{"id":7980,"date":"2017-08-02T12:46:44","date_gmt":"2017-08-02T10:46:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/blog\/?p=7980"},"modified":"2025-04-25T13:50:29","modified_gmt":"2025-04-25T11:50:29","slug":"intervista-a-sayiduddin-dagar-di-patrizia-saterini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/benessere\/intervista-a-sayiduddin-dagar-di-patrizia-saterini.html","title":{"rendered":"Intervista a Sayiduddin Dagar, di Patrizia Saterini"},"content":{"rendered":"<p>Ho assistito ad un suo concerto all\u2019Universit\u00e0 a Parigi parecchi anni fa. La sala era piena e c\u2019era molta aspettativa in quanto la famiglia Dagar \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti casate musicali indiane, in possesso della conoscenza dell\u2019antico stile <em>dhrupad<\/em>, andato quasi perduto dopo la caduta nei regni indiani in seguito all\u2019avvento della democrazia e che Alain Dani\u00e9lou, famoso musicologo francese, riport\u00f2 alla ribalta dopo anni di ricerche per ritrovare i musicisti di corte superstiti. Quando <strong>Sayiduddin Dagar<\/strong> entr\u00f2 nella sala, il brusio immediatamente azzitt\u00ec e tutti si prepararono ad ascoltare con attenzione. Come da tradizione, il <em>tampura<\/em>\u00a0inizi\u00f2 a suonare e l\u2019artista inton\u00f2 il SA, la prima nota della scala e\u2026.. ci gir\u00f2 attorno per quasi venti minuti. La nota veniva sfiorata dall\u2019alto, dal basso, timidamente picchiettata, solo \u201cpensata\u201d, battuta con forza per ritrarsi subito a qualche microtono di distanza e poi ritornarvi ghirigorando attorno, accarezzata, cantata con vigore o solo sussurrata, esplorata completamente nella sua orbita. Avendo avuto un lungo training di ascolto della musica indiana, per me era una vera delizia seguire l\u2019impressionante maestria dell\u2019esecutore attorno ad una nota sola. Ero affascinata dall\u2019elaborata esposizione ma mi rendevo anche conto che la maggior parte del pubblico non era consapevole del meraviglioso ricamo creato dalla maturit\u00e0 musicale del cantante.<\/p>\n<p>Ricordo lo sguardo allibito delle persone. Alcuni sgattaiolarono fuori dalla sala, alcuni diedero una veloce sbirciata all\u2019orologio\u2026 ma altri chiusero gli occhi e lasciarono che la musica li pervadesse, senza la necessit\u00e0 di comprendere. E da l\u00ec, la magia\u2026..<\/p>\n<p>Gli racconto l\u2019episodio e lui ride divertito.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/sayeeduddin-dagar1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7984 alignright\" src=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/sayeeduddin-dagar1.jpg\" alt=\"sayeeduddin-dagar1\" width=\"318\" height=\"434\" \/><\/a>Domanda:<\/strong><em>\u00a0Tu hai molti studenti occidentali\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>Risposta:<\/strong>\u00a0S\u00ec, ho molti studenti occidentali, sia in Europa che in India. Praticamente quasi solo studenti occidentali. E il problema oggi \u00e8 che tutti vogliono imparare velocemente. Ma io non posso insegnare velocemente. Ho conseguito questa conoscenza con anni e anni di pratica. \u00c8 cos\u00ec che si fa. Nella mia tradizione si dice che quando arrivi a 50 anni inizi a raggiungere la maturit\u00e0 musicale. Il motivo \u00e8 che ci vuole molta esperienza: la mia \u00e8 formata da quello che ho imparato sin da piccolo con 8-10 ore al giorno di pratica. Ci \u00e8 sono voluto molto, molto. E non ci\u00a0\u00e8 stato permesso fare delle performance pubbliche prima di avere 25-30 anni.<\/p>\n<p><strong>D:<\/strong>\u00a0 \u00a0\u00a0<em>Quanti anni avevi quando hai iniziato il training?<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Avevo sei anni. A sei anni \u00e8 difficile stare seduti. Cos\u00ec all\u2019inizio ci facevano sedere per poco tempo, cinque minuti, poi quindici, poi venti, aumentando gradatamente. Ci facevano cantare una nota o due note. Ma queste dovevano davvero \u201centrare nelle orecchie\u201d perch\u00e9 dovevamo sviluppare la memoria sonora. Nella nostra tradizione la conoscenza veniva tramandata oralmente, non c\u2019era nulla di scritto. All\u2019inizio ci assegnavano <em>raga Bhairav<\/em> per il mattino e <em>raga Yaman<\/em> per la sera. Praticavamo due <em>raga<\/em>. Non abbiamo mai smesso di praticare quei due <em>raga<\/em>. Nemmeno ora. <em>Bhairav<\/em>, <em>Yaman<\/em>, <em>Yaman<\/em>, <em>Bhairav<\/em>, <em>Bhairav<\/em>, <em>Yaman<\/em> \u2026 Poi abbiamo iniziato ad imparare differenti <em>raga<\/em>.<br \/>\nPrima di tutto bisogna sviluppare la capacit\u00e0 di sentire veramente il suono delle note, sviluppare il potere dell\u2019ascolto delle note.<br \/>\nL\u2019udito deve essere molto fine. <em>A questo punto canta una nota e si muove attorno a quel suono, sfiorandone i \u201cconfini\u201d con grande maestria.<\/em><\/p>\n<p><strong>D:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Intendi i microtoni?<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, i microtoni.<br \/>\nIn ogni movimento melodico c\u2019\u00e8 un significato, una sostanza. Ci sono <em>raga <\/em>e <em>ragini<\/em>. <em>Raga <\/em>\u00e8 maschile e <em>ragini <\/em>\u00e8 femminile. Al mattino puoi sentire chiaramente la caratteristica maschile di <em>raga Bhairav<\/em>. Ma passato il mezzogiorno cambia. Potrei dire che <em>Bhairav<\/em> \u00e8 come parlare con il padre, <em>Yaman<\/em> \u00e8 come parlare alla madre. Ci si rivolge in modo differente: oh, mamma\u2026 (<em>intanto continua con degli esempi sonori: quando parla \u201cal padre\u201d usa le note del <\/em><em>raga Bhairav<\/em><em>; quando si rivolge \u201calla madre\u201d si addolcisce in quelle di <\/em><em>raga Yaman<\/em>).<br \/>\nDobbiamo imparare a parlare al <em>raga<\/em>. Dobbiamo arrendere noi stessi al <em>raga<\/em>, alla sua natura. Perch\u00e9 la musica \u00e8 basata anche sulla natura e sul ciclo del tempo.<\/p>\n<p><strong>D:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Questo concetto anticamente era presente anche nella nostra musica europea. Forse una delle attrattive per un musicista occidentale \u00e8 entrare in contatto con una tradizione che ancora mantiene una stretta connessione con la natura\u2026 <\/em><\/p>\n<p><strong>R:\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0 Certamente! Bhairav \u00e8 un <em>raga <\/em>del primo mattino. \u00c8 connesso con il periodo proprio prima del sorgere del sole. Verso le 3-4 puoi percepire nell\u2019atmosfera una sorta di luce. Questa \u00e8 l\u2019atmosfera del <em>raga<\/em>. Tu puoi cantare un <em>raga <\/em>in qualsiasi momento della giornata ma se lo canti nel suo momento \u00e8 pi\u00f9 efficace. Ogni <em>raga <\/em>ha un suo potere: pu\u00f2 creare uno stato d\u2019animo. \u00c8 proprio questo il suo potere. Se voglio cantare Bhairav alla sera, non posso creare allo stesso modo la sensazione del sorgere del sole. Ad esempio in questo <em>raga <\/em>i movimenti melodici mostrano le varie fasi del movimento del sole mentre sorge. Dal buio (<em>si muove vocalmente nelle note pi\u00f9 gravi del <\/em><em>raga<\/em>), ecco i primi cenni di chiarore (<em>gira attorno al re komal<\/em>). Senti quanti re si possono eseguire (<em>mi fa sentire i vari microtoni del re komal<\/em>)\u2026 E quindi piano sorge il sole (<em>qui sale sul Ga<\/em>). Da noi tradizionalmente quando sorge il sole facciamo una puja, una offerta. C\u2019\u00e8 un piccolo recipiente con dell\u2019acqua, alcuni fiori. Con la puja gentilmente offriamo l\u2019acqua (<em>scende con la voce nuovamente sul re komal mimando con la mano l\u2019acqua che esce dal recipiente e scende a terra<\/em>). Un primo RE \u00e8 il sorgere, il secondo RE \u00e8 la seconda posizione del sole e quando offri l\u2019acqua che scende, allora c\u2019\u00e8 un altro RE.<\/p>\n<p><strong>D:\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0 <em>In questo modo c\u2019\u00e8 anche una forte connessione con il movimento. Si sente che all\u2019interno qualcosa sorge.<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec. Quando accordiamo il <em>tampura\u00a0<\/em>e intoniamo il <em>raga<\/em>, c\u2019\u00e8 una risposta. Le 22 <em>shruti<\/em>, i microtoni, rispondono. Basta anche solo una nota: risponderanno. Ci vuole davvero molto tempo per comprendere questo, anni. Imparare un <em>raga <\/em>ed eseguirlo sono due cose diverse. Ok, magari uno ha seguito un corso\u2026 Nelle Universit\u00e0 in India a volte assegnano dei <em>raga <\/em>che sono difficili anche per musicisti professionisti. Va bene per alcuni <em>raga <\/em>comuni. Ma se in tre-cinque anni devi fare venti o trenta <em>raga <\/em>come \u00e8 possibile? \u00c8 solo teoria, non pratica. E la musica \u00e8 pratica. Sia che si tratti di musica indiana che occidentale, che persiana\u2026 Finche non c\u2019\u00e8 il vero controllo, come si pu\u00f2 cantare? Come si fa? Serve il giusto orecchio!<br \/>\nIn Francia alcuni mi hanno chiesto di trascrivere la mia conoscenza. Ma io non conosco il sistema di notazione. Non scherzo! \u00c8 cos\u00ec! Non so leggere il sistema di notazione indiana. Noi abbiamo imparato cos\u00ec, con il sistema orale. Anche il canto gregoriano, in occidente, si presumeva fosse tramandato oralmente. Mi hanno chiesto: \u201cCome fai a cantare tutto questo senza partitura\u201d? \u201cA memoria\u201d, ho risposto. Tutto \u00e8 nella mente. Se ci chiedete di cantare un <em>raga<\/em>, immediatamente possiamo attingere da l\u00ec. Ho chiesto loro: \u201cE voi come fate\u201d? e loro \u201cscriviamo, leggiamo ed eseguiamo\u201d. Ho detto: \u201cOk, hai la partitura nelle mani ma allo stesso tempo come fai a sapere che stai cantando la nota corretta? Che sia la giusta altezza\u201d? <em>(si riferisce al fatto che nella notazione si pu\u00f2 indicare il nome di una nota ma non la sua corretta altezza riferita al <\/em><em>raga <\/em><em>in quanto non si possono indicare le posizioni dei microtoni<\/em>). Non puoi. Qualcuno mi ha detto: \u201ccerchiamo la perfezione\u201d. Io dico che la perfezione non si ottiene in una vita intera. La perfezione \u00e8 l\u2019ultima meta. Dopo c\u2019\u00e8 solo la pazzia. Quando accordiamo il tanpura, nel momento nel quale si raggiunge la perfetta frequenza, c\u2019\u00e8 una sorta di \u201crottura\u201d. A volte accade che eseguendo un <em>raga<\/em>, si raggiunge quello stato e per qualche istante si tocca quella forma di \u201cpazzia\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/sayiduddin-dagar-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7983 alignleft\" src=\"https:\/\/www.edizionilpuntodincontro.it\/articoli\/images\/sayiduddin-dagar-1.jpg\" alt=\"sayiduddin dagar\" width=\"328\" height=\"492\" \/><\/a>D:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Cosa intendi esattamente? Parlami di questa \u201cpazzia\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 perch\u00e9 sorge l\u2019effetto. Mi succede che sto cantando un <em>raga <\/em>e accade. \u00c8 una pazzia emozionale. Non significa che voglio diventare emozionale. Semplicemente l\u2019atmosfera si trasforma, prende la via emozionale e quando cerchiamo di toccare quella nota, abbiamo le lacrime agli occhi. In genere le lacrime vengono per due motivi: per felicit\u00e0 o per tristezza. Questo \u00e8 un terzo tipo di lacrime. Entro nel <em>raga<\/em>. La nota produce un forte effetto. Mi perdo\u2026<\/p>\n<p><strong>D:<\/strong> \u00a0\u00a0 <em>\u00c8 molto interessante che tu indichi una connessione tra la perfezione e questa \u201cpazzia\u201d. Una volta ho intervistato un danzatore di 75 anni e mi ha detto che la danza sorge quando il danzatore sparisce. Si chiama Chandrashekar.<br \/>\n<\/em><em>Tu appartieni ad un lignaggio dove, grazie al cielo, la tradizione \u00e8 mantenuta intatta. Ora che sei rimasto l\u2019ultimo della tua famiglia, tutta la preziosa conoscenza della tua tradizione musicale \u00e8 sulle tue spalle. <\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 La mia \u00e8 una attitudine dolce, delicata. Noi eravamo sette fratelli ed ora ne \u00e8 rimasto solo uno: io. \u00c8 una sensazione particolare. Mi sembra di non avere un rifugio. Vedi, nella nostra tradizione noi rispettiamo quelli che hanno pi\u00f9 anni, come se fossero nostri padri e madri. Se uno dei fratelli maggiori mi diceva di fare una cosa, io la facevo. C\u2019era grande rispetto. Allo stesso modo, ci rispettiamo tra musicisti. Lo stesso rispetto deve essere dato alle note e al <em>raga<\/em>. Ci si deve rivolgere al <em>raga <\/em>come a Dio. In questo modo puoi sentire il <em>raga<\/em>. Bisogna essere molto umili. Se cammini con il capo chino non cadrai e potrai sostenere il peso della tua musica sulle tue spalle. Psicologicamente ci hanno insegnato a essere umili. Nella musica serve molta disciplina.<\/p>\n<p><strong>D:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Hai molti studenti occidentali e prima hai detto che non si pu\u00f2 imparare velocemente. Con il tuo insegnamento come ti regoli con gli studenti occidentali?<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Faccio nel mio modo, come ho imparato. Non posso cambiare le cose. Negli ultimi quattro anni ho tenuto dei lunghi seminari estivi.<\/p>\n<p><strong>D:\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0 <em>Molti occidentali che vengono da te non sono bambini. Sono adulti che vogliono iniziare o approfondire. Come ti regoli con loro?<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Sono venuto qui la prima volta nel 1989. Poi, nel 1999 ho visto che qualcuno voleva imparare da me. Abbiamo iniziato a fare delle lezioni individuali e collettive. La mattina e la sera erano lezioni in gruppo. Cos\u00ec ho iniziato a venire regolarmente un paio di volte all\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>D:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Hai dovuto cambiare il tuo sistema di insegnamento, adattarlo per gli occidentali?<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno chiama le note do re mi fa, invece di sa re ga ma. Allora a volte uso il loro linguaggio. Poi \u201cfisso\u201d le note del <em>raga<\/em>. Ogni anno insegno anche in una accademia in Belgio, un posto bellissimo, dove si fanno dei lunghi seminari di musica indiana. Certo, in una settimana non \u00e8 possibile imparare tutto ma \u00e8 possibile fare qualcosa, anche se non in profondit\u00e0. \u00c8 possibile. Ho anche uno studente che mi fa da assistente. Cerco di far cantare, sviluppare la voce e soprattutto l\u2019udito, la memoria musicale.<\/p>\n<p><strong>D:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Sempre pi\u00f9 persone sono attratte dalla musica indiana..<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, lo vedo. Anche chi non mi conosce, quando viene in contatto con questa musica, sente di voler conoscere, imparare. Vorrei chiedere a Dio di darmi ancora un po\u2019 di vita. Io insegno ai miei studenti assieme ai miei figli. Allo stesso modo. I miei studenti sono parte della mia famiglia. Devo essere onesto. Se non lo sono, la musica mi abbandoner\u00e0: questo \u00e8 quello che mi disse mio padre.<\/p>\n<p><strong>D:<\/strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0 La tua conoscenza \u00e8 cos\u00ec rara\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>R:<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Io rispetto qualsiasi tipo di musica, anche quella che non capisco. Quando faccio un\u2019esecuzione, prima di tutto eseguo le note lentamente. Nella lentezza cerco di dare le sfumature e il feeling del <em>raga<\/em>. Le note sono la vita del <em>raga<\/em>. Questa musica ti porta via\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho assistito ad un suo concerto all\u2019Universit\u00e0 a Parigi parecchi anni fa. La sala era piena e c\u2019era molta aspettativa in quanto la famiglia Dagar \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti casate musicali indiane, in possesso della conoscenza dell\u2019antico stile dhrupad, andato quasi perduto dopo la caduta nei regni indiani in seguito all\u2019avvento della democrazia e che Alain Dani\u00e9lou, famoso musicologo francese, riport\u00f2 alla ribalta dopo anni di ricerche per ritrovare i musicisti di corte superstiti. Quando Sayiduddin Dagar entr\u00f2 nella sala, il brusio immediatamente azzitt\u00ec e tutti si prepararono ad ascoltare con attenzione. 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