{"id":6031,"date":"2016-05-23T15:34:01","date_gmt":"2016-05-23T13:34:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=6031"},"modified":"2025-04-25T14:10:41","modified_gmt":"2025-04-25T12:10:41","slug":"sii-cio-che-sei-ramana-maharshi-1988-30-anni-di-edizioni-il-punto-dincontro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/sii-cio-che-sei-ramana-maharshi-1988-30-anni-di-edizioni-il-punto-dincontro.html","title":{"rendered":"Sii ci\u00f2 che sei, Ramana Maharshi &#8211; 1988 | 30 anni di Edizioni Il Punto d&#8217;Incontro"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1896 uno studente di sedici anni abbandon\u00f2 la famiglia e, spinto da una costrizione interiore, lentamente si incammin\u00f2 verso <strong>Arunachala<\/strong>, una santa montagna e centro di pellegrinaggio nel<strong> sud dell\u2019India<\/strong>. Al suo arrivo gett\u00f2 via tutto il denaro e i suoi pos\u00adsessi e si abbandon\u00f2 alla consapevolezza che gli si era improvvisamente rivelata: <strong>la sua reale natura era coscienza senza forma, immanente<\/strong>.<br \/>\nIl suo assorbimento in questa consapevolezza era cos\u00ec intenso che egli era completamente dimentico del suo corpo e del mondo; gli insetti divorarono alcune parti delle sue gambe, il suo corpo si debilit\u00f2, poich\u00e9 raramente egli era abbastanza conscio da nutrirsi e i suoi capelli e le sue unghie crebbero a dismisura.<br \/>\nDopo due o tre anni in questo stato cominci\u00f2 un lento ritorno alla normalit\u00e0 fisica, un processo che continu\u00f2 per parecchi anni. La sua consapevolezza di se stesso come coscienza non fu alterata da questo cambiamento fisico e rimase continua e non offuscata per il resto della sua vita. Secondo il linguaggio ind\u00f9 egli aveva \u201c<strong>realizzato il S\u00e9<\/strong>\u201d; cio\u00e8 egli aveva realizzato per diretta esperienza che nulla esisteva al di l\u00e0 di una indivisibile e universale coscienza che nella sua forma immanifesta veniva sperimentata come essere, o consapevolezza, e nella sua forma manifesta come l\u2019apparizione dell\u2019universo.<\/p>\n<p>Normalmente questa <strong>consapevolezza<\/strong> viene generata solo dopo un lungo e arduo periodo di pratiche spirituali, ma in questo caso avvenne spontaneamente, senza sforzo o desiderio precedente. Venkataraman, lo studente di sedici anni, era solo nella stanza al piano superiore della casa di suo zio a Madurai (vicino alla punta meridionale dell\u2019India), quando fu improvvisamente afferrato da una intensa <strong>paura della morte<\/strong>.<br \/>\nNei successivi minuti egli attravers\u00f2 un\u2019esperienza di morte simulata durante la quale divenne consciamente consapevole per la prima volta che la sua reale natura era imperitura e che non aveva rapporto con la mente, il corpo o la personalit\u00e0. Molte per\u00adso\u00adne hanno descritto tali inaspettate esperienze, ma sono quasi sempre temporanee. Nel caso di Venkataraman l\u2019<strong>esperienza<\/strong> fu <strong>permanente e irreversibile<\/strong>. Da quel momento la sua coscienza di essere una persona individuale cess\u00f2 di esistere e in lui non funzion\u00f2 mai pi\u00f9.<br \/>\nVenkataraman non disse a nessuno della sua esperienza e per sei settimane mantenne l\u2019apparenza di un normale studente. Tuttavia trov\u00f2 che fosse una posizione sempre pi\u00f9 difficile da sostenere e alla fine del periodo di queste sei settimane egli abbandon\u00f2 la sua famiglia e and\u00f2 direttamente alla <strong>santa montagna di Arunachala<\/strong>. La montagna era stata a lungo considerata dagli ind\u00f9 come una manifestazione di Shiva, una divinit\u00e0 ind\u00f9, e negli anni suc\u00adcessivi Venkataraman disse spesso che fu il potere spirituale di Arunachala che provoc\u00f2 la sua realizzazione del S\u00e9. Il suo amore per la montagna era cos\u00ed grande che dal giorno in cui arriv\u00f2 nel 1896 fino alla sua morte nel 1950, non pot\u00e9 mai essere persuaso ad allontanarsi pi\u00f9 di due miglia dalla sua base. Dopo alcuni anni di vita sui suoi pendii, la sua consapevolezza interiore cominci\u00f2 a manifestarsi come un esteriore splendore spirituale. Questo splendore attrasse un piccolo cerchio di seguaci e, sebbene egli rimanesse silente per la maggior parte del tempo, intraprese la <strong>via dell\u2019insegnamento<\/strong>.<br \/>\nUno dei suoi primi seguaci, impressionato dall\u2019evidente santit\u00e0 e saggezza del giovane uomo, decise di chiamarlo <span style=\"color: #800000;\"><strong>Bhaga\u00advan Sri Ramana Maharshi<\/strong><\/span> \u2013 <strong>Bhagavan<\/strong> significa Signore o Dio, <strong>Sri<\/strong> \u00e8 un titolo indiano onorifico, <strong>Ramana<\/strong> \u00e8 una contrazione di Venkataraman e <strong>Maharshi<\/strong> significa \u201cgrande veggente\u201d in San\u00adscrito. Il nome trov\u00f2 il favore degli altri suoi seguaci e divenne presto il titolo col quale venne conosciuto nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1896 uno studente di sedici anni abbandon\u00f2 la famiglia e, spinto da una costrizione interiore, lentamente si incammin\u00f2 verso Arunachala, una santa montagna e centro di pellegrinaggio nel sud dell\u2019India. Al suo arrivo gett\u00f2 via tutto il denaro e i suoi pos\u00adsessi e si abbandon\u00f2 alla consapevolezza che gli si era improvvisamente rivelata: la sua reale natura era coscienza senza forma, immanente. 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