meno ma si arricchiscono sempre pi\u00f9) e svantaggiare molti (che proporzionalmente si impoveriscono sempre pi\u00f9).<\/p>\n<p>Forse la gente comune non lo sa ma la finanza specula su tutto: sul grano, sull\u2019acqua, sulle aziende sull\u2019euro, sull\u2019Italia, sulla Grecia, sui terremoti, sugli uragani e via dicendo. Pi\u00f9 o meno funziona cos\u00ec. Dei commercianti che vendono il grano capiscono che i <i>downsides<\/i> della vendita al dettaglio (la merce va lavorata, trasportata, pu\u00f2 andare a male, bisogna pagare i dipendenti, i margini sono ridotti ecc.) sono molti e per contro gli <i>upsides<\/i> molto pochi. Decidono dunque di non vendere pi\u00f9 il grano ma di <strong>speculare sul grano<\/strong>. Prendono a vendere e a scambiarsi \u201cfoglietti\u201d (vedi il libro \u201c<i>La favola della crisi<\/i>\u201d, autori Hern\u00e1n Casciari e il sottoscritto, Ed. Enea, 2013) grazie ai quali vendono il grano sempre pi\u00f9 velocemente, sempre pi\u00f9 freneticamente, ma solo tra di loro. Il grano non viene \u00a0venduto davvero, rimane stivato in un qualche magazzino o in una qualche nave cisterna al largo di una qualche costa in attesa di un qualche ok per scaricarlo e portarlo ai supermercati, ok che per\u00f2 non arriva mai o quasi. La <strong>Fiat<\/strong> ad esempio, per chi non lo avesse ancora capito, non produce pi\u00f9 automobili come fonte di guadagno diretto, bens\u00ec come mezzo per poi speculare sui <strong>prodotti finanziari<\/strong> grazie (si fa per dire) ai quali la gente <strong>compra l\u2019auto a rate<\/strong>. Torniamo al grano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La finanza e l\u2019economia reale sono due mondi a parte, lontanissimi tra loro anche se vengono fatti passare per attigui, quasi complementari, addirittura indispensabili l\u2019uno all\u2019altro. La finanza, di riffa o di raffa, non \u00e8 altro che speculazione, mentre l\u2019economia reale, almeno nella sua accezione pi\u00f9 pura e idealistica, pu\u00f2 fornire alcuni benefici agli esseri umani (in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec, ma user\u00f2 questa linea di pensiero per portare avanti il discorso). 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