{"id":5590,"date":"2015-12-29T14:14:03","date_gmt":"2015-12-29T13:14:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=5590"},"modified":"2025-04-25T12:35:35","modified_gmt":"2025-04-25T10:35:35","slug":"scelte-alimentari-autorizzate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/scelte-alimentari-autorizzate.html","title":{"rendered":"Scelte alimentari autorizzate"},"content":{"rendered":"<p>La nostra salute dipende in massima parte da una buona alimentazione, il cui livello qualitativo non pu\u00f2 pi\u00f9 essere misurato solo in base alla conta delle calorie, dei grassi, dei carboidrati e delle proteine.<\/p>\n<p>Metalli pesanti, OGM, pesticidi e antibiotici sono solo alcune delle sostanze dannose che ingeriamo abitualmente attraverso il cibo, l\u2019alto tasso d\u2019inquinamento ambientale e l\u2019introduzione di leggi sempre pi\u00f9 permissive in tema di stravolgimento dell\u2019integrit\u00e0 biologica degli alimenti, insieme all\u2019uso massiccio di sostanze chimiche tossiche, hanno causato l\u2019aumento esponenziale dell\u2019incidenza e del numero delle patologie umane.<\/p>\n<p>La buona notizia, per\u00f2, \u00e8 che possiamo scegliere attivamente per migliorare la nostra alimentazione, aiutare l\u2019ambiente e mantenerci in salute! Ecco come\u2026<\/p>\n<p>FRUTTA, VERDURA E PESTICIDI: CHE FARE?<\/p>\n<p>I pesticidi non comportano solo danni irreversibili all\u2019ambiente e alla biodiversit\u00e0, ma possono provocare anche gravi problemi alla salute. \u00c8 quindi molto importante sapere cosa \u00e8 meglio escludere dalla nostra tavola per essere meno esposti ai rischi. I bambini, ad esempio, sono pi\u00f9 sensibili rispetto alle dosi definite<\/p>\n<p>accettabili per gli adulti, e si tiene inoltre poco conto dell\u2019azione combinata tra diversi tipi di veleni (i cui effetti sinergici non sono mai stati adeguatamente studiati).149<\/p>\n<p>La situazione diventa invece molto pi\u00f9 preoccupante nei prodotti d\u2019importazione (extra UE), dove i limiti massimi residui per ciascun singolo pesticida superano mediamente di cinque volte quelli riscontrati nei prodotti locali. I paesi stranieri che utilizzano pesticidi vietati in Italia, inoltre, sono moltissimi e non comprendono solo stati africani o asiatici. <strong>Conoscere l\u2019esatta provenienza degli alimenti<\/strong> \u00e8 quindi un\u2019informazione di fondamentale importanza per valutarne meglio l\u2019acquisto!<\/p>\n<p>Esistono inoltre buoni motivi per <strong>preferire la frutta e la verdura di stagione<\/strong>. La prima, infatti, viene coltivata all\u2019aria aperta e riceve la luce diretta del sole, arricchendosi maggiormente di vitamine e antiossidanti. La seconda, invece, viene coltivata in serra e per crescere ha bisogno di una maggiore quantit\u00e0<\/p>\n<p>di pesticidi. Le piante costrette a crescere al di fuori dei loro cicli biologici naturali sono pi\u00f9 deboli. Spesso vengono utilizzati anche degli ormoni della crescita, che aumentano il rischio per i consumatori di ammalarsi di tumore.<\/p>\n<p>La scelta di <strong>frutta e verdura a \u201ckm 0\u201d<\/strong> (o a meno chilometri possibile) \u00e8 senz\u2019altro la migliore, poich\u00e9 i prodotti che devono affrontare lunghi viaggi devono essere imbottiti di conservanti o sottoposti a trattamenti come l\u2019irradiazione, che ne aumentano gli effetti nocivi sulla salute e ne riducono le propriet\u00e0 nutrizionali.<\/p>\n<p>I PRODOTTI INDUSTRIALI: GLI INGREDIENTI PERICOLOSI<\/p>\n<p>Gi\u00e0 pi\u00f9 di trent\u2019anni fa venne ipotizzato che <strong>l\u2019iperattivit\u00e0<\/strong> correlata ai disturbi dell\u2019apprendimento potesse essere attribuita in gran parte ai <strong>coloranti alimentari artificiali<\/strong>. Nel dubbio, per\u00f2, molti paesi hanno deciso comunque di vietarli, applicando il principio di precauzione o confermandone la pericolosit\u00e0 per i consumatori. I coloranti, purtroppo, sono tra gli additivi pi\u00f9 utilizzati proprio nei prodotti dolciari destinati ai bambini (gelati, caramelle, torte, creme, merendine ecc.), quindi i genitori dovrebbero prestare la massima attenzione alle etichette.<\/p>\n<p><strong>L\u2019olio di palma<\/strong> contiene dal 45 al 55% di grassi saturi a catena lunga (come l\u2019acido palmitico) e nei consumatori abituali provoca <strong>l\u2019aumento dei livelli dei grassi nel sangue, dal colesterolo \u201ccattivo\u201d (LDL)<\/strong> <strong>ai trigliceridi<\/strong>. Altri effetti collaterali associati al suo consumo riguardano l\u2019incremento delle sostanze infiammatorie circolanti nel sangue, che favoriscono lo sviluppo di varie patologie cardiovascolari, l\u2019aterosclerosi, il diabete e persino i tumori.<\/p>\n<p>Il <strong>consumo eccessivo di zucchero da tavola<\/strong> (saccarosio) ha conseguenze nocive per l\u2019organismo umano (<strong>obesit\u00e0<\/strong> e <strong>diabete<\/strong> sono le patologie pi\u00f9 frequenti) e di conseguenza \u00e8 meglio limitare il consumo di cibi e bevande che ne contengono in abbondanza. \u00a0Attenzione per\u00f2 anche\u00a0 agli <strong>edulcoranti artificiali<\/strong>: la letteratura medico-scientifica mondiale ha documentato l\u2019esistenza di diverse patologie gravi (tra cui il cancro) direttamente associate al loro consumo. Contrariamente a quanto comunemente creduto, l\u2019uso abituale e prolungato di dolcificanti artificiali raddoppia il <strong>rischio d\u2019incidenza di sovrappeso e obesit\u00e0<\/strong>: i dolcificanti artificiali innescano dei processi metabolici che aumentano la fame.<\/p>\n<p>La <strong>farina raffinata<\/strong> (di tipo 0 e 00), usata come ingrediente principale di pane, pasta e dolci in tutto il mondo industrializzato, \u00e8 uno degli alimenti responsabili delle cosiddette \u201cmalattie del benessere\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta infatti di una farina molto povera dal punto di vista nutrizionale, ma che nello stesso tempo \u00e8 ricca di energia in termini di calorie. Il processo di macinazione e di raffinazione la priva completamente del germe e della crusca, ovvero di tutti i suoi principali nutrienti originari (aminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine del gruppo B e vitamina E, fibre ecc.), lasciando solo un finissimo concentrato di zuccheri (i cosiddetti \u201ccarboidrati vuoti\u201d). Per questo motivo, tutti i prodotti ricavati dalla farina bianca,<\/p>\n<p>composta prevalentemente da amidi (molecole di glucosio), vengono digeriti molto rapidamente dal nostro organismo, provocando dei picchi di glicemia (livello degli zuccheri nel sangue) e il conseguente<\/p>\n<p>incremento dell\u2019insulina, con una reazione a catena che nel tempo porta a un aumento dell\u2019accumulo dei grassi depositati e un maggior rischio di cancro e diabete<\/p>\n<p>PER CONCLUDERE: LA DIFFERENZA LA FA ANCHE IL MIO CARRELLO DELLA SPESA<\/p>\n<p>Elencare tutti i pericoli e gli ingredienti nocivi presenti nei prodotti alimentari industriali \u00e8 di scarso valore pratico per il consumatore medio. Viceversa, l\u2019indicazione dei <strong>principali rischi da evitare<\/strong> \u00e8 sicuramente molto utile a tutti per iniziare a cambiare abitudini alimentari e costringere l\u2019industria a produrre dei cibi pi\u00f9 sani. Nella stragrande maggioranza dei casi le alternative ai trattamenti e agli additivi pi\u00f9 tossici gi\u00e0 esistono e la strada pi\u00f9 semplice per imporre questo tipo di cambiamento al settore alimentare non passa per le denunce delle ricerche indipendenti, ma per la scelta negli acquisti dei consumatori consapevoli. La \u201cregola aurea\u201d per potersi orientare tra le mille insidie delle etichette alimentari \u00e8 quella di scegliere i prodotti meno trattati a livello industriale e con il pi\u00f9 basso contenuto possibile di additivi.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 numerosa della popolazione pensa erroneamente di non poter far nulla per impedire il nostro avvelenamento collettivo quotidiano, la distruzione dell\u2019ambiente e la perpetuazione dei lager animali. Per alcuni non si tratta di una vera convinzione, ma di un semplice alibi per non fare niente, mentre per altri l\u2019inerzia fa parte integrante di una cultura della rassegnazione che non consente loro altro che \u201cremare contro\u201d qualsiasi cambiamento. La minoranza pi\u00f9 attiva e informata delle persone, invece, ha gi\u00e0 capito che<\/p>\n<p>cambiando i propri consumi e le proprie abitudini alimentari pu\u00f2 costringere anche l\u2019industria a cambiare sistema di produzione. L\u2019attuale contesto di maggiore consapevolezza dei consumatori consente di pensare al prodotto biologico come al punto di partenza per una vera e propria rivoluzione culturale dell\u2019intero comparto agroalimentare, dove ancora dettano legge le grandi multinazionali.<\/p>\n<p>Il cambio di alimentazione \u00e8 solo il primo passo verso una societ\u00e0 sostenibile, che potr\u00e0 essere realizzata solo con la messa al bando di tutte le sostanze inquinanti presenti in ogni genere di prodotto industriale (dai detersivi ai cosmetici).<\/p>\n<p>Il cibo biologico rappresenta anche una grande occasione per i piccoli e i medi imprenditori del settore agricolo, che adesso hanno finalmente l\u2019opportunit\u00e0 di battere il cibo-spazzatura delle multinazionali investendo sulla qualit\u00e0 e sulla diversificazione dei prodotti da offrire sul mercato. Il segreto del successo contro i giganti dell\u2019industria \u00e8 nella filiera corta (dal produttore al consumatore), a \u201cchilometro zero\u201d (ove possibile), specializzata nel proporre esclusivamente prodotti biologici e ortofrutta locale di stagione. I coltivatori diretti, infatti, possono permettersi di vendere al dettaglio merce di altissima qualit\u00e0 allo stesso prezzo (se non addirittura inferiore) dell\u2019ortofrutta annacquata, \u201cavvelenata\u201d e di scarso valore nutrizionale delle coltivazioni intensive che passano invece per la grande distribuzione. I coltivatori diretti sono in grado di garantire un ottimo rapporto tra qualit\u00e0 e prezzo grazie all\u2019eliminazione dei numerosi intermediari tra produttore e consumatore che caratterizzano la grande distribuzione e che hanno un ricarico medio del<\/p>\n<p>200% sul costo finale dei prodotti.<\/p>\n<p>Chi fa la spesa pu\u00f2 facilmente imparare a distinguere l\u2019ortofrutta biologica anche a colpo d\u2019occhio, poich\u00e9 in genere \u00e8 esteticamente molto meno attraente per quanto riguarda forma, dimensioni e condizioni (la \u201cbuona frutta\u201d presenta spesso delle \u201ccicatrici\u201d dovute agli attacchi di uccelli e insetti). Il vero marchio di fabbrica del cibo biologico resta tuttavia il sapore, che \u00e8 direttamente proporzionale alla effettiva qualit\u00e0 del prodotto (anche le coltivazioni \u201cbio\u201d si distinguono per tecniche e procedimenti applicati alle colture).<\/p>\n<p>Il cambiamento sui consumi \u00e8 gi\u00e0 in atto nelle grandi metropoli e per rendersene conto basta farsi un giro per i supermercati, dove stanno comparendo come funghi i nuovi reparti interamente dedicati al cibo biologico, integrale o privo di additivi chimici. La gamma dei prodotti offerti aumenta di mese in mese e negli ultimi tre anni le vendite degli alimenti bio sono cresciute del 59%.<\/p>\n<p>Ogni volta che entriamo in un supermercato possiamo fare la nostra parte smettendo di finanziare il business del cibo spazzatura e scegliendo alimenti sani. Magari saremo costretti a comprare solo quattro mele anzich\u00e9 otto, ma in cambio mangeremo qualcosa che ci fa veramente bene senza fornire denaro alla macchina infernale dell\u2019industria agroalimentare. Cos\u00ec facendo, prima o poi saremo noi consumatori a obbligare la grande lobby del cibo a cambiare completamente sistema di produzione, anche in totale assenza di aiuto dalle istituzioni.<\/p>\n<p><em>La modernit\u00e0 ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva.<\/em><\/p>\n<p>Albert Einstein<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra salute dipende in massima parte da una buona alimentazione, il cui livello qualitativo non pu\u00f2 pi\u00f9 essere misurato solo in base alla conta delle calorie, dei grassi, dei carboidrati e delle proteine. 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