{"id":6203,"date":"2016-07-27T09:17:04","date_gmt":"2016-07-27T07:17:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberidileggere.com\/?p=6203"},"modified":"2025-04-24T14:11:36","modified_gmt":"2025-04-24T12:11:36","slug":"le-esperienze-di-premorte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/le-esperienze-di-premorte.html","title":{"rendered":"Le esperienze di premorte"},"content":{"rendered":"<p>La<strong> coscienza umana<\/strong> pu\u00f2 esistere in assenza di un cervello vivente?<br \/>\nRiguardo a questa domanda esistono prove attendibili fornite da persone che hanno avuto esperienze coscienti mentre il loro cervello era clinicamente morto. Persone che sono arrivate sulla soglia della morte ma sono tornate indietro. La loro esperienza cosciente \u00e8 conosciuta come NDE o <strong>esperienza di premorte. <\/strong>Le NDE ci dicono che un\u2019esperienza cosciente \u00e8 possibile anche quando il cervello \u00e8 temporaneamente non funzionante.<br \/>\nLa sua momentanea disfunzione pu\u00f2 capitare in casi di malattie gravi o di danni cerebrali, dove i segnali dell\u2019attivit\u00e0 del cervello cessano ma successivamente riprendono. Se il tempo passato senza le normali funzioni cerebrali non eccede la soglia critica di qualche secondo, il cervello \u00e8 in grado di recuperare il suo abituale funzionamento. Allora la coscienza che era precedentemente associata a quel cervello pu\u00f2 riemergere.<br \/>\nL\u2019<strong>esperienza cosciente<\/strong> nel lasso di tempo in cui il <strong>cervello<\/strong> \u00e8 <strong>clinicamente morto<\/strong> \u00e8 un\u2019anomalia. Non \u00e8 spiegata dall\u2019attuale paradigma materialista della scienza, che considera l\u2019esperienza cosciente come un prodotto delle funzioni cerebrali. Tale paradigma sostiene che quando quelle funzioni cessano, cessa anche la coscienza che esse hanno generato.<br \/>\nTuttavia, le evidenze fornite dai casi documentati di <strong>NDE<\/strong> dimostrano che non sempre la coscienza cessa quando il cervello \u00e8 clinicamente morto. Non sempre c\u2019\u00e8 il ricordo dell\u2019esperienza cosciente durante questo periodo critico, ma \u00e8 sufficientemente frequente da risultare significativo: in alcune ricerche riguarda il venticinque per cento dei casi documentati. Inoltre, il ricordo \u00e8 spesso genuino: si riferisce a cose ed eventi che una persona con delle funzioni cerebrali normali avrebbe sperimentato in un tempo e in un luogo dato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6206 alignright\" src=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/mareggiata-300x200.jpg\" alt=\"mareggiata\" width=\"348\" height=\"232\" \/>Il caso di Will Murtha<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>Un caso di NDE<\/strong> relativamente recente riguarda un giovane chiamato <strong>Will Murtha<\/strong>. Nell\u2019autunno del 1999 Will decise di fare un giro in bicicletta lungo la diga marittima vicino a casa, a Dawlish, sulla costa meridionale dell\u2019Inghilterra. La marea era estremamente alta quella sera e c\u2019era un temporale. Le onde si schiantavano sulla parete protettiva a intervalli regolari. All\u2019improvviso arriv\u00f2 una grande onda che lo fece cadere dalla bicicletta. Si rialz\u00f2 da terra ma in quel momento una seconda onda lo raggiunse e lo scaravent\u00f2 in mare.<br \/>\nDopo qualche secondo Will riusc\u00ec a risalire in superficie. Era un nuotatore esperto e, essendo uno sportivo semiprofessionista, era anche in forma. Eppure, mentre guardava in alto verso la diga, sapeva che uscire dall\u2019acqua non sarebbe stato facile. Poi comprese che la marea l\u2019avrebbe portato al largo. Si sent\u00ec trascinare nelle acque pi\u00f9 profonde all\u2019altezza dell\u2019estuario del fiume Exe.<br \/>\nLa notte si stava avvicinando e non c\u2019era nessuno in vista. Le luci di Dawlish lampeggiavano ma nessuno stava guardando in mare aperto. Will sapeva di trovarsi nei guai. Grid\u00f2 in cerca di aiuto ma invano. Inizi\u00f2 a sentire i morsi dell\u2019acqua ghiacciata. Poteva cercare di stare a galla fino all\u2019esaurirsi delle sue forze ma non poteva fermare l\u2019ipotermia. Sent\u00ec il freddo intenso penetrare in lui. Comprese che il suo corpo si stava spegnendo. Stava morendo.<br \/>\nPoi si sent\u00ec prendere da <strong>una forte sensazione di pace<\/strong>. Guard\u00f2 in alto, verso uno stormo di gabbiani che giravano sopra di lui. Cap\u00ec di <strong>essere una parte di loro<\/strong> e loro una parte di lui. Allora guard\u00f2 indietro verso la diga che continuava ad allontanarsi e comprese che anche quella era una parte di lui. Realizz\u00f2 che <strong>tutto era connesso come un\u2019unica singola coscienza<\/strong>. Ci fu un bagliore di <strong>luce<\/strong> e il mare e il freddo scomparvero.<br \/>\nSi ritrov\u00f2 a correre su una strada a East London. Era un caldo giorno d\u2019estate e non stava prestando attenzione a nulla e a nessuno. Era tornato bambino. Per un secondo si sent\u00ec confuso, poi ud\u00ec lo stridio dei freni. Alz\u00f2 lo sguardo e vide la parte anteriore di un\u2019automobile che si dirigeva verso di lui ad alta velocit\u00e0. Non fece in tempo a spostarsi. Guard\u00f2 oltre il cofano e vide il volto di una giovane donna che lo osservava sgomenta. Sent\u00ec un terribile tonfo e tutto divent\u00f2 nero.<br \/>\nPoi si ritrov\u00f2 nel corridoio della sua casa a Dawlish. Gli ci volle un attimo per capire che stava volteggiando vicino al soffitto. Bussarono alla porta. Vide sua moglie e le figlie percorrere il corridoio e aprire la porta d\u2019ingresso. C\u2019era un ufficiale di polizia. Lo ascolt\u00f2 attentamente mentre spiegava che sulla spiaggia di Dawlish era stato ritrovato un corpo e che c\u2019erano ragioni per credere che quel cadavere fosse del signor William Murtha.<br \/>\nLa scena svan\u00ec e si ritrov\u00f2 in acqua, in attesa di morire. Aveva sperimentato un <strong>flashback<\/strong> della sua infanzia, quando era stato travolto da un\u2019automobile. Aveva dimenticato i dettagli ma aveva rivissuto quell\u2019evento nei minimi particolari. Aveva anche condiviso la paura e il senso di colpa della donna che lo aveva investito. Sapeva perch\u00e9 non era riuscita a fermarsi in tempo: aveva notato una smagliatura nelle calze e si era distratta. Comprese di avere <strong>visto il futuro<\/strong>, o un futuro possibile se non fosse riuscito ad andare presto fuori dall\u2019acqua. Fortunatamente, Will Murtha fu avvistato quella sera da qualcuno che stava guardando attraverso un telescopio. Venne estratto dall\u2019acqua con le costole rotte e una grave ipotermia. Ma sopravvisse. I poliziotti non bussarono alla porta della sua casa per dare la notizia del decesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La coscienza umana pu\u00f2 esistere in assenza di un cervello vivente? Riguardo a questa domanda esistono prove attendibili fornite da persone che hanno avuto esperienze coscienti mentre il loro cervello era clinicamente morto. Persone che sono arrivate sulla soglia della morte ma sono tornate indietro. La loro esperienza cosciente \u00e8 conosciuta come NDE o esperienza di premorte. Le NDE ci dicono che un\u2019esperienza cosciente \u00e8 possibile anche quando il cervello \u00e8 temporaneamente non funzionante. La sua momentanea disfunzione pu\u00f2 capitare in casi di malattie gravi o di danni cerebrali, dove i segnali dell\u2019attivit\u00e0 del cervello cessano ma successivamente riprendono. 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