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eBook: L'arte di buttare

Come liberarsi delle cose senza sensi di colpa

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ISBN 9788869870989
Formato EPUB, Reflowable
Tipo di protezione Adobe DRM
Pubblicazione marzo 2016
Pub. Cartacea settembre 2019

Prezzo: 1,99 €

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2 MILIONI DI COPIE VENDUTE IN GIAPPONE: IL LIBRO DI CULTO CHE HA ISPIRATO MARIE KONDO, AUTRICE DEL MAGICO POTERE DEL RIORDINO


«Ho iniziato seriamente ad aprire gli occhi sul riordino quando ho letto L’arte di buttare» Marie Kondo, autrice del Magico potere del riordino

Dopo un periodo di ricchezza e di accumulo, sperimentato nel boom degli anni ’60-’70, i giapponesi hanno vissuto una fase di contrazione e di distacco dal consumismo, accompagnata dalla necessità fisica di liberarsi degli oggetti inutili che soffocavano le loro minuscole abitazioni. Buttare via, però, si rivela un’operazione difficile perché si scontra con il valore antico del riutilizzo che, a ogni scarto, fa dire a una voce interiore: «Che spreco!».
L’arte di buttare indaga i meccanismi psicologici della riluttanza ad abbandonare le cose, aiuta a superare i sensi di colpa e illustra i principi di base e le tecniche che aiutano a mollare la presa. Inoltre, sensibilizza i lettori sulla necessità di attuare una selezione drastica già nel momento degli acquisti, così da spezzare all’origine il circolo vizioso dell’acquistare/buttare.
È grazie a Nagisa Tatsumi che il Giappone si è salvato dalla crisi economica che lo stava attanagliando. Il suo capolavoro L’arte di buttare è il libro che ha dato origine al fenomeno del riordino, facendo di lei una guru per i suoi connazionali. Ora il suo messaggio arriva a liberare anche le società occidentali dalla sindrome dell’accumulo.

«La descrizione delle resistenze psicologiche a liberarsi delle cose ne fa un libro irresistibile.» The New York Times

«Carte, riviste, alimentari, cd, vestiti, regali... sono oggetti ‘molesti’ fin dal primo momento e in realtà potrebbero essere buttati via subito. Invece ci autoconvinciamo che conservarli ‘per adesso’ ci solleva dai sensi di colpa conseguenti al doverli gettare.» Nagisa Tatsumi

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