{"id":4448,"date":"2015-04-10T11:55:39","date_gmt":"2015-04-10T09:55:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=4448"},"modified":"2025-05-19T14:26:25","modified_gmt":"2025-05-19T12:26:25","slug":"ritorno-alla-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/ritorno-alla-realta.html","title":{"rendered":"Ritorno alla realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Nel mondo in cui viviamo, il ritorno a stili di vita pi\u00f9 semplici e naturali, unitamente a forme di autosufficienza e condivisione, sono la prima forma di difesa dalla <\/em>realt\u00e0 irreale<em> che viviamo quotidianamente; una irrealt\u00e0 che <\/em>uccide<em> e <\/em>ci uccide<em> senza che ce ne accorgiamo neppure. Ma sempre pi\u00f9 persone lo stanno capendo e in silenzio, senza grancasse, fanfare e clamori, stanno intraprendendo questo cammino.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Se noi riflettessimo sul funzionamento della Vita sul pianeta senza artifici e sovrastrutture, semplicemente per quello che \u00e8, ci accorgeremmo che il vivere, nella sua straordinaria variet\u00e0 e complessit\u00e0, \u00e8 qualcosa di estremamente semplice. Ci\u00f2 che vale per la Vita vale ovviamente anche per la vita umana: l\u2019aria c\u2019\u00e8, l\u2019acqua anche, il cibo ancor di pi\u00f9 (<strong>se ne butta via, per puro spreco o per ragioni di mercato, oltre il 40% della produzione mondiale<\/strong>), e soprattutto avremmo tutto per soddisfare le nostre necessit\u00e0 relazionali, di socializzazione, di svago, senza bisogno di pagare alcunch\u00e9; <strong>il mondo, al di fuori delle mercificazioni di tutto e tutti, rimane qualcosa di unico, un grande parco giochi dove vivere la Vita come una meravigliosa avventura<\/strong> (ma questo lo si capisce solo quando dalle mercificazioni ci si toglie almeno un po\u2019. Finch\u00e9 si rimane dentro, no). Se \u00e8 vero che per vivere bene avremmo bisogno di poco, \u00e8 purtroppo una triste realt\u00e0 che quel poco ci manca sempre pi\u00f9 e che dunque vivere bene \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile. Questa cosa accade un po\u2019 ovunque nel pur vasto mondo, a parte in quei pochissimi luoghi dove lo sviluppo, il mercato e i loro tanti sinonimi, non sono ancora arrivati a sfruttare e distruggere tutto. Se pensiamo che nell\u2019immaginario comune lo sviluppo e l\u2019economia dovrebbero essere l\u00ec per farci vivere meglio, la cosa appare del tutto paradossale. Ma non lo \u00e8. In realt\u00e0 ci\u00f2 che sta accadendo \u00e8 perfettamente in linea con il significato pi\u00f9 autentico di quello che chiamiamo sviluppo e di quella che chiamiamo economia. Da che sono venute alla ribalta lo sviluppo e l\u2019economia, infatti, non fanno altro che promettere senza mantenere. Ci chiedono di fare qualche sacrificio in pi\u00f9, di tirare la cinghia ancora un po\u2019, di lavorare un po\u2019 di pi\u00f9, di correre di pi\u00f9 che le cose torneranno presto a posto e il sole a splendere come da proclama istituzionale. Ma le cose a posto non vanno mai e ormai sono in molti ad averlo capito.<\/p>\n<p><strong>Nel reale della nostra Vita quotidiana, infatti, lo sviluppo e l\u2019economia si manifestano per ci\u00f2 che sono effettivamente<\/strong>, e cio\u00e8 una forma di dominio, di controllo, di mercificazione di tutto e tutti, <strong>uno strumento di coloro che stanno in alto per dominare, controllare, mercificare, coloro che stanno in basso (e con loro il pianeta)<\/strong>.<br \/>\nTale mercificazione, lo avrete notato, si manifesta in una incessante, delirante, paranoica, trasformazione di ci\u00f2 che \u00e8 vivo in qualcosa di morto. Questo \u00e8 ci\u00f2 che fanno, inevitabilmente, lo sviluppo e l\u2019economia: trasformano ci\u00f2 che \u00e8 vivo in qualcosa di tossico, contaminato, morto.<br \/>\nLo sviluppo e l\u2019economia, per <em>prosperare <\/em>(loro prosperano ma per tutto il resto \u00e8 il contrario) si basano su una ovvia necessit\u00e0 di <em>risorse<\/em>. Ma, ancorch\u00e9 noi si faccia fatica a capirlo per una questione di schemi mentali e di condizionamenti che abbiamo subito sin dalla nascita per ventiquattro ore al giorno, c\u2019\u00e8 un problema di fondo, e cio\u00e8 che l\u2019<em>essere umano<\/em> non \u00e8 una risorsa (tantomeno economica) ma semplicemente un essere umano. Allo stesso modo non sono una risorsa (tantomeno economica) una mucca, un albero, le acque di un fiume che vengono deviate per generare energia o qualunque altra cosa. <strong>Se si accetta infatti l\u2019idea che si pu\u00f2 mercificare anche solo qualcosa si finisce inevitabilmente con il mercificare tutto<\/strong>. Questo per dire che a monte di dove siamo oggi c\u2019\u00e8 anzitutto una forma mentis, una visione, un modo di intendere la Vita che ce la fa vedere <em>cos\u00ec <\/em>piuttosto che <em>cos\u00e0<\/em>. Nello spazio tra quel <em>cos\u00ec <\/em>e quel <em>cos\u00e0 <\/em>ci sono tutti i drammi che noi, e il pianeta con noi, stiamo vivendo oggi. <strong>Il problema non \u00e8 quindi lo stato attuale in cui ci troviamo, ma il perch\u00e9 e il <em>percome<\/em> ci siamo arrivati<\/strong>. Insomma, se non cambiamo le premesse, cio\u00e8 il nostro modo di pensare e di vedere la Vita, se non <em>de-sviluppiamo<\/em> e <em>de-mercifichiamo<\/em> anzitutto il nostro modo di pensare, non risolveremo mai nulla e la situazione non potr\u00e0 che peggiorare. Ricorrere ad ancora pi\u00f9 sviluppo, ancora pi\u00f9 economia e <em>ancora pi\u00f9<\/em> ai loro tanti servitori (tecnologia, Stato, scienza, medicina, ecc.) non far\u00e0 altro che accelerare il corto circuito fatale, la formidabile esplosione che ci attende alla fine della strada dello sviluppo, dell\u2019economia, delle mercificazioni di tutto e tutti. Non dovremmo essere troppo lontani.<\/p>\n<p>Dicevamo all\u2019inizio che la Vita si fonda su regole basilari piuttosto semplici e se ci si allontana dalla Vita (e dunque dalla natura con i suoi ritmi, modi, tempi, ecc.) si fanno dei danni e neppure di poco conto. Tanto per fare un esempio che pare banale, ma invece non lo \u00e8 affatto, allontanandoci dalla natura noi, progressivamente, ci allontaniamo anche dalla realt\u00e0. L\u2019allontanamento progressivo da una Vita in cui l\u2019ordine naturale era l\u2019ovvia normalit\u00e0 (era, cio\u00e8, la Vita) ha fatto s\u00ec che si sia arrivati ai livelli attuali di astrazione assoluta dalla Vita. Questo a meno che non si voglia sostenere che vite immerse nelle <em>realt\u00e0 <\/em>di oggi, cio\u00e8 vite immerse nelle \u201cIsole dei famosi\u201d, in qualche delitto efferato e nel gossip, nei social network, nei desideri compulsivi e irrefrenabili di acquisto (nonostante la \u201ccrisi\u201d io continuo a vedere tutt\u2019attorno sprechi incredibili) e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, siano vite. Perch\u00e9 non lo sono.<br \/>\nMa se nonostante le \u201cIsole\u201d, qualche delitto efferato e un po\u2019 di gossip, i social network, il consumismo pi\u00f9 becero e sfrenato, noi stessimo bene, io non avrei da batter becco. Ma il fatto \u00e8 che invece nessuno sta pi\u00f9 bene. <strong>Non so se ce ne rendiamo conto ma nessuno<\/strong> (o comunque la maggior parte, una \u201cmaggior parte\u201d in costante crescita) <strong>riesce pi\u00f9 ad attendere alle pi\u00f9 normali funzioni biologiche<\/strong>: abbiamo problemi con il mangiare, con il dormire, con l\u2019andare di corpo, addirittura con il respirare (determinate da stati ansiogeni, forme varie di stress acuto, ecc.), abbiamo fobie di tutto (in particolare di tutto ci\u00f2 che \u00e8 naturale) e le malattie nervose dilagano. Non so per voi, ma per me tutto questo \u00e8 altamente irreale. Ma il dramma non \u00e8 neppure questo. Il dramma \u00e8 che abbiamo accettato questa situazione come normale. Non ci facciamo neppure pi\u00f9 caso. <strong>Questo \u00e8 infatti esattamente ci\u00f2 che facciamo quando prendiamo la pillolina perch\u00e9 siamo depressi o per andare di corpo. Ci preoccupiamo di cancellare il sintomo e non di indagarne le radici per eliminarlo<\/strong>. Sia chiaro, qui nessuno accusa nessuno di niente, anche perch\u00e9 tutti siamo presi da questo sistema che ci stritola come un coniglio tra le spire del serpente. Ma il dire le cose come stanno, e dunque prendere intima coscienza della situazione, \u00e8 il primo passo se vogliamo cambiare direzione.<\/p>\n<p>Non so se ve ne rendete conto, ma noi non viviamo pi\u00f9. Letteralmente non viviamo pi\u00f9, bens\u00ec passiamo l\u2019esistenza disperdendo le nostre energie (cio\u00e8 la nostra Vita) in una infinit\u00e0 di <em>pseudo-bisogni, pseudo-interessi, pseudo-conoscenze, pseudo-divertimenti, pseudo-miglioramenti, pseudo-ricerche-della-felicit\u00e0, pseudo-tutto<\/em>, insomma <strong>una <em>pseudo-vita<\/em> che in quanto tale \u00e8 irreale e che per questo ci svuota, ci esaurisce, ci svaluta intimamente, in una parola ci fa vivere male<\/strong>. La vita, che ci piaccia o meno, <em>\u00e8<\/em> solo quando <em>\u00e8 reale<\/em>, e quel mondo artificiale (e tossico) che viviamo e che abbiamo sostituito al mondo reale, essendo artificiale non \u00e8 reale. Punto e a capo.<br \/>\nNoi invece abbiamo bisogno di realt\u00e0, che possono essere a volte dure (perch\u00e9 la vita non \u00e8 una camminata su un prato fiorito), ma comunque reali (e comunque alcune durezze della vita sono pedagogiche). Quindi, tanto per dirne una, quando la gente parla di \u201ccrisi\u201d e si auspica \u201cla ripresa\u201d (pi\u00f9 sviluppo, pi\u00f9 economia, in generale pi\u00f9 idiozie) dimostra che non vuole capire che le nostre vite sono insostenibili gi\u00e0 da ora e aggiungere <em>altra carne al fuoco<\/em> non farebbe che peggiorare la situazione. Da tutti i punti di vista.<\/p>\n<p>Chi ne ha la forza e il coraggio provi a chiudere gli occhi e ad ascoltare in silenzio le grida di dolore che promanano da questo mondo: farlo \u00e8 qualcosa di semplicemente disperante. E la realt\u00e0, purtroppo, \u00e8 questa e non quella dei programmi televisivi in cui tutti sorridono e sgambettano felici (per copione), non quella degli acquisti che ci fanno stare male anzich\u00e9 bene, non quella di gente che sbandiera e strombazza per le strade perch\u00e9 la nazionale di calcio ha vinto la coppa. Le felicit\u00e0 televisive, quelle degli acquisti e quelle della squadra del cuore, servono solo a chiudere occhi e orecchie per allontanarsi dalla realt\u00e0. La realt\u00e0 non \u00e8 quella ma, purtroppo, quella delle grida di dolore che promanano dal mondo che viviamo. E il motivo \u00e8 molto semplice: questo sistema \u00e8 <em>anti-Vita<\/em> e, nella realt\u00e0, questo sistema irreale non lo regge pi\u00f9 nessuno. <strong>Bisogna che si faccia chiaramente questa distinzione tra realt\u00e0 e irrealt\u00e0 per fare in modo che l\u2019irrealt\u00e0 che ci viene continuamente sbattuta in faccia diventi la realt\u00e0<\/strong>. Proprio per questo rimango convinto che sia necessario affrontare queste grida di dolore facendosene carico e prendendocene la responsabilit\u00e0 in prima persona. <strong>Dobbiamo farlo noi, perch\u00e9 nessuno lo far\u00e0 per noi<\/strong>. Queste vite irreali che stiamo vivendo e che ci fanno soffrire sono un\u2019<strong>irrealt\u00e0 all\u2019interno di una grande Matrix ma quando la realt\u00e0 colpir\u00e0 (perch\u00e9 presto colpir\u00e0) la coglieremo pagando a quel punto un prezzo altissimo<\/strong>. Si salver\u00e0 solo chi vi si sar\u00e0 preparato, concretamente ma anche psicologicamente.<\/p>\n<p>Che la gente (a parte i lobomotizzati irreversibili per i quali, in quanto tali, non vi sono speranze) sia terrorizzata dalla situazione attuale \u00e8 perfettamente comprensibile. Per questo vuole, si augura, spera, che tutto riparta come prima, manco fosse una specie di araba fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Ma non sar\u00e0 cos\u00ec e del resto se tutto ripartisse come prima la situazione non farebbe che peggiorare lo stato ambientale, quello sociale, e tutti gli altri <em>stati<\/em>. Chi da questo meccanismo si \u00e8 tirato o sta cercando di tirarsi fuori, queste cose le capisce molto meglio di chi vi \u00e8 dentro fino al collo. Non dico abbia risolto tutti i suoi problemi ma perlomeno ha idea in quale direzione andare. <strong>In ogni caso sta abbandonando l\u2019irrealt\u00e0 per tornare alla realt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Bisogna tornare indietro, gradatamente e per quello che ci riesce, ma la direzione pu\u00f2 essere solo quella. Tornare indietro non verso un non meglio precisato e meraviglioso passato privo di problemi che non \u00e8 mai esistito, ma verso vite che siano in qualche modo (in tanti modi) pi\u00f9 autentiche, sensate, reali, partendo, ad esempio, dal tentativo di ridurre le nostre dipendenze dal sistema, il tutto da fare come scelta volontaria e non come imposizione. C\u2019\u00e8 una grande differenza tra le due. \u00c8 la differenza tra chi si mette volontariamente a dieta per perdere peso e stare meglio e chi non mangia perch\u00e9 non ha da mangiare.<\/p>\n<p>Il crollo delle societ\u00e0 complesse (Impero Romano, Maya, Azteco, Han, Maurya, Gupta, quelli mesopotamici\u2026 tutti) \u00e8 del resto un fatto storico ricorrente nella storia; <strong>nessuna societ\u00e0 complessa \u00e8 mai sopravvissuta a se stessa<\/strong>. Che il crollo di questa societ\u00e0 ipercomplessa sia oramai imminente (gli scricchiolii sono ovunque per chi li vuole sentire) e far\u00e0 ripartire tutto come una tabula rasa o quasi, \u00e8 fuori di ogni ragionevole dubbio. Mi pare dunque che contestualmente sia arrivata l\u2019ora di dedicare tempo ed energie al ritorno alla realt\u00e0, in primis ad una qualche forma di autosufficienza, alla ricostruzione di rapporti umani non mediati da tecnologie varie (che sempre dalla realt\u00e0 allontanano anzich\u00e9 avvicinare), alla ricostruzione di comunit\u00e0 locali che abbiano alla base principi di condivisione e fiducia. La buona notizia \u00e8 che sempre pi\u00f9 gente sta andando in questa direzione. <strong>Non solo per ripararci dal futuro ma anche e soprattutto per cominciare a vivere bene da adesso<\/strong>.<\/p>\n<p>Io vedo questi tempi a venire come duri ma anche liberatori e soprattutto reali. Per andare nella direzione della realt\u00e0 ci vogliono consapevolezza, determinazione e buona costanza. Le soluzioni in fondo ci sono a tutto. Bisogna cercarle per\u00f2, anche perch\u00e9 altrimenti la realt\u00e0 ci riporter\u00e0 alla\u2026 realt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/autori\/andrea-bizzocchi.html\">Andrea Bizzocchi<\/a><\/p>\n<p>Ti potrebbero interessare anche:<br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/pecore-da-tosare-libro.html\"><strong><em>Pecore da tosare<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/e-io-non-pago-libro.html\"><strong><em>E io non pago!<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Andrea Bizzocchi<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/libri\/euroballe-libro.html\"><strong><em>Euroballe<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mondo in cui viviamo, il ritorno a stili di vita pi\u00f9 semplici e naturali, unitamente a forme di autosufficienza e condivisione, sono la prima forma di difesa dalla realt\u00e0 irreale che viviamo quotidianamente; una irrealt\u00e0 che uccide e ci uccide senza che ce ne accorgiamo neppure. 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