{"id":4386,"date":"2015-03-25T14:01:40","date_gmt":"2015-03-25T13:01:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=4386"},"modified":"2025-05-19T14:27:13","modified_gmt":"2025-05-19T12:27:13","slug":"la-logica-del-dominio-da-dove-viene-e-come-superarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/la-logica-del-dominio-da-dove-viene-e-come-superarla.html","title":{"rendered":"La logica del dominio &#8211; Da dove viene e come superarla?"},"content":{"rendered":"<p><em>Una logica reificatrice e dominatrice partita diecimila anni addietro ci ha portato dove siamo oggi; sull\u2019orlo dell\u2019abisso. Rendersene conto \u00e8 la prima cosa che possiamo fare se vogliamo provare ad invertire la rotta autodistruttiva che abbiamo intrapreso.<\/em><\/p>\n<p>Se guardiamo alla storia umana, ci accorgiamo che per circa tre milioni di anni (cio\u00e8 per il 99,6% del nostro tempo su questo pianeta), prima degli ultimi diecimila, gli esseri umani hanno vissuto in unione simbiotica con la Natura (per Natura intendo la totalit\u00e0 dei viventi e dei \u201cnon viventi\u201d, il cosmo e le virtualmente infinite interrelazioni tra tutti\u2026 insomma il <em>Tutto<\/em>). <strong>Esisteva la Natura, non le <em>risorse<\/em>. Esisteva una <strong>comunione di soggetti<\/strong>, non uno sfruttamento di oggetti. L\u2019essere umano era e non possedeva.<\/strong> Rotto questo rapporto simbiotico abbiamo preso a possedere la terra (agricoltura), poi gli animali (pastorizia-allevamento), quindi le donne (societ\u00e0 patriarcale) e poi chiunque altro (schiavit\u00f9, lavoro dipendente, massificazione). Queste sono tutte forme di avere e per avere devi prima controllare. <strong>L\u2019avere presuppone il controllo. Come non bastasse, quando si comincia ad avere, l\u2019avere non basta mai<\/strong>. Ed \u00e8 anche logico: tolte le reali necessita fisiologiche l\u2019avere \u00e8 irreale, un semplice parto della mente. Per questo non ha limiti, per questo non basta mai. L\u2019avere \u00e8 prima di tutto un concetto, una malattia mentale. Tutto il resto sono inevitabili conseguenze.<\/p>\n<p>Dicevamo che quando si comincia a possedere tutto diventa possedibile. La Natura passa dunque da elemento vivente con cui gli umani (con)vivono a magazzino di <em>risorse<\/em> che poi diventano <em>merci<\/em>. La Natura \u00e8 formata da milioni e milioni di <em>soggetti<\/em>, animati e inanimati (\u201cinanimati\u201d per la nostra mentalit\u00e0, ovviamente): sono tutti diventati <em>oggetti<\/em>, e <strong>quando si comincia a mercificare <em>qualcosa<\/em> si finisce inevitabilmente con il mercificare <em>tutto<\/em><\/strong>, noi umani compresi (siamo diventati \u201crisorse umane\u201d e la definizione non ci fa neppure orrore). La merce \u00e8 per definizione un qualcosa che viene scambiato o venduto e, se non ci si scandalizza della logica della mercificazione, non ha senso scandalizzarsi perch\u00e9\u00a0qualche umano (le \u00e9lite che comandano, ad esempio) mercifica, oggettivizza, cio\u00e8 controlla, sfrutta, domina per arrivare eventualmente a uccidere altri umani (oltre a tutto il resto). <strong>La mercificazione, cos\u00ec come il possedere, il dominare e lo sfruttare, \u00e8 prima di tutto un concetto mentale, proprio come l\u2019avere<\/strong>. Tutto il resto, fino ad arrivare all\u2019inenarrabile squallore in cui ci troviamo oggi, non \u00e8 altro che un\u2019inevitabile conseguenza di quel concetto, di quella forma di pensiero, di quella visione della vita.<\/p>\n<p>Questo processo di mercificazione, avviatosi con le prime timide forme di agricoltura e con la conseguente rottura dell\u2019unione con la Natura, conteneva <em>in nuce<\/em> i semi della moderna economia (prima c\u2019era l\u2019<em>economia\u00a0del dono<\/em>, che \u00e8 tutt\u2019altra cosa e che infatti non andrebbe neppure definita \u201ceconomia\u201d, ma semplicemente \u201cdono\u201d). La nascita dell\u2019economia avviene con i primi surplus della produzione agricola, surplus che era necessario scambiare perch\u00e9 ponevano problemi di conservazione. Con l\u2019avvento dell\u2019agricoltura si rende anche necessaria una prima elementare forma di organizzazione della societ\u00e0 umana.<br \/>\nNascono le societ\u00e0 a struttura piramidale, cio\u00e8 societ\u00e0 strutturate in modo gerarchico e militare (nessun <em>popolo della natura<\/em> ha una struttura gerarchica n\u00e9 militare); dove siamo arrivati oggi in quanto a gerarchia e militarizzazione della societ\u00e0 \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Da allora a oggi abbiamo percorso una strada senza senso e soprattutto senza futuro. Le conseguenze che stiamo pagando sono quelle di un consumo spietato della Natura, di un suo degrado inarrestabile, di un analogo degrado umano.<br \/>\nLa degenerazione contemporanea rappresenta, a tutti i livelli, l\u2019inevitabile conseguenza di una mentalit\u00e0 reificatrice e dominatrice.<\/p>\n<p>Che questo sistema sia pilotato dall\u2019alto \u00e8 ormai chiaro anche per i seguaci pi\u00f9 accaniti dell\u2019Isola dei Famosi. La domanda \u00e8 dunque: \u201c<em>Ma i \u2018piloti\u2019 sono a loro volta pilotati dal processo stesso?<\/em>\u201d. Mi spiego meglio. Il denaro e l\u2019economia, ancor prima che essere mezzi concreti di sfruttamento, sono uno schema di pensiero, una logica. Io non credo che chi sta sulla cima della piramide, cio\u00e8 chi manovra il gioco, ne tragga nella sua realt\u00e0 un beneficio effettivo. Chi manovra \u00e8 a sua volta schiavo del \u201cgioco\u201d che crede di manovrare, perch\u00e9 schiavo di quello schema di pensiero che gli fa credere di dover controllare e dominare sempre pi\u00f9. Se domandassimo ai \u201cmanovratori\u201d che senso ha questo sfruttamento e questa distruzione che stanno arrecando all\u2019umanit\u00e0 e al pianeta, non saprebbero darci una risposta; perch\u00e9 una risposta non c\u2019\u00e8. Esattamente come nessuno di noi pu\u00f2 dare una risposta se qualcuno ci domanda che senso ha comprare mutande firmate o cambiare il cellulare (con il carico di devastazione ambientale, inquinamento, sfruttamento umano, tumori e infinito altro ancora che questo si porta appresso) a ogni lancio di un nuovo modello. Siamo fagocitati, ognuno al suo livello, dal meccanismo. E <strong>ognuno di noi, nessuno escluso, \u00e8 vittima, prima che di tutto il resto, di uno schema di pensiero<\/strong>.<br \/>\nSe questo \u201ccontrollo globale\u201d con cui ci stiamo confrontando \u00e8 prima di tutto uno schema di pensiero, un \u201cconcetto\u201d, per cambiare qualcosa credo sia doveroso domandarsi anzitutto se questo \u201cconcetto\u201d ha un senso ed eventualmente quale sia questo senso.<br \/>\nBisogna domandarsi se porta pace, gioia, serenit\u00e0, benessere autentico, appagamento, felicit\u00e0, sia a chi controlla sia a chi \u00e8 controllato. La risposta \u00e8 sempre negativa. Zero riporto zero. Nel mondo moderno nessuno sta autenticamente bene e non c\u2019\u00e8 bisogno di stare a tirar fuori le statistiche di omicidi, suicidi, depressione per provarlo: basta guardarsi attorno. Nessuno sorride, fischietta o canta pi\u00f9; una totale assenza di <em>joie de vivre<\/em> attanaglia le nostre esistenze moderne. La Vita, ben che vada, ci pare un accidente.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che, se una persona \u00e8 controllata, dominata e sfruttata, non pu\u00f2 stare bene ed essere felice; e questo \u00e8 pacifico. Ma nemmeno chi controlla sta bene, \u00e8 felice e vive con gioia. Basta guardare le facce imbalsamate, di cera, vecchie, spente e morte fin da giovani dei vari controllori di vario grado (baster\u00e0 guardare Berlusconi, Draghi, Hollande, la Merkel, tanto per fare dei nomi abbastanza a caso, per capirlo). <strong>Il motivo \u00e8 semplice: sono schiavi del meccanismo esattamente quanto lo siamo noi<\/strong>. Allo stesso modo. Certo, ne traggono dei benefici materiali, ma questo non sposta minimamente i termini della questione e cio\u00e8 che <strong>non sono mai le persone a controllare il meccanismo, ma sempre il meccanismo a controllare le persone<\/strong>. Esattamente come il denaro \u00e8 una logica e noi non controlliamo il denaro, bens\u00ec \u00e8 il denaro a controllare noi (sia che lo si abbia, sia che non lo si abbia), cos\u00ec ogni meccanismo \u00e8 la realizzazione pratica di una logica e se sei schiavo di quella logica sei giocoforza schiavo del meccanismo.<\/p>\n<p>Chi controlla e domina infatti non vede altro. <strong>Il processo del dominio e del controllo non solo non ha <em>un fine<\/em>, ma nemmeno <em>una fine<\/em><\/strong>. Se l\u2019avere non ha limiti e il denaro pu\u00f2 essere infinito, allo stesso modo funzionano il potere e il controllo. Non ci sono confini alla sete di potere e alla mania di controllo (del resto il denaro rappresenta proprio potere e controllo). La vita di chi domina e controlla diventa funzionale all\u2019obiettivo del dominio e del controllo che, non essendo reali, non hanno mai fine. Abbiamo conquistato la terra? Conquistiamo gli animali (del resto sono \u201cinferiori\u201d). Conquistati gli animali si possono conquistare le donne (anche loro sono inferiori). Poi chi conquistiamo? Conquistiamo altri umani (schiavit\u00f9). Conquistata tutta la terra, c\u2019\u00e8 la luna, lo spazio, le galassie. Letteralmente, non c\u2019\u00e8 fine. Controllare e dominare hanno le esatte caratteristiche di una droga (assuefazione); perch\u00e9 lo sono. E lo chiamano progresso. E\u2019 una malattia mortale.<\/p>\n<p>Controllare e dominare quindi disumanizzano chi \u00e8 dominato ma anche chi domina. Per questo motivo l\u2019oligarchia finanziaria di cui abbiamo trattato nel libro \u00e8 sempre pi\u00f9 feroce, violenta, priva di scrupoli, spietata, assetata di potere, ma anche sotto pressione. \u201c<em>Il potere logora chi non ce l\u2019ha<\/em>\u201d era la frase ad effetto di Giulio Andreotti. In realt\u00e0, <strong>una persona sana di mente e di cuore senza potere vive benissimo e vive benissimo proprio perch\u00e9 non ha nessun potere<\/strong>. Il potere, il denaro, il \u201csuccesso\u201d, al contrario, logorano proprio <em>chi ce l\u2019ha<\/em>. La cosa \u00e8 indiscutibilmente vera, eppure le nostre menti sono talmente condizionate dal pensare che per essere felici si debba avere potere, denaro, \u201csuccesso\u201d, che <strong>quando qualche personaggio importante (di potere, ricco e di \u201csuccesso\u201d) arriva a togliersi la vita, e gli esempi abbondano), siamo quasi sempre portati a pensare che quel gesto non abbia un senso<\/strong>. \u201c<em>Non gli mancava nulla<\/em>\u201d \u00e8 il commento di tutti. \u201c<em>Aveva Potere. Era ricco: aveva tutto!<\/em>\u201d. Gi\u00e0, aveva tutto tranne quello che \u00e8 indispensabile per vivere bene: amore, gioia, serenit\u00e0, relazioni sane con altri umani e con il mondo. Nella realt\u00e0, con la quale non si pu\u00f2 bluffare, gli mancava tutto. E quel \u201ctutto\u201d gli mancava cos\u00ec tanto da togliersi la vita.<\/p>\n<p><strong>Il potere e il controllo sono malattie e, di conseguenza, chi domina e controlla \u00e8 malato<\/strong> (bisogna capirlo che chi domina e controlla \u00e8 malato). Questa \u00e8 la pi\u00f9 intima essenza di una logica del dominio e del controllo che, partendo qualche millennio fa, ci ha condotto dove siamo oggi. Concludevo <em>Pecore da tosare<\/em> con questa frase: \u201c<em>La felicit\u00e0 non \u00e8 mai nella conquista del potere, ma nella capacit\u00e0 di saper vivere senza<\/em>\u201d. Ne sono convinto sempre di pi\u00f9, perch\u00e9 \u00e8 in quel senza che possiamo davvero aspirare a essere noi stessi. Prendersela con i dominatori rimane un esercizio sterile e inutile, una comprensibile valvola di sfogo, ma nulla pi\u00f9. Prenderne atto \u00e8 forse la sola cosa sensata da fare, perch\u00e9 questa presa di coscienza rappresenta la sola cosa che ogni essere umano pu\u00f2 ragionevolmente aspirare a cambiare: se stesso.<\/p>\n<p>Il problema dunque non \u00e8 \u201c<em>la crisi<\/em>\u201d e nemmeno \u201c<em>la ripresa che non arriva mai<\/em>\u201d. Il senso della vita non \u00e8 \u201c<em>allungarla<\/em>\u201d, ma semmai \u201c<em>allargarla<\/em>\u201d e cio\u00e8 vivere autenticamente bene. Il \u201c<em>dramma<\/em>\u201d non \u00e8 morire a settant\u2019anni piuttosto che a ottanta, ma come si \u00e8 vissuto. Il \u201c<em>dramma<\/em>\u201d non \u00e8 non potersi permettere l\u2019ultimo modello di <em>tecnogingillo<\/em> idiota che buttano sul mercato, ma la mancanza di gioia con cui ci si alza al mattino, con cui si trascorrono le giornate, con cui si va a dormire la sera. Facendo ripartire la produzione industriale automaticamente riparte anche la gioia di esistere? No, perch\u00e9 la gioia di esistere non viene <em>prodotta<\/em> in fabbrica, non viene <em>trasportata<\/em> in un camion per finire sullo scaffale di un supermercato e infine non la si pu\u00f2 <em>acquistare<\/em>. La gioia di esistere, a differenza di qualunque merce, non fa crescere l\u2019economia. Semmai la fa decrescere, perch\u00e9 chi sta bene non compra cose di cui non ha alcun bisogno. Non lo capiamo solo perch\u00e9 \u201c<em>non lo vogliamo capire<\/em>\u201d; il rospo da ingoiare \u00e8 troppo grosso. Ma per capirlo basta andare in paesi dove ancora non \u00e8 arrivata l\u2019economia a distruggere tutto. Scrivevo nell\u2019introduzione del mio libro <em>Pura Vida<\/em>: \u201c<em>Nel 1993 feci il mio primo viaggio fuori dall\u2019Europa. Ero solo e andai in Kenya. L\u00ec constatai che i kenioti erano pi\u00f9 felici di noi, che avevano pi\u00f9 gioia di vivere e che, a onta di condizioni di vita molto pi\u00f9 difficili, erano anche altrettanto pi\u00f9 sereni<\/em>\u201d. All\u2019epoca ero un ragazzetto ancora imbevuto degli schemi di pensiero del mio mondo e non riuscivo a coglierne il perch\u00e9. Oggi s\u00ec.<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 in gran parte tratto dal mio libro <em>Euroballe<\/em> (Edizioni Il Punto d\u2019Incontro, 2014).<\/p>\n<p>Andrea Bizzocchi<\/p>\n<p>Ti potrebbero interessare anche:<br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/pecore-da-tosare-libro.html\"><strong><em>Pecore da tosare<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/e-io-non-pago-libro.html\"><strong><em>E io non pago!<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/euroballe-libro.html\"><strong><em>Euroballe<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una logica reificatrice e dominatrice partita diecimila anni addietro ci ha portato dove siamo oggi; sull\u2019orlo dell\u2019abisso. 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