{"id":4301,"date":"2015-02-28T10:47:16","date_gmt":"2015-02-28T09:47:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=4301"},"modified":"2025-04-25T14:02:31","modified_gmt":"2025-04-25T12:02:31","slug":"depurare-il-fegato-in-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/depurare-il-fegato-in-primavera.html","title":{"rendered":"Depurare il fegato in primavera"},"content":{"rendered":"<p>Molti soffrono di sintomi diffusi, dei quali non \u00e8 facile trovare la causa. In numerosi casi potrebbe anche trattarsi semplicemente di un<strong> fegato<\/strong> con una <strong>funzionalit\u00e0 irregolare o pigra<\/strong>.<br \/>\nDi fatto, non c\u2019\u00e8 vera salute n\u00e9 energia senza un <strong>fegato in perfetta forma<\/strong>. Questo straordinario laboratorio di trasformazione chimica lavora continuamente per aiutare il corpo a far fronte all\u2019ambiente. In pratica, tutto ci\u00f2 che assorbiamo passa attraverso questo potente filtro, che <strong>ripulisce il corpo<\/strong> dai suoi nemici giurati: <strong>prodotti tossici vari, virus, microbi<\/strong> ecc. Se tuttavia questo potente sistema di filtraggio smette di funzionare a pieno regime, iniziano a manifestarsi molti malanni.<br \/>\nSta quindi a noi rimetterlo a nuovo, puntando sull\u2019<strong>approccio globale<\/strong> e magari approfittando dell\u2019arrivo della <strong>stagione primaverile<\/strong>, periodo pi\u00f9 indicato per una <strong>cura disintossicante<\/strong> di quest\u2019organo. Alcuni alimenti e alcune piante si dimostrano particolarmente idonei ad aiutare il fegato nel suo lavoro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Il carciofo<\/strong><\/span><br \/>\nNell\u2019antichit\u00e0 greca e romana, il carciofo era utilizzato per curare <strong>disturbi digestivi, epatici e renali<\/strong>. In Europa, i medici per tradizione utilizzavano (e seguitano a farlo) preparati a base di <strong>foglie di carciofo<\/strong> per stimolare la <strong>secrezione biliare<\/strong>. Oggi \u00e8 confermato che il carciofo stimola la secrezione di bile e ne facilita l\u2019evacuazione, cosa che permette il <strong>drenaggio dei dotti epatici<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">La barbabietola<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nQuesto ortaggio, in forma cruda, cotta o come succo, <strong>decongestiona il fegato e la colecisti<\/strong>. L\u2019acqua di cottura della barbabietola \u00e8 inoltre <strong>ricca di sostanze nutritive<\/strong>. Se le barbabietole sono biologiche, potete berne l\u2019acqua o utilizzarla come brodo per minestre.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Crocifere: cavoli, broccoli ecc.<\/strong><\/span><br \/>\nTutte le medicine tradizionali orientali e occidentali decantano da secoli <strong>le virt\u00f9 dei cavoli<\/strong>. Si tratta di un alimento vegetale che possiede numerose propriet\u00e0 curative, come trattamento sia interno che esterno (<strong>cataplasmi<\/strong>, con un\u2019azione decongestionante e sedativa). Va poi detto che i vari tipi di cavolo contengono <strong>indolo-3-carbinolo<\/strong>, una sostanza assai utile al fegato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>I crauti<\/strong><\/span><br \/>\nI crauti si producono sottoponendo il cavolo cappuccio a <strong>lattofermentazione<\/strong>, un procedimento attraverso cui gli alimenti producono nuove sostanze terapeutiche che vanno ad aggiungersi a quelle gi\u00e0 contenute nell\u2019alimento al naturale. Oltre a racchiudere tutti i benefici del cavolo, i crauti contengono <strong>acido lattico<\/strong>, un sottoprodotto della lattofermentazione che esercita un\u2019<strong>azione positiva sul pancreas<\/strong> e sulla <strong>flora intestinale<\/strong>. La cosa migliore \u00e8 quella di consumarli crudi, perch\u00e9 cotti perdono molte delle loro sostanze benefiche.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">La curcuma<\/span><\/strong><br \/>\nChiamata anche zafferano indiano, la curcuma (<em>Curcuma domestica<\/em>) \u00e8 un ingrediente del <strong>curry<\/strong>, una miscela di spezie tipica della cucina indiana. La <strong>medicina tradizionale<\/strong> dell\u2019India e della Cina la utilizza contro l\u2019<strong>ittero<\/strong>. Da qualche decina di anni per\u00f2, anche l\u2019Occidente ne ha scoperto i pregi. Alcuni studi infatti hanno dimostrato che la curcuma <strong>combatte efficacemente i disturbi epatici<\/strong>, oltre a possedere <strong>propriet\u00e0 anticoagulanti, antinfiammatorie e ipocolesterolemizzanti<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Il cardo mariano (<em>Silybum marianum<\/em>)<\/strong><\/span><br \/>\nQuesta pianta, originaria del Mediterraneo, presenta foglie color verde brillante, con venature bianco latte. Nel 1968 ne \u00e8 stato isolato il principio attivo. Si tratta di un insieme di <strong>sostanze flavonoidi<\/strong> (in altre parole, di antiossidanti) chiamato <strong>silimarina<\/strong>, in grado di proteggere il fegato. Il suo utilizzo (anche da parte della medicina convenzionale) \u00e8 mirato a vari problemi epatici: <strong>epatite, calcoli biliari, ittero, cirrosi, lesioni epatiche legate all\u2019assunzione di farmaci o all\u2019esposizione a sostanze tossiche<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>La cicoria<\/strong><\/span><br \/>\nProprio come il carciofo, la cicoria (<em>Cichorium intybus<\/em>) appartiene alla famiglia delle composite. Dalla Cina all\u2019America precolombiana, questa pianta \u00e8 da sempre utilizzata per prevenire e curare le<strong> affezioni epatiche minori<\/strong>. La cicoria possiede numerose virt\u00f9. Oltre a essere <strong>rimineralizzante, tonificante, depurativa e diuretica<\/strong>, \u00e8 anche <strong>coleretica<\/strong>, ossia favorisce la secrezione di acidi biliari, e <strong>colagoga<\/strong>, ossia stimola la contrazione della colecisti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Le piante amare<\/strong><\/span><br \/>\nLa moderna alimentazione, in cui predominano gli zuccheri, lascia davvero poco spazio ai sapori amari, che invece occupavano un posto pi\u00f9 importante nell\u2019alimentazione di una volta. L\u2019assenza di sapori amari genera uno <strong>squilibrio metabolico<\/strong> che si manifesta soprattutto a livello di fegato e colecisti. Le piante amare esercitano numerosi effetti benefici: <strong>aumentano la<\/strong> <strong>secrezione di succhi gastrici<\/strong>, <strong>migliorano la circolazione sanguigna nell\u2019addome<\/strong>, <strong>esercitano un\u2019azione tonica<\/strong> su tutto l\u2019organismo (da qui la loro utilit\u00e0 in caso di stanchezza). In questa categoria di piante troviamo, oltre al carciofo e al cardo mariano, anche la<strong> genziana<\/strong> e il <strong>tarassaco<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti soffrono di sintomi diffusi, dei quali non \u00e8 facile trovare la causa. In numerosi casi potrebbe anche trattarsi semplicemente di un fegato con una funzionalit\u00e0 irregolare o pigra. Di fatto, non c\u2019\u00e8 vera salute n\u00e9 energia senza un fegato in perfetta forma. Questo straordinario laboratorio di trasformazione chimica lavora continuamente per aiutare il corpo a far fronte all\u2019ambiente. 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