{"id":382,"date":"2011-10-27T11:23:12","date_gmt":"2011-10-27T11:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=382"},"modified":"2015-05-08T11:05:54","modified_gmt":"2015-05-08T09:05:54","slug":"la-pratica-della-meditazione-e-la-rivoluzione-della-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/la-pratica-della-meditazione-e-la-rivoluzione-della-coscienza.html","title":{"rendered":"La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">Comunemente, con questa parola si intende la capacit\u00e0 cosciente di cogliere il senso profondo di quanto avviene al nostro interno. Meditare non significa dunque semplicemente \u2018pensare\u2019, ma essere presenti all\u2019evento del pensiero. Questa presenza si pu\u00f2 paragonare a un riflettore, a un fascio luminoso che illumina un particolare aspetto del tema che vogliamo trattare, considerandolo ed elaborandolo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Questa attenzione al pensiero come evento interiore, alla scoperta dei grandi temi dell\u2019uomo, ci permette di riconoscere una parte di qualcosa che va al di l\u00e0 della nostra volont\u00e0. Se per la pratica della concentrazione \u00e8 necessaria e a volte sufficiente la volont\u00e0 per poter essere presenti e concentrati sull\u2019oggetto, nella pratica della meditazione viene richiesto un maggiore rilassamento di questa volont\u00e0 e quindi una maggiore capacit\u00e0 di accoglienza.<\/div>\n<div align=\"justify\">Nella pratica meditativa avviene qualcosa di molto grande: una vera liberazione interiore. Infatti, ogni volta che diamo spazio al pensiero, ogni volta che notiamo la coscienza nel suo molteplice manifestarsi, ecco che portiamo all\u2019unit\u00e0 quell\u2019interiorit\u00e0 nascosta che cerca la luce, che vuole essere illuminata, che necessita di essere compresa all\u2019interno dell\u2019uno.<\/div>\n<div align=\"justify\">Abbiamo tutti bisogno di molta umilt\u00e0 per accogliere i nostri eventi interiori e il nostro pensiero, perch\u00e9 nella misura in cui permettiamo ai pensieri di fluire siamo effettivamente in grado di esserne liberi. Ma se non permettiamo questo fluire, nella sua alternanza di positivo-negativo, bene-male, finiamo per demonizzare persone e oggetti e creiamo al nostro interno un vero conflitto tra bene e male.<\/div>\n<div align=\"justify\">La meditazione \u00e8 un valido strumento per la conoscenza profonda di se stessi, ma le pratiche meditative fanno parte di un corpo molto pi\u00f9 vasto di insegnamenti, senza i quali possono rimanere inefficaci. La meditazione non deve ridursi a semplice tecnica, perch\u00e9 riflette uno stato di coscienza pregno delle conoscenze dei grandi maestri di tutti i tempi, appartenenti alle vere tradizioni di ricerca spirituale.<\/div>\n<div align=\"justify\">Potremmo dire che la meditazione \u00e8 il corretto atteggiamento nei confronti della vita stessa, e non \u00e8 quindi riducibile a una tecnica o a una postura fisica, perch\u00e9 se cos\u00ec fosse escluderemmo gran parte delle esperienze che costituiscono il nostro vivere quotidiano. Se abbiamo chiaro questo punto, possiamo avvicinarci alle pratiche meditative con una impostazione corretta, riconoscendole come un apporto valido, e per molti aspetti indispensabile, al fine di correggere la nostra percezione degli eventi.<\/div>\n<div align=\"justify\">Possiamo avvicinarci alla pratica meditativa considerando il nostro corpo come un apparecchio radiofonico. Nel corso della giornata il nostro apparecchio psicofisico, proprio come una radio, \u00e8 in grado di ricevere diverse esperienze, di sintonizzarsi su diversi programmi. Queste esperienze vengono vissute come sensazioni, emozioni, stati mentali. Sintonizzarsi correttamente su di esse significa essenzialmente prendere coscienza di quello che ci sta accadendo, essere pienamente consapevoli dell\u2019oggetto osservato. In altre parole, la nostra capacit\u00e0 di ascolto oggettivo del programma che stiamo percependo ci permette di conoscere la natura degli eventi cos\u00ec come si manifestano, secondo le cause e le condizioni che li determinano. Ci\u00f2 che avviene nella nostra vita \u00e8 determinato e al tempo stesso determinabile. Questa comprensione ci permette di liberarci dalla convinzione assai diffusa che le cose siano predeterminate, dalla credenza che siamo vincolati a un destino.<\/div>\n<div align=\"justify\">La corretta comprensione della sequenzialit\u00e0, della relazione di causa ed effetto, ci permette di riconoscere una possibilit\u00e0 che sta a noi cogliere momento per momento: la possibilit\u00e0 di essere liberi. Non possiamo relegare questa possibilit\u00e0 nel futuro, e non possiamo nemmeno compiangerci per non essere ancora illuminati. Dobbiamo assumerci la responsabilit\u00e0 di convogliare tutte le nostre forze perch\u00e9 nel momento presente si attui una vera rivoluzione della coscienza, realizzando pienamente ci\u00f2 che siamo: esseri di luce in grado di ricevere luce e di trasmetterla. Anche se esistono parole diverse per descrivere questo stato di coscienza (libert\u00e0, verit\u00e0, amore), indicano tutte un\u2019unica capacit\u00e0: la capacit\u00e0 di vedere chiaramente, di conoscere chiaramente e di esprimere chiaramente. Vedere, sentire, conoscere, esprimere sono propriet\u00e0 della coscienza, ed \u00e8 sui principi della visione profonda che possiamo esprimerci pienamente. La pratica meditativa \u00e8 lo strumento per far s\u00ec che questa visione profonda non venga mai meno e perch\u00e9 si manifesti la chiarezza necessaria a essere nella vita al di l\u00e0 del dualismo che la caratterizza a livello sensoriale.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il nostro percorso si svolge all\u2019interno della nostra esperienza psicofisica, ma ci porta allo sviluppo delle nostre potenzialit\u00e0 per passare da uno stato di semplice sensorialit\u00e0 allo stato di multi-sensorialit\u00e0, ampliando le nostre percezioni ed esprimendoci pienamente secondo coscienza, secondo l\u2019amore. In che modo? Prima di tutto, portando l\u2019attenzione al corpo, in quanto esso costituisce il primo ricettacolo della vita. Questa accensione di vita avviene quando i due gameti si incontrano e vanno a costituire la prima cellula, che dividendosi d\u00e0 inizio a un processo in cui scorre una verit\u00e0 profonda. \u00c8 la verit\u00e0 dell\u2019intrinseca unit\u00e0 presente in ogni cosa, che, pur trascendendo la materia, si esprime in ogni piano della materia. Sul piano dell\u2019evoluzione fisica c\u2019\u00e8 dunque una continua ricerca per ristabilire l\u2019unit\u00e0 apparentemente perduta. Sul piano dell\u2019introspezione, ognuno di noi cerca di riportare la mente a uno stato di unit\u00e0, di pace, di integrazione profonda di tutti gli elementi che costituiscono la persona. Ecco allora che corpo, energia e mente, qualora armonizzati e vissuti in piena consapevolezza, diventano i canali dello spirito. Il lavoro meditativo vuole essere essenzialmente questo: fare del nostro corpo e della sua espressione cosciente un canale puro che consente la vera ricettivit\u00e0. Ci\u00f2 significa attingere direttamente alla conoscenza senza le distorsioni tipiche del mentale, da cui molto spesso siamo afflitti perch\u00e9 \u00e8 proprio nella stratificazione dei pensieri che si gioca il gioco dell\u2019esistenza.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il pensiero \u201cSono perch\u00e9 penso\u201d \u00e8 una trappola mortale. L\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019essere si manifesta come realt\u00e0 esperibile ogni volta che siamo in grado di lasciar andare il pensiero. Ma questa capacit\u00e0 di lasciar andare il pensiero richiede una verifica esperienziale, e all\u2019interno della pratica meditativa tale verifica \u00e8 possibile perch\u00e9 portiamo una maggiore attenzione al flusso degli eventi e riconosciamo nella caratteristica della transitoriet\u00e0 e dell\u2019impermanenza una legge universale. Tutto \u00e8 instabile, tutto \u00e8 transitorio, tutto \u00e8 impermanente, tutto \u00e8 effimero, caduco. Questa capacit\u00e0 di visione del costante fluire dell\u2019esperienza ci pone quasi magicamente al di fuori della stessa esperienza. In questa percezione diretta la coscienza diventa pi\u00f9 vasta, non pi\u00f9 preoccupata ma tranquilla e profonda, serena, amorevole, aperta al continuo cambiamento, al continuo scorrere.<\/div>\n<div align=\"justify\">Pi\u00f9 consapevolezza, pi\u00f9 coscienza, pi\u00f9 vita. Pi\u00f9 vita nella conoscenza della non-morte, quindi dell\u2019immortale. La meditazione si presenta come la via all\u2019immortalit\u00e0, e il superamento della paura della morte \u00e8 uno degli effetti di una pratica meditativa attenta e rigorosa. Andare oltre la paura significa andare oltre i limiti di una coscienza limitata da preconcetti. La stessa idea di essere nati nel tal giorno e alla tale ora \u00e8 un preconcetto che trova la sua giustificazione solo nello sviluppo biologico di una cellula. \u00c8 di fondamentale importanza andare oltre l\u2019identificazione con qualsiasi processo, perch\u00e9 i processi avvengono all\u2019interno di una dimensione spazio-temporale e sono quindi determinati da un inizio, una crescita e una fine. Inizio, crescita e fine sono le coordinate di qualsiasi viaggio, di qualsiasi esperienza, di qualsiasi esistenza. Inizio, sviluppo e fine sono all\u2019interno di un quadro spazio-temporale. Fare salti di coscienza significa ampliare questo quadro, uscire dalle costrizioni di questo spazio limitato. Ecco perch\u00e9 si parla di libert\u00e0, e il richiamo alla libert\u00e0 \u00e8 in fondo al nostro cuore, in fondo alla nostra anima. Il richiamo alla libert\u00e0 \u00e8 anche il richiamo alla conoscenza della nostra interdipendenza e del riconoscimento che non si pu\u00f2 essere liberi se non nel rispetto della libert\u00e0 altrui, e dunque nell\u2019amore. Tutto ci\u00f2 inizia da un semplice passo, da una semplice consapevolezza: la consapevolezza del respiro, la consapevolezza di essere qui e ora.<\/div>\n<div align=\"justify\">Autore: Thanavaro<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunemente, con questa parola si intende la capacit\u00e0 cosciente di cogliere il senso profondo di quanto avviene al nostro interno. Meditare non significa dunque semplicemente \u2018pensare\u2019, ma essere presenti all\u2019evento del pensiero. Questa presenza si pu\u00f2 paragonare a un riflettore, a un fascio luminoso che illumina un particolare aspetto del tema che vogliamo trattare, considerandolo ed elaborandolo. Questa attenzione al pensiero come evento interiore, alla scoperta dei grandi temi dell\u2019uomo, ci permette di riconoscere una parte di qualcosa che va al di l\u00e0 della nostra volont\u00e0. 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