{"id":359,"date":"2011-10-27T09:06:41","date_gmt":"2011-10-27T07:06:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=359"},"modified":"2016-09-19T13:32:22","modified_gmt":"2016-09-19T11:32:22","slug":"doris-lessing-testimonianze-da-unanima-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/doris-lessing-testimonianze-da-unanima-forte.html","title":{"rendered":"Doris Lessing: testimonianze da un&#8217;anima forte"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono autori che hanno fatto la storia della letteratura moderna. Tra quelli a cui \u00e8 possibile riconoscere senza riserve un tale attributo pochissimi sono ancora in vita e incontrarli rappresenta perci\u00f2 un evento straordinario. Un grazie pertanto al Comune di Roma che con il Festival Internazionale LETTERATURE, gi\u00e0 alla seconda edizione (Basilica di Massenzio dal 21 maggio al 20 giugno) offre, oltre alla possibilit\u00e0 di fruire gratuitamente di ottima letteratura, di vedere taluni di questi numi letterari mondiali.<\/p>\n<p>L\u2019incontro con Doris Lessing, primo autore invitato alla manifestazione, \u00e8 denso di presagi: il clima della giornata che si annuncia a tratti tempestosa a tratti primaverile, come la complessa biografia della scrittrice, il traffico della citt\u00e0 che sin dal mattino sembra pi\u00f9 congestionato che mai, come tumultuosi sono gli anni che ha attraversato da protagonista, il fatto che da qualche giorno, prima che sapessi del suo arrivo, stavo rileggendo un suo testo, reperito sulla rete, in memoria di un personaggio, di cui dir\u00f2 poi, che \u00e8 stato ingrediente fondamentale della sua esperienza di donna e di scrittrice.<\/p>\n<p>Presagi che accompagnano la comparsa di uomini e donne forti, temprati dalle esperienze della vita prima che dall\u2019attivit\u00e0 intellettuale e che da tale fucinatura attingono la magia di far sognare a distanza attraverso il movimento degli elementali piuttosto che delle parole. Del resto la grandezza di un uomo o una donna, anche in maniera indipendente dal loro successo letterario, si misura dal loro rigore d\u2019animo, non certo dagli stilemi estetici che, semmai, possono eventualmente costituire cifra comunicativa di gran livello a patto che riescano a spingersi nella profondit\u00e0 di tale rigore, come accade per la Lessing.<\/p>\n<p>Da un personaggio cos\u00ec forte non c\u2019\u00e8 mai da attendersi conferme. Meno che mai da questa donna troppo navigata tra le cose del mondo, vissute sulla sua pelle, per arrendersi alle frivolezze da salotto o alle scontatezze delle interviste, troppo intrisa di ricerca interiore per compiacere le attese degli addetti ai lavori anzich\u00e9 esprimere la propria verit\u00e0 raggiunta. Cos\u00ec l\u2019incontro ha mostrato una doppia divertente dimensione: quella dell\u2019autore che, esprimendo se stesso, distrugge i luoghi biografici comuni, e lo spaesamento di chi, intorno, si aspettava probabilmente qualcuno da etichettare secondo schemi riconosciuti; di chi si aspettava, in quanto addetto ai lavori, panegirici intellettuali invece dell\u2019immediatezza dell\u2019empirismo dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Il personaggio di cui dicevo sopra \u00e8 Idries Shah, scrittore e Maestro Sufi, scomparso nel \u201996, autore, tra tante cose, del monumentale <em>I Sufi<\/em> con prefazione, nell\u2019edizione originale inglese, di Robert Graves (in Italia \u00e8 pubblicato da Edizioni mediterranee). Alla domanda circa l\u2019influenza del Sufismo sulle sue opere Doris ha risposto: <em>\u201cDirei che nessuno dei miei libri \u00e8 direttamente influenzato dal Sufismo. Questa filosofia opera su un livello molto pi\u00f9 elevato di quanto io possa mai sperare di raggiungere. Non \u00e8 sbagliato notare che ho scritto un libro, Il Taccuino d\u2019Oro<\/em>(Feltrinelli \u2013 1964<em>), molto prima di venire in contatto con un Maestro Sufi. Ebbene in questo libro peroravo la causa di una visione del mondo che non fosse una suddivisione in compartimenti stagni. Questa visione, come ho scoperto poi, \u00e8 uno dei cardini del punto di vista Sufi. Tuttavia \u00e8 ormai molto tempo che mi dedico allo studio del Sufismo e sarebbe strano se tale profonda filosofia non si fosse insinuata indirettamente anche nel mio lavoro.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Ecco, questa risposta \u00e8 emblematica di tale influenza sulla sua vita prima che sulla sua letteratura. Infatti se avesse indicato precisamente i libri sarebbe venuta meno all\u2019insegnamento pragmatico dei Sufi che prescrive che ogni cognizione deve nascere da se stessi e che, se si \u00e8 pronti alle scoperte, basta una semplice indicazione. Inoltre mostra che ogni autentica via spirituale si propone, come ineluttabile affinit\u00e0, solo dopo avere gi\u00e0 percorso da s\u00e9, spinti dalle proprie profonde ispirazioni e intuizioni, il cammino preparatorio. Senza contare la giusta dose di modestia.<\/p>\n<p>Ho iniziato il resoconto da questa domanda, giunta a met\u00e0 incontro, perch\u00e9 tutta l\u2019intervista \u00e8 stato un compendio di questo punto di vista filosofico pratico teso a smontare luoghi comuni e condizionamenti. Anche in considerazione del fatto che quasi tutte le biografie, compresa quella sintetica nella cartella stampa, tacciono su questo fondamentale punto del percorso della scrittrice, senza il quale non \u00e8 possibile interpretare compiutamente le sue opere, n\u00e9 valutare nella sua interezza il personaggio umano.<\/p>\n<p>Naturalmente ci sono stati frammenti di utili informazioni. Come la lezione sulle regole del racconto classico, come Mara e Dann, di prossima uscita da Fanucci, fondato sui tre punti, accettati da tutte le culture oltre a quella della filmografia di Bollywood: giovani in circostanze terribili che si salvano con la forza del carattere, sconfitta del personaggio cattivo, lieto fine. Le ipotesi sul perch\u00e9 la carriera dello scrittore abbia spesso andamento ondulatorio. L\u2019opinione della scrittrice sulla difficolt\u00e0 di definire univocamente i propri libri sospesi tra realismo e fantascienza. Sull\u2019esperienza di Doris con il cinema quando da Memorie di una sopravvissuta (Lucarini 1986 \u2013 Fanucci 2003) fu tratto nel 1981 un film che, nel suo fiasco, aveva il pregio di avere come interprete Julie Christie (\u201cDel resto il libro \u00e8 troppo pieno di \u2018immaginazione\u2019 per poter sperare di poter essere ben tradotto in un film\u201d). Sul fatto che le piace molto partecipare ai festival letterari perch\u00e9 si incontra gente che ama i libri.<\/p>\n<p>Ma le chicche pi\u00f9 interessanti, nel loro mostrarci quest\u2019anima genuina di donna in ricerca, pronta a mettersi in discussione senza riserve, arrivano quando le viene chiesto del suo impegno politico e del suo lavoro intenso a favore dell\u2019identit\u00e0 femminile, due pilastri della immagine corrente della scrittrice e, naturalmente, connotati importanti della nota biografica distribuita per l\u2019occasione. Vale la pena riportare integralmente le risposte di Lessing sui due argomenti:<\/p>\n<p><em>\u201cE\u2019 una grande leggenda che io sia una specie di Giovanna d\u2019Arco e che abbia vissuto la mia vita con questo stile. E\u2019 assolutamente falso. Ho detestato e detesto la \u2018macchina\u2019, gli ingranaggi della politica. La so troppo lunga per non sapere che questo genere di cose sono successe e sono ormai, come dire, scolpite nel marmo. Non credo ai grandi movimenti. Non ci credo pi\u00f9 perch\u00e9 non durano e non sono efficaci. Non servono a niente. Credo invece all\u2019impegno di breve periodo, specifico. Di piccoli gruppi politici che abbiano un obiettivo chiaramente definito. Per esempio in Inghilterra ci sono state lotte contro l\u2019apertura di questa o quella base militare, contro la distruzione di questo o quell\u2019ambiente naturale. I grandi movimenti per la pace, per l\u2019amore, per l\u2019uomo, per la donna, per i bambini, in favore del futuro o del passato, semplicemente non funzionano.\u201d<\/em><\/p>\n<p>\u201cNon smetto di stupirmi sul fatto che le giovani donne dei nostri tempi mostrino di non sapere che fin dall\u2019alba dei tempi le donne hanno vissuto nel terrore della gravidanza. Questa \u00e8 stata la storia delle donne, ed \u00e8 finita grazie alla contraccezione. Sono state liberate da questo terrore dal controllo delle nascite, come sono state per altri versi liberate dalla lavatrice e dall\u2019aspirapolvere. Le giovani donne non si rendono conto che questa in realt\u00e0 \u00e8 stata la grande rivoluzione del nostro tempo. E questo fenomeno \u00e8 avvenuto grazie alla scienza e alla tecnologia, non certo per merito dei grandi discorsi. Ho trovato un libro su una banchetto di libri usati. Lettere scritte da donne a donne appartenenti alla seconda generazione dei pionieri della Nuova Frontiera, non quelli che avevano combattuto gli indiani ma le figlie di questi. Di che cosa parlano queste lettere? Sono di nuovo incinta. Ho appena avuto un altro bambino. Il mio ultimo figlio \u00e8 morto. Ho sentito dire che forse c\u2019\u00e8 un dottore che potrebbe evitarmi nuove gravidanze. Eccetera. Ecco, questa \u00e8 stata la vita delle donne e sarebbe bene ricordarselo.\u201d<\/p>\n<p>Dimenticavo di dire che la mia domanda sul Sufismo, vista la sua relazione con l\u2019Islam e i tempi che corrono, ha creato un certo disagio. Un addetto ai lavori mi ha persino sussurrato che forse l\u2019autrice sarebbe stata infastidita da tale domanda. Naturalmente, come prevedibile, lei non ha fatto una piega. Al termine una gentile convenuta, che aveva posto diversi quesiti sulla sua opera, \u00e8 venuta a chiedermi lumi sull\u2019argomento della domanda, che non aveva capito molto bene, e su chi diavolo fosse questo Shah. Almeno questa \u00e8 curiosit\u00e0 professionale.<br \/>\nNon so perch\u00e9, ma mentre osservavo la nostra illustre ospite mentre si allontanava con la sua figura da adolescente con i capelli bianchi, mi sono ricordato improvvisamente l\u2019immagine della fatina di Pinocchio nell\u2019edizione illustrata che lessi da bambino e che ancora conservo gelosamente nel posto d\u2019onore della mia libreria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono autori che hanno fatto la storia della letteratura moderna. Tra quelli a cui \u00e8 possibile riconoscere senza riserve un tale attributo pochissimi sono ancora in vita e incontrarli rappresenta perci\u00f2 un evento straordinario. 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