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La porta dei cherubini

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Ci sono momenti in cui è possibile constatare la necessità di eventi che possono apparire a prima vista casuali o di cui non si è capaci di cogliere o sviluppare tutti i nessi. Quando partii per la mia crociera intorno al continente africano non potevo certo sospettare quanti significati del mio tempo passato e ragioni di quello futuro avrei trovato... La nascita di questo racconto rappresenta uno dei tanti miracoli della forza vitale delle nostre idee che continua a generare, ancora oggi, una catena di fenomeni, modellando la realtà intorno a un nostro personale archetipo misterioso la cui esistenza non avrei mai potuto immaginare se non ne avessi fatto l'esperienza diretta".
Così Carlo Scirocchi introduce un racconto che è al tempo stesso una narrazione e un viaggio di esplorazione interiore. I protagonisti sono il narratore (Carlo), una donna (Ginevra) dall'intuito eccezionale che si rivela un'impagabile compagna di viaggio e di vita, un oggetto misterioso e uno strano orefice egiziano, un po' guida turistica, un po' istrione. Incontrato casualmente al Cairo, si unisce alla coppia in un viaggio ricco di sconcertanti scoperte, per comprendere l'uso dell'oggetto misterioso. Durante questo viaggio, Carlo e Ginevra acquisiranno una consapevolezza via via maggiore e, soprattutto, impareranno a porsi le domande giuste prima di andare a cercare risposte.

Questo titolo è fuori catalogo dal 1 aprile 2010 ed è disponibile solo presso l'editore.
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Libro

Scheda tecnica

Pagine
160 pp.
Formato
13,5 x 21,6
Tipologia
Brossura
ISBN
9788880930631
Pubblicazione
01/05/1997

Riferimenti Specifici

Carlo Scirocchi

Carlo Scirocchi

Carlo Scirocchi è nato e vive a Roma, dove scrive articoli di cultura, costume e critica cinematografica su riviste online quali Golem, Ideazione, CaffèEuropa, con lo pseudonimo di Carlo Violo. Nel 1988 vince il Premio Internazionale Eugenio Montale per la sezione poesia inedita con la pubblicazione di Poesie d'amore e nostalgia (Edizioni Scheiwiller). Nel 1990 la sua raccolta Poesie in forma di bambino risulta tra le opere vincitrici del Premio Letterario dell'Istituto Bibliografico Napoleone.
Ha pubblicato la raccolta di poesie L’uomo di Palenque (Forum/Quinta generazione, Forlì 1983) e il romanzo L’uomo del terzo millennio (Editrice Tracce, Pescara 1994).
Il suo racconto Il portalettere è apparso sull’antologia A cosa servono gli angeli (Edizioni Ellin Selae, Murazzano – Cuneo 1995). Sulla stessa rivista è apparso nel settembre 2006 il racconto La perdita. Poesie sparse sono apparse negli anni su diverse riviste letterarie (L’Oca Parlante, Braci, Antologia Poetica delle Edizioni il Filo ecc.).
Svolge la professione di terapista corporeo, avendo elaborato una sua personale sintesi delle tecniche shiatzu, massaggio cinese, terapia cranio-sacrale, con apporti sinergici di tecniche di meditazione yoga.
Nella sua ricerca personale è giunto in contatto con le confraternite sufi dei Naqshbandi, dei Mevlevi, dei Jerrahi e dei Nematollahi, apprezzandone la profonda conoscenza dell'uomo e l'insegnamento spirituale di pace e di unità che fa largo uso, tra l’altro, di musica e preghiera.