{"id":4005,"date":"2014-12-11T11:42:36","date_gmt":"2014-12-11T10:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=4005"},"modified":"2025-01-30T16:02:54","modified_gmt":"2025-01-30T15:02:54","slug":"analisi-breve-per-capire-come-la-finanza-estrapola-ricchezza-dalla-societa-e-come-difendersi-da-essa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/analisi-breve-per-capire-come-la-finanza-estrapola-ricchezza-dalla-societa-e-come-difendersi-da-essa.html","title":{"rendered":"Analisi breve per capire come la finanza estrapola ricchezza dalla societ\u00e0 (e come difendersi da essa)"},"content":{"rendered":"<p>Diverse persone, dopo aver letto i miei libri (<em><a title=\"Pecore da tosare\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/pecore-da-tosare-libro.html\" target=\"_blank\">Pecore da tosare<\/a><\/em>, <em><a title=\"E io non pago!\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/e-io-non-pago-libro.html\" target=\"_blank\">E io non pago!<\/a><\/em> ed <em><a title=\"Euroballe\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/euroballe-libro.html\" target=\"_blank\">Euroballe<\/a><\/em>) e articoli (<a href=\"https:\/\/www.andreabizzocchi.it\/\" target=\"_blank\">www.andreabizzocchi.it<\/a>), mi hanno scritto dandomi della Cassandra. La cosa mi dispiace sinceramente, perch\u00e9 significa che non hanno davvero capito nulla delle motivazioni per cui scrivo ci\u00f2 che scrivo: e cio\u00e8 cercare di aprire quanti pi\u00f9 occhi possibile ed eventualmente offrire spunti per difendersi. A seguire dunque una breve analisi per illustrare la situazione in cui siamo (e soprattutto perch\u00e9 ci siamo) e quali possibili strade abbiamo davanti a noi per provare a difenderci.<\/p>\n<p>In un mondo che ha mercificato tutto, <strong>per vivere abbiamo bisogno di denaro<\/strong>. Ne consegue che le nostre vite sono dipendenti e controllate da chi il denaro lo emette e lo gestisce. E fin qui siamo tutti d\u2019accordo. Le soluzioni sarebbero dunque due: la prima \u00e8 non dipendere o comunque <strong>dipendere meno dal denaro<\/strong> (cosa che un numero crescente di persone sta gi\u00e0 facendo, anche se giornali e telegiornali si guardano bene dal fare quello che dovrebbe essere il loro lavoro: informare), la seconda \u00e8 provare a non subirlo e anzi cercare, per quanto possibile, di <strong>gestirlo<\/strong>. Il problema, in entrambi i casi, \u00e8 che i grandi manovratori con la loro corte di vassalli a ruota non si fa estromettere tanto facilmente. Questo per dire che a mio modo di vedere non \u00e8 possibile trovare soluzioni \u201cmondiali\u201d (e nemmeno nazionali), ma solo personali e a livello di piccola comunit\u00e0. Il <strong>punto di partenza<\/strong> siamo dunque <strong>noi stessi<\/strong> e coloro che ci sono vicini e con i quali dobbiamo (ri)costruire, prima di tutto, relazioni. In altre parole attrezzarci in piccole isole di salvezza, e poich\u00e9 queste isole sono circondate da immondizia (in tutti i sensi), pi\u00f9 isole si riesce a creare pi\u00f9 speranze ci sono per tutti.<\/p>\n<p>Fatta salva questa promessa su cui torneremo pi\u00f9 avanti, cerchiamo di avere chiaro in mente chi \u00e8 il nemico comune che sta affossando le popolazioni e il pianeta intero. Il <strong>grande nemico<\/strong> con cui ci confrontiamo oggi \u00e8 l\u2019<strong>oligarchia finanziaria<\/strong>, che mette in atto quello che possiamo definire capitalismo finanziario. Tra capitalismo classico e capitalismo finanziario ci sono ovviamente differenze sostanziali ma le logiche di fondo che muovono entrambi sono le stesse. Partiamo con il capitalismo classico. Il capitalismo della crescita economica industriale e dei servizi che abbiamo conosciuto fino a oggi (e che ancora si continua ad invocare per uscire dalla \u201ccrisi\u201d, dimostrando cos\u00ec di non aver capito un benemerito nulla del perch\u00e9 della \u201ccrisi\u201d) non \u00e8 altro che un meccanismo di arricchimento basato sulla produzione di \u201cvalore\u201d sfruttando il lavoro umano (cio\u00e8 la nostra schiavit\u00f9) e le cosiddette risorse naturali (cio\u00e8 devastazione ambientale e inquinamento perpetuo. Non esiste pi\u00f9 un angolo del pianeta che non sia inquinato). Quello che chiamo capitalismo finanziario, invece, che dell\u2019economia produttiva e dei servizi rappresenta la naturale evoluzione, si \u00e8 inventato qualcosa di pi\u00f9 rapido e semplice per accaparrarsi risorse, arricchimento e potere: se stesso. Ci\u00f2 che fa la finanza \u00e8 in essenza di una semplicit\u00e0 estrema, cos\u00ec estrema da non riuscire a crederci. La finanza infatti estrapola \u201cricchezza\u201d dalla societ\u00e0. In altre parole, ruba alla societ\u00e0 (cos\u00ec come la societ\u00e0 ruba alla natura e agli uomini costretti a lavorare per arricchire il capitalismo). C\u2019\u00e8 una differenza sostanziale con l\u2019economia pre-capitalista. Prima si lavorava per vivere, adesso per arricchire il capitalista.<br \/>\nSe il vecchio capitalismo aveva infatti l\u2019obiettivo di \u201cprodurre valore\u201d, la finanza ha l\u2019obiettivo di \u201cestrarre valore\u201d. Entrambi rubano dunque, solo che lo fanno in tempi e soprattutto modi diversi. Quindi se le conseguenze (e anche precondizioni) del capitalismo produttivo sono sfruttamento e schiavit\u00f9 degli umani nonch\u00e9 sfruttamento e devastazione ambientale, il capitalismo finanziario fa, per via indiretta, esattamente la stessa cosa, elevandola per\u00f2 all\u2019ennesima potenza e per giunta in tempi molto pi\u00f9 rapidi. Difatti se il capitalismo produttivo ha sottomesso i popoli del terzo mondo in qualche decennio, quello finanziario ha impiegato pochissimi anni a mettere in ginocchio una buona fette delle \u201cricche\u201d popolazioni occidentali. Insomma, la finanza \u00e8 un modo rapidissimo, non il solo ovviamente, per sottomettere il pianeta al volere e al potere delle oligarchie che lo controllano. Non \u00e8 chiarissimo? Non basta guardarsi attorno per capirlo?<\/p>\n<p>Il capitalismo finanziario, producendo denaro da denaro (la cosa, per chi abbia mantenuto un minimo di cervello raziocinante, \u00e8 di una aberrazione unica), si \u00e8 inventato un meccanismo che le ha permesso di crescere cos\u00ec tanto da raggiungere un valore di venti volte superiore a quello dell\u2019economia reale. Insomma, se il denaro produce denaro da denaro, se ricava denaro da se stesso, se si autorigenera, non pu\u00f2 che creare un gigantesco gorgo di indebitamento (unitamente al denaro emesso da banche centrali e grandi istituti bancari). Come se ci\u00f2 non bastasse la finanza pretende anche che l\u2019economia reale paghi per le sue bolle speculative (create, \u00e7a va sans dire, ad arte), bolle che ovviamente l\u2019economia reale non pu\u00f2 pagare per una semplice questione di impossibilit\u00e0 matematica: l\u2019economia reale \u00e8 inferiore. Il rapporto, come detto, \u00e8 di 1:20 rispetto a quella finanziaria. L\u2019economia reale dunque non ha, nel senso letterale del termine, i soldi per pagare i bluff della finanza. Tutto ci\u00f2 che l\u2019economia reale (cio\u00e8 le popolazioni, cio\u00e8 anche tu che stai leggendo) pu\u00f2 fare \u00e8 pagare temporaneamente i bluff della finanza continuando progressivamente ad indebitarsi sempre pi\u00f9 e cedendo progressivamente ricchezza reale. Insomma, prolungando la propria agonia. Come vengono pagati i bluff della finanza? Attraverso le manovre dei governi che per salvare le too big to fail (che adesso sono anche diventate too big to jail) impongono tasse, imposte, privatizzazioni, liberalizzazioni, tagli sociali ecc.<\/p>\n<p>Ma se tutti i paesi, le istituzioni, le aziende, i privati cittadini, sono indebitati, nei confronti di chi lo sono? I media non trattano la questione (del resto i media stanno l\u00ec apposta), anche se \u00e8 ovviamente campale. Io passo per complottista provocatore, ma non sono affatto un complottista e meno ancora mi interessa provocare. Mi piacerebbe per\u00f2 che qualche mente illuminata, soprattutto tra i politici e i grandi esperti di economia che magari si fregiano di qualche master in qualche illustrissima universit\u00e0, anzich\u00e9 rivolgere generiche accuse di complottismo, mi desse una risposta precisa e circostanziata. Fino ad allora, affermer\u00f2 e cercher\u00f2 di diffondere quella che \u00e8 la verit\u00e0: e cio\u00e8 che la finanza e tutti i suoi strumenti non sono altro che un\u2019invenzione per estrarre ricchezza dalle popolazioni.<\/p>\n<p>Ma torniamo per un attimo alla crisi: il problema del mondo non \u00e8 crescere e produrre maggiore ricchezza, ma semmai redistribuirla meglio. Al mondo c\u2019\u00e8 gi\u00e0 uno sproposito di ricchezza. Con tutta la \u201cricchezza\u201d che c\u2019\u00e8 al mondo ci si comprano \u201c127\u201d pianeta terra e magari anche qualche universo. A cosa serve crescere se quella ricchezza va poi a finire nelle tasche di qualche multinazionale o di qualche banca o finanziaria? Bisognerebbe che la gente lo capisse e la smettesse di invocare la crescita economica per \u201cuscire dalla crisi\u201d. Non \u00e8 per questo che siamo in crisi. Il problema \u00e8 il meccanismo del debito (con cui la finanza ovviamente va a braccetto) che genera povert\u00e0 estraendo appunto ricchezza dall\u2019economia reale. Ma poich\u00e9 la crescita economica \u00e8 introiettata nella psiche comune (a una conferenza fui addirittura accusato di andare \u201ccontro natura\u201d perch\u00e9 parlavo di decrescita) grazie al deliberato condizionamento a cui siamo sottoposti 24 ore al giorno, di speranze purtroppo ce ne sono pochine. Ci\u00f2 che possiamo fare nel frattempo sono le due soluzioni di inizio articolo: non dipendere, o comunque ridurre la nostra dipendenza dal denaro, oppure in qualche modo cercare di non subirlo e magari, per quello che possiamo, gestirlo.<\/p>\n<p>La prima soluzione, quella del vivere senza o con meno denaro diminuendo gradatamente la nostra dipendenza da esso, passa attraverso un processo di evoluzione interiore e spirituale, il che significa in sintesi abbandonare la materia per arrivare a capire che forse non siamo solo materia (chi pu\u00f2 dire se siamo materia che vive un\u2019esperienza spirituale o spirito che vive un\u2019esperienza materiale?). Questo cammino non passa n\u00e9 per santoni n\u00e9 per guru di sorta, ma ha a che vedere esclusivamente con una nostra evoluzione interiore. E qui, essendo l\u2019evoluzione interiore, qualcosa di strettamente personale, sono costretto a fermarmi.<\/p>\n<p>L\u2019opzione numero due, che ovviamente non esclude la prima e anzi credo vadano di pari passo, prevede invece di organizzarsi in piccole comunit\u00e0 locali tendenzialmente autarchiche e che puntino all\u2019autosufficienza per quanto riguarda soprattutto i due punti nevralgici della sopravvivenza umana: cibo ed energia. Per fare questo \u00e8 necessaria una grande consapevolezza e senso della comunit\u00e0 tra i cittadini. E poi, purtroppo, bisogna anche trovare la forza e il coraggio di difenderlo, questo nostro territorio che abitiamo e che ci dovr\u00e0 dare da vivere. Bisogner\u00e0 sentire di far parte del territorio che abitiamo cos\u00ec come fanno gi\u00e0 oggi i valsusini che difendono la loro terra e che per questo sono disposti alla prigione e forse anche alla vita. Queste comunit\u00e0 locali tendenzialmente autarchiche praticherebbero dunque una economia di sussistenza (che non \u00e8 affatto una cosa negativa, anzi), la quale, rispetto all\u2019economia globalizzata che viviamo (anzi, subiamo) oggi, ci fornirebbe garanzie ben maggiori di stabilit\u00e0, autonomia e indipendenza. In queste economie il denaro utilizzato tornerebbe alla sua funzione originaria di mezzo di scambio e misura di valore e sarebbe libero da inflazione e da interessi. E la comunit\u00e0 di certo non si indebiterebbe per emetterlo. Non so se chi legge riesce a capire la forza esplosiva di questa cosa. Si rimetterebbe a posto tutto o quasi.<\/p>\n<p>Ma se proprio nessuna di queste due soluzioni \u00e8 praticabile, allora, in extrema ratio, possiamo provare a metterne in atto una terza, e cio\u00e8 fregarsene di tutto e lasciare essere ci\u00f2 che \u00e8, cosa che non va intesa in senso egoistico: significa piuttosto <strong>vivere con gioia il nostro quotidiano nella certezza assoluta<\/strong> (forse l\u2019unica certezza che abbiamo) che <strong>tutto \u00e8 impermanente<\/strong> e che in fondo noi umani siamo solo una manifestazione di ben poca importanza in questa manifestazione pi\u00f9 grande che \u00e8 la Vita. Ma anche questa visione, a ben vedere, non pu\u00f2 che essere frutto di una grossa evoluzione spirituale. Dunque, Shanti.<\/p>\n<p>Ti potrebbero interessare anche:<br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a title=\"Pecore da tosare\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/pecore-da-tosare-libro.html\" target=\"_blank\"><strong><em>Pecore da tosare<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a title=\"E io non pago!\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/e-io-non-pago-libro.html\" target=\"_blank\"><strong><em>E io non pago!<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <strong><em><a title=\"Euroballe\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/euroballe-libro.html\" target=\"_blank\">Euroballe<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><a title=\"Pecore da tosare\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/pecore-da-tosare-libro.html\" target=\"&quot;_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3673\" src=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/pecore-da-tosare.jpg\" alt=\"Pecore da tosare\" width=\"180\" height=\"250\" \/><\/a><\/p>\n<p><a title=\"E io non pago!\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/e-io-non-pago-libro.html\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3672\" src=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/e-io-non-pago.jpg\" alt=\"E io non pago\" width=\"180\" height=\"250\" \/><\/a><\/p>\n<p><a title=\"Euroballe\" href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/euroballe-libro.html\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3671\" src=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/euroballe.jpg\" alt=\"Euroballe\" width=\"180\" height=\"250\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diverse persone, dopo aver letto i miei libri (Pecore da tosare, E io non pago! ed Euroballe) e articoli (www.andreabizzocchi.it), mi hanno scritto dandomi della Cassandra. 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