{"id":393,"date":"2011-10-27T11:33:28","date_gmt":"2011-10-27T11:33:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=393"},"modified":"2015-05-08T11:05:31","modified_gmt":"2015-05-08T09:05:31","slug":"scienza-e-meditazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/scienza-e-meditazione.html","title":{"rendered":"Scienza e meditazione"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni \u00e8 cresciuto l\u2019interesse riguardo agli <strong>effetti neurologici e psicologici<\/strong> della <strong>meditazione<\/strong>. Alcuni esperimenti hanno studiato la base neurale della \u201cconcentrazione focalizzata\u201d, che \u00e8 praticata per rafforzare la capacit\u00e0 di mantenere l\u2019attenzione e raggiungere uno stato di calma in cui il coinvolgimento con i pensieri e le emozioni gradualmente si riduce. In questa tecnica meditativa il praticante mantiene la concentrazione su un piccolo oggetto o sulla respirazione senza distrarsi. In aggiunta, egli si impegna in un processo di indagine di se stesso, in cui prende nota degli stati mentali che pregiudicano la concentrazione, come la sonnolenza e il \u201cchiacchierio mentale\u201d.<br \/>\nAlcuni studi hanno dimostrato l\u2019insorgenza di <strong>cambiamenti dovuti alla pratica<\/strong> negli esperti in meditazione e in altre discipline. \u00c8 riportato che la meditazione di concentrazione <strong>migliora<\/strong> le performance in molte componenti dell\u2019<strong>attenzione<\/strong>, fa diminuire i cali di concentrazione e aumenta la capacit\u00e0 di controllare la concorrenza percettiva. Inoltre, sono stati evidenziati cambiamenti nell\u2019elettroencefalogramma e nello spessore corticale in coloro che praticano da lungo tempo la meditazione di compassione e la meditazione introspettiva (\u2026). \u00c8 inoltre plausibile, a partire dai nostri risultati, che la meditazione possa rafforzare l\u2019abilit\u00e0 di inibire processi mentali cognitivi ed emozionali come il rimuginare, che pu\u00f2 portare all\u2019insorgenza o al peggioramento dello stress, dell\u2019ansia e della depressione. I nostri dati quindi invitano all\u2019esame della meditazione come un potenziale esercizio di concentrazione sia per gli individui colpiti da disordini che in quelli normali. Questa disciplina pu\u00f2 anche fornire una risposta alla domanda che William James<sup>1<\/sup> si pose un secolo fa, quando si chiese come possiamo educare l\u2019attenzione, perch\u00e9 questo tipo di educazione sarebbe stata \u201cl\u2019educazione par excellence\u201d.<\/p>\n<p>Tratto da: J.A. Brefczynski-Lewis, A. Lutz, H.S. Schaefer, D. B. Levinson, and R. J. Davidson <em>Neural correlates of attentional expertise in long-term meditation practiotioners<\/em>, Proc Natl Acad Sci USA, 2007 Jul 3;104(27):11483-8.<\/p>\n<p>Coloro che la praticano intendono la \u201cmeditazione\u201d, o esercizio mentale, come un processo di familiarizzazione con la propria vita mentale, in grado di portare a duraturi cambiamenti nella percezione e nelle emozioni. Si sa poco di questo processo e del suo impatto sul cervello. Con i nostri studi abbiamo evidenziato che coloro che praticano da lungo tempo la meditazione buddista inducono in s\u00e9 stessi intensi ampliamenti dell\u2019ampiezza delle oscillazioni delle onde di tipo gamma<sup>2<\/sup> nell\u2019elettroencefalogramma (\u2026). La differenza aumenta sensibilmente durante la meditazione nella gran parte degli elettrodi posti sul cranio e il valore basale dopo la sessione di meditazione rimane poi pi\u00f9 alto rispetto al valore basale iniziale. Questi dati suggeriscono che l\u2019esercizio mentale (\u2026) possa indurre cambiamenti neurologici a breve e a lungo termine (\u2026). L\u2019ampliamento dell\u2019attivit\u00e0 delle onde gamma riscontrato in alcuni dei praticanti \u00e8, per quanto ne sappiamo, il pi\u00f9 elevato mai riportato in letteratura in un contesto non patologico (\u2026). Le conseguenze fisiologiche dell\u2019aumento dell\u2019attivit\u00e0 gamma durante la pratica meditativa non sono attualmente note, ma necessitano di ulteriori indagini. Lo studio degli esperti di tecniche di esercizio mentale pu\u00f2 offrire una promettente strategia di ricerca per investigare i processi emotivi e cognitivi di alto livello.<\/p>\n<p>Tratto da: A. Lutz, L. L. Greischar, N. B. Rawlings, M. Ricard, and R. J. Davidson. <em>Long-term meditators self-induce high-amplitude gamma synchrony during mental practice<\/em>, Proc Natl Acad Sci USA, 2004 Nov 16;101(46):16369-73.<\/p>\n<p>Precedenti ricerche indicano che praticare per molto tempo la meditazione \u00e8 associato a schemi alterati dell\u2019elettroencefalogramma in fase di riposo, indicativi di cambiamenti a lungo termine nell\u2019attivit\u00e0 del cervello. Abbiamo ipotizzato che la pratica meditativa possa anche essere associata a cambiamenti nella struttura fisica del cervello. Le immagini della risonanza magnetica sono state usate per accertare lo spessore corticale in 20 individui con una vasta esperienza nella meditazione introspettiva, che comporta la focalizzazione dell\u2019attenzione su esperienze interiori. Le regioni del cervello associate con la concentrazione e i processi sensoriali sono pi\u00f9 spesse in coloro che praticano la meditazione che negli altri individui di controllo, inclusa la corteccia prefrontale e l\u2019insula anteriore destra. Le differenze nello spessore della corteccia prefrontale tra i due gruppi era pi\u00f9 pronunciata negli individui pi\u00f9 anziani, indicando la possibilit\u00e0 che la meditazione possa contrastare l\u2019assottigliamento della corteccia cerebrale legato all\u2019invecchiamento. Questi dati forniscono la prima prova della plasticit\u00e0 corticale determinata dall\u2019esperienza associata alla pratica della meditazione (\u2026).<br \/>\n\u00c8 stato ipotizzato che, diventando man mano pi\u00f9 consapevole degli stimoli sensoriali attraverso la pratica formale, il meditante diventi a poco a poco in grado di usare questa consapevolezza di s\u00e9 per superare agevolmente gli episodi potenzialmente fonte di stress che avvengono durante il giorno (\u2026). Alte forme di yoga e di meditazione hanno probabilmente effetti simili sulla struttura della corteccia, anche se ciascuna tradizione in teoria produce l\u2019ispessimento di differenti aree della corteccia<sup>3<\/sup>, in base al tipo di esercizi mentali proposti. Nonostante numerosi studi abbiano dimostrato che gli indici dello spesso corticale possono diminuire in conseguenza dell\u2019invecchiamento e di processi patologici, ci sono pochi dati che specificano i meccanismi che promuovono l\u2019ispessimento corticale. Le nostre scoperte suggeriscono che la plasticit\u00e0 corticale si localizza negli individui adulti in aree importanti per i processi cognitivi ed emozionali. I nostri risultati iniziali sembrano indicare che la meditazione possa essere associata a cambiamenti strutturali in aree del cervello coinvolte in importanti processi sensoriali, cognitivi ed emozionali. I dati suggeriscono anche che la meditazione possa incidere positivamente sul deterioramento della struttura corticale dovuto all\u2019invecchiamento.<\/p>\n<p>Lazar SW, Kerr CE, Wasserman RH, Gray JR, Greve DN, Treadway MT, McGarvey M, Quinn BT, Dusek JA, Benson H, Rauch SL, Moore CI, Fischl B., <em>Meditation experience is associated with increased cortical thickness<\/em>, Neuroreport. 2005 Nov 28;16(17):1893-7.<\/p>\n<div><sup>1<\/sup> Psicologo e filosofo statunitense, tra i primi ad occuparsi di psicologia sperimentale, studi\u00f2 i processi psicologici coinvolti nelle esperienze religiose, in quelle mistiche in particolare.<br \/>\n<sup>2<\/sup> Le onde gamma hanno una frequenza compresa tra i 30 e i 42 Hertz e sono particolarmente evidenti in pratiche come la meditazione.<br \/>\n<sup>3<\/sup> La corteccia cerebrale umana gioca un ruolo centrale in meccanismi mentali complicati come la memoria, la concentrazione, il pensiero, il linguaggio e la coscienza.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni \u00e8 cresciuto l\u2019interesse riguardo agli effetti neurologici e psicologici della meditazione. 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